ISLAM – Quando la religione diventa follia

di TERESA CALBI ♦ Leggo su tutti i giornali l’ennesimo attentato di matrice terroristica all’aeroporto Zaventen di Bruxelles.
Solito bollettino di guerra cui seguiranno i soliti, insulsi ed inutili discorsi dei capi di governo degli stati coinvolti, totalmente inetti ed incapaci di risolvere problemi ben più contingenti, figuriamoci l’emergenza terroristica.
In queste poche righe voglio esprimere tutta la mia rabbia e l’orrore che provo nel vedere la nostra civiltà, la nostra cultura calpestata dalla follia estremista di chi in nome di DIO pretende di “conquistare” il mondo.
Ho sempre avuto una personale avversione per le religioni perchè ritengo che l’assolutismo che le pervade “addormenti” le coscienze e la ragione degli individui rendendoli delle marionette nelle mani di questo ESSERE ONNIPOTENTE invisibile, MOLTE volte SPIETATO e crudele, che priva le persone della logica e della tolleranza.
Dalle crociate agli orrori della “sacra inquisizione” la ventata “illuminista” con i suoi grandi pensatori sembrava avere riportato un sano laicismo di cui, per fortuna, gran parte del mondo occidentale si è fatto portavoce.
Purtroppo chi, come me, ha sempre apprezzato i valori laici contro un’etica religiosa che, spesso, ha calpestato i più elementari diritti civili, deve fare i conti con un’ondata di oscurantismo religioso che, purtroppo, viene tollerato da parte di molti governi in nome di un non meglio precisato “buonismo” inutile e deleterio.
Il punto di vista che intendo esporre non prende spunto, assolutamente, da alcuna corrente politica ma solo dall’esigenza di rispetto dei fondamentali diritti umani nella quale profondamente credo, diritti che nessuna ideologia o credo religioso può pretendere di annientare.
Non mi sento di potere condividere, nel massimo rispetto delle altrui opinioni, che estremismo ed ISLAM siano due cose completamente diverse e, soprattutto, non mi sento di potere condividere chi afferma che esiste un ISLAM moderato.
Non parto da pregiudizi o preconcetti ma semplicemente dall’osservazione dei paesi in cui si professa la religione islamica i quali tutti, in misura maggiore o minore, lasciano non poco a desiderare in tema di rispetto dei diritti umani: lapidazioni, pene corporali, crocifissioni, amputazioni e così via in un elenco che evoca atrocità di epoche ormai lontane.
E’ DA TUTTI CONDIVISIBILE COME LE DONNE SIANO LE PIU’ OPPRESSE.
Anche nel più moderato paese islamico la commistione tra il potere politico e quello religioso rappresenta un elemento inconfondibile di certe culture in cui l’immorale e l’illegale presenta una tale compenetrazione che qualsiasi condotta non gradita offende i principi religiosi.
A questo punto mi chiedo perchè valori così diversi e, per certi versi antagonisti, abbiano potuto coesistere e perchè si è consentito a certe culture, in contrasto con i più elementari principi di rispetto e tolleranza, di poter proliferare ed espandersi a tal punto da costituire un evidente minaccia per il mondo intero.
MI SOVVIENE UNA RISPOSTA…Al di là dei falsi “buonismi”, inutili e dannosi: INTERESSE ECONOMICO!
In molti paesi islamici ove il rispetto dei diritti umani rappresenta una “chimera” sono anche i detentori di sterminate ricchezze in grado di imporre il proprio diktat ai paesi occidentali, sempre più sudditi e sottomessi, incapaci di pretendere il rispetto dei diritti umani per paura di perdere alleati ricchi e potenti.
Siamo riusciti a coprire le nostre statue e rinnegare la nostra millenaria cultura per non offendere ul leader islamico in visita in Italia, a cosa dovremo ancora rinunciare in nome del DIO DENARO?
Le guerre contro gli eserciti si possono vincere, le guerre contro i terroristi e la politica del terrore si perderanno tutte finchè la cultura non prevarrà sull’oscurantismo religioso e culturale, finchè i diritti umani non verranno rispettati, finchè non vi sarà nessuno che potrà imporre le proprie regole in nome di DIO.

di TERESA CALBI