International tour film fest un’occasione che la città non deve lasciarsi sfuggire

di PIERO PACCHIAROTTI ♦

L’idea dell’International Tour FilmFest – Festival Internazionale del Cinema di Civitavecchia nasce con la trasformazione delle nostra città che da prettamente operaia ed in perenne crisi di posti di lavoro si ritrova, grazie al traffico crocieristico, nella possibilità di rinascere come realtà turistica.

Di questa trasformazione se ne parla da anni senza alcuna iniziativa concreta e tangibile; tante idee allo sbaraglio che non trovano terreno fertile in una città da sempre divisa in fazioni dove il distruggere sembra più interessante del costruire.

In questa città non esiste nessun evento internazionale ricorrente di nessun tipo, ne mai ne è stato concepito uno; eppure il mondo ormai è globalizzato e con un solo tocco sullo schermo di un tablet o un cellulare possiamo girare il mondo oppure….. attrarlo per farlo approdare da noi.

Nasce così l’ ITFF che quest’anno festeggia, fra tante difficoltà, i suoi 5 anni di vita.

E’ un festival con una realtà ormai conclamata, non c’è neppure bisogno di pubblicizzarlo, basta aprire le iscrizioni e arrivano centinaia di opere da tutto il mondo; quest’anno, per la precisione, oltre 600 da 60 paesi di tutti i continenti. I registi che si iscrivono hanno così modo di conoscere la città che li ospiterà e ne parlano bene perchè ne conoscono la serietà della manifestazione, con una preselezione che viene fatta in Polonia, in collaborazione con la National Film School di Lodz (da cui sono usciti registi famosi come Roman Polanski) e con le giurie finali dove figurano personaggi tra i più noti nel panorama cinematografico italiano.

La dimensione del festival è notevole, iniziando dall’elevato numero di iscrizioni, proseguendo per il numero di paesi da cui le opere provengono per finire agli ospiti che non sono nazionalpopolari, ma di un livello sicuramente superiore che pochi altri festival italiani possono permettersi; un nome su tutti: Antony Christov, Art Director della PIXAR Studios di San Francisco e responsabile dei suoi progetti più famosi come Toy Story, Nemo e Cars e poi come non citare Barry Purves animatore di film cult come Mars Attack e vincitore di 6 Bafta; comunque non mancano certo le presenze classiche conosciute dal grande pubblico come Giuliana De Sio, Jun Ichikawa, Carlo Delle Piane, Veronica Maya. Questa forte spinta internazionale è stata pianificata e voluta grazie alla scelta di un Direttore Artistico straniero; il suo nome è Luc Toutounghi, un nome che ai non addetti ai lavori dice poco ma che in realtà è il Presidente della Se.Ma.For di Lodz (Polonia) ovvero la casa di produzione di animazione più antica d’Europa e tra i leader mondiali del settore con al proprio attivo ben 2 premi oscar.

Eppure parliamo ancora di una manifestazione dai piedi d’argilla….. nonostante il festival abbia anche patrocini importanti quali: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mibact, Ministero degli Affari Esteri e Regione Lazio, nessun investimento arriva dalla città, l’unico concreto aiuto locale era la Fondazione Ca.Ri.Civ. che quest’anno, forse per altre problematiche, si è già ufficialmente tirata indietro.

Questa mancanza di una base economica, anche piccola ma certa, non permette la crescita di nessuna attività permanente, impedendo alla base cittadina di formarsi con proprie idee ed esperienze, obbligandola quindi a subire solo “cultura importata”.

Un vero peccato, perché questa città ha dei grandi numeri; basti pensare che nel 2012 si presentò al festival il corto di un solo regista civitavecchiese, mentre ormai sono decine le opere locali che si iscrivono e che godono di una specifica sezione dove possono avere la loro giusta visibilità. Un settore, quello dell’audiovisivo locale, che sembrava sparito e che invece covava sotto la cenere e che oggi grazie al festival ha ripreso vigore. Quest’anno, inoltre, con il progetto “VideoCity” abbiamo creato un concorso che permetterà ai giovani di creare; abbiamo coinvolto tutti gli istituti superiori con un bando pensato apposta per loro con l’intento di scoprire attraverso l’occhio della telecamera il punto di vista degli studenti ovvero quella generazione che scriverà il futuro di questa nostra città.

Il prossimo 28 settembre parte questa quinta edizione che vedrà la splendida location de La Cittadella della Musica diventare centro culturale della nostra città e del mondo intero; 5 giorni intensi con manifestazioni no-stop dalle 10 del mattino all’ 1 di notte; una maratona culturale fatta di proiezioni, interviste, workshop, presentazioni di libri a tema, mostre fotografiche che racconteranno la storia del cinema, red carpet con grandi ospiti .

I civitavecchiesi devono sapere che a qualsiasi ora decideranno di entrare nella “Cittadella” troveranno qualche evento in svolgimento e solo chi organizza con passione ed amore eventi per la propria città può pensare di realizzarne uno così coinvolgente, dispendioso di energie e soprattutto gratuito e fruibile da tutti.

La città, le istituzioni, gli imprenditore non possono perdere l’occasione che questa manifestazione offre loro, per diversi motivi: primo fra tutti la vetrina internazionale che rappresenta, l’indotto economico che ne può scaturire se ne sarà garantita la continuità nel tempo, lo scambio e l’apertura culturale che questa città ancora non conosce ma di cui ha un bisogno assoluto. L’ ITFF, oggi ancora piccolo e indifeso è già in grado di esportare se stesso (nel 2015 in Polonia, Svizzera e Corea del Sud e in questo 2016 si aggiungerà la crociera cinema in collaborazione con MSC Crociere in partenza il prossimo 14 ottobre per un tour del festival che in 7 giorni toccherà i maggiori porti del Mediterraneo) ma che oggi è paradossalmente più conosciuto all’estero che nella propria città e proprio questo particolare basta a far capire le enormi potenzialità ancora inespresse di questa manifestazione che deve essere la punta dell’iceberg di tante altre iniziative internazionali che si spera nasceranno affinché con la coesione e collaborazione di tutti si possa fare di noi una vera città 2.0

di PIERO PACCHIAROTTI