I giorni dell’abbandono

di ROBERTO FIORENTINI ♦

Al di là delle simpatie politiche, credo che nessuno possa negare che Civitavecchia appaia in una situazione di totale abbandono. Rifiuti ovunque, erbacce altissime in ogni strada , anche in pieno centro e così via. Ma, per chi scrive , ci sono abbandoni che dolgono di più di altri, trascuratezze che danno un segnale preciso e che colpiscono di più di altre. Per me, ad esempio, è un autentico cruccio vedere la Cittadella della Musica abbandonata e senza progettualità, utilizzata per ospitare pochi eventi, solo di realtà locali, scelte non per il loro valore ma esclusivamente per il fatto di essere a costo zero per il Comune. E quasi mai sono concerti od esibizioni musicali. Ma più di tutto , per ovvi motivi di importanza, ciò che allarma è lo stato di totale abbandono in cui versa la gestione del Teatro Comunale Traiano. Sono stato fra i pochi ad aver preso una decisa posizione contraria alla decisione dell’Amministrazione Comunale di affidare all’ A.T.C.L. – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio – cioè il circuito regionale di promozione, distribuzione e formazione del pubblico per lo spettacolo dal vivo, la gestione esclusiva del Teatro Comunale. Tra l’altro senza che tale scelta , di enorme portata per la vita culturale della città, sia stata frutto di una discussione fra gli operatori culturali, le forze politiche e persino il Consiglio Comunale. L’Assessore alla Cultura Enzo D’Antò ha fatto tutto di testa sua, applicando al Traiano ed alla Cittadella la stessa politica che l’Amministrazione Cozzolino utilizza per qualsiasi altro aspetto della vita cittadina, cioè privilegiare il risparmio, anche di pochi euro, rispetto all’investimento , esternalizzare il più possibile tutto ciò che costa denaro ed impegno produttivo, affidarsi alle proprie , spesso scarse, conoscenze per affidare ad amici e conoscenti tutto quello che risulta difficile, impegnativo , che necessita progetti e visione, e che, naturalmente, ha bisogno di fondi e di finanziamenti per funzionare in modo adeguato. Questa stessa filosofia ha indotto la Giunta pentastellata ad affidare a questo Ente anche la gestione del Cartellone principale del Traiano e di una serie di altre iniziative collaterali ( rassegne, scuole di recitazione),lasciando , in sostanza, al Comune esclusivamente la possibilità di “ affittare la sala “ a chiunque la chieda per ogni genere di spettacolo, saggi, concerti, purchè paghi l’affitto e le spese del personale del teatro per la serata.fiorent 2
L’ ATCL , inoltre, non è esattamente un ente di beneficenza , lontano dalla politica. Basti pensare che l’attuale presidente è Eleonora Sacconi, assessore alla cultura del Comune di Montalto di Castro ( di centrodestra) e i membri del consiglio di amministrazione sono espressioni delle amministrazioni comunali di comuni come Cassino, Rieti, Latina e della Regione Lazio. Sul Traiano , poi, aleggia un velo di opacità. Non sono stati resi noti i dati relativi al numero di abbonamenti e di biglietti venduti ne’ per la stagione ancora in corso né per quella precedente, anche se fonti ben informate parlano di consistenti diminuzioni, nell’ordine del 20/30 %. Se ciò fosse, ovviamente, non vi sarebbe stato alcun risparmio, poiché le uniche forme di entrate del Teatro sono rappresentate dagli abbonamenti e dallo sbigliettamento. Si dice poi di storici dipendenti del teatro, un tempo pagati dal Comune, ed ora retribuiti direttamente dalla suddetta ATCL. Nonostante tutto questo, D’Antò nega , con decisione, che la gestione del Traiano sia passata di mano. Ma tutto questo, senza dubbio, fa pensare all’abbandono. Si è notata l’assenza di una gestione oculata e diretta , ad esempio, quando, nei giorni scorsi, i dipendenti della Helyos, società che ha in gestione alcuni servizi comunali, tra i quali spicca anche il Traiano, sono scesi in sciopero, perché non ricevevano lo stipendio e l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di ricorrere ad un intervento a chiamata di una ditta esterna, per consentire la tenuta di un concerto di una band locale che aveva affittato la sala . Una operazione che , in altri tempi, si sarebbe chiamata crumiraggio. Per tacere , poi, del concerto del premio Oscar Luis Bacalov, annunciato in pompa magna , con tanto di conferenza stampa alla fine di marzo, post su Facebook di D’Antò e Cozzolino, manifesti nelle varie plance disseminate in città, come il primo grande evento della formidabile collaborazione con ATCL, che si doveva tenere lo scorso 23 aprile e che , invece, è stato annullato alla chetichella, senza neppure lo straccio di un comunicato stampa che ne spieghi le motivazioni, anche in modo diplomatico. E le plance? Abbandonate anche quelle. Alcune portano ancora il manifesto del concerto fantasma di Bacalov. Altre il manifesto dell’ultimo spettacolo del cartellone , che si è tenuto nei giorni 8, 9 e 10 aprile. Un mese esatto dalla data in cui scrivo. Non sembrino piccolezze, queste. Per chi si occupa di cultura la comunicazione è fondamentale . E cosa comunicano plance con manifesti vecchi di un mese, anche un po’ scollati dal vento e dalla pioggia ? Comunicano trascuratezza, disattenzione, scarsa cura, disamore, abbandono. E non a danno di ATCL, del Traiano o di D’Antò. Ma della nostra città.

di ROBERTO FIORENTINI