Ettore Scola: un omaggio e una proposta

di PIERO ALESSI ♦

Il 19 Gennaio 2016 muore Ettore Scola. Una data triste per la cultura e per il cinema italiano. Era il Febbraio del 1989 quando Scola iniziò, nella nostra città, le riprese di “Che ora è”. Molti altri registi prima di lui avevano scelto, come è noto, Civitavecchia come set per molte scene dei loro film.

“Che ora è” ha il pregio rispetto alle produzioni precedenti di essere stato interamente girato nella nostra città. In realtà persino il titolo nelle primarie intenzioni del regista doveva essere “Conosci Civitavecchia?”.

La scelta finale volle evitare di costringere la tematica entro i confini ristretti di un rapporto, che pure è presente, tra città e provincia, esprimendo valori più universali. Il senso del tempo e soprattutto il delicato e conflittuale rapporto generazionale.

Dei film, girati con E. Scola, Troisi amava “Che ora è” più degli altri perché diceva: è un film “piccolo” nel senso buono. “Che ora è” narra in chiave intimista la giornata, trascorsa assieme, di un padre, interpretato da Marcello Mastroianni, e di un figlio, interpretato appunto da Massimo Troisi.

Il racconto inizia la mattina presto e si conclude, in una carrozza ferroviaria, la sera tardi. Seduti, uno di fronte all’altro, padre e figlio, dopo una giornata di incomprensioni, trovano un momento di inaspettata solidarietà giocherellando col vecchio orologio a cipolla del nonno ferroviere. Nell’estate del 1989 il film venne portato da Scola alla Mostra del Cinema di Venezia. Roberto Ellero ci informa che:” la cosa scatenò una violenta polemica da parte dei socialisti craxiani, nel Governo guidato da G. Andreotti: la presenza del film alla mostra sarebbe stata, a loro giudizio incompatibile con il ruolo politico, appena assunto dal regista, nel Governo ombra del PCI. Era legittimo o meno che Scola partecipasse ad un festival organizzato da un ente pubblico (la Biennale di Venezia) che lo stesso Scola, nella sua veste politica voleva riformare?”  I socialisti invitarono Scola a ritirare “Che ora è” dal programma ufficiale della mostra. Scola rifiutò con fermezza. Nessun premio al film. Mentre a Mastroianni e Massimo Troisi venne riconosciuta per la loro interpretazione la coppa Volpi.

L’avventura ebbe inizio il 26 Gennaio del 1989 quando alcuni rappresentanti della produzione fecero visita all’allora Sindaco Fabrizio Barbaranelli per informarlo che di lì a poco sarebbero iniziate le riprese di un film interamente girato a Civitavecchia e con la regia di uno dei più grandi maestri del cinema italiano. La visita aveva anche lo scopo di chiedere all’Amministrazione dell’epoca una collaborazione per agevolare il rapporto tra la troupe e la popolazione. La collaborazione fu piena. Per un paio di settimane la città fu ispezionata dagli occhi attenti, scrupolosi e geniali di E. Scola e dallo scenografo Luciano Ricceri. Scelsero i luoghi che poi divennero il teatro del film. In realtà fu l’intera città con i suoi angoli più caratteristici il palcoscenico sul quale prese vita la rappresentazione e si mossero quegli straordinari e indimenticabili protagonisti. Tra questi vale anche ricordare Anne Parillaud, ancora poco nota al grande pubblico. Lo diverrà l’anno successivo per l’interpretazione di “Nikita”, per la regia di Luc Besson, che gli valse il David di Donatello. Dunque per riepilogare: nella nostra città, un maestro del cinema dirige per intero un film di qualità con un cast di eccezione. Vi furono anche in quella circostanza delle polemiche. Ci fu chi ritenne che il film desse della città una “brutta” immagine e se ne chiese persino il sequestro. Furono, per la verità voci isolate e largamente minoritarie. Da segnalare che sulla questione si accese un dibattito. A questo proposito non sarebbe male che tornasse in voga la sana abitudine di dividersi sul terreno di idee contrapposte piuttosto che su sterili pregiudizi. Non voglio portarla troppo per le lunghe. Mi sembrava giusto riprendere, sia pure per sommi capi, alcuni elementi quale doveroso omaggio ad un uomo come Ettore Scola che avrebbe meritato nella mesta circostanza della sua scomparsa una maggiore attenzione da parte della città. Lo abbiamo ospitato ed accolto come un amico così avremmo dovuto riconoscergli l’ultimo saluto. Come si sarebbe fatto per una persona cara. Così non è stato. Avremmo potuto proiettare il film a beneficio delle scuole, avremmo potuto animare dibattiti attorno alla figura di Scola, avremmo potuto partecipare alle sue esequie con la più adeguata rappresentanza istituzionale. Delle molte cose poco o nulla si è fatto. Guardo con qualche elemento di insofferenza, non lo nascondo, una apparente ansia di cambiamento che smarrisce forse volutamente la propria memoria. A questo proposito, evitando accuratamente di approfondire concetti che mi spingerebbero ad una più feroce polemica politica, mi provo ad avanzare una proposta. Vi sono state in città interessanti ricerche a proposito delle numerose occasioni in cui Civitavecchia è stata scelta come set cinematografico. La ricerca può, a mio giudizio, essere ulteriormente approfondita. D’altro canto prima che si aprisse a Roma Cinecittà la nostra Civitavecchia, relativamente vicina alla Capitale, ben si adattava alle esigenze di un cinema povero di risorse. Ritengo sia verosimile che molte produzioni si siano orientate su Civitavecchia. Sarebbe forse ipotizzabile la creazione di un Museo Multimediale magari intestato allo stesso Ettore Scola nel quale si possano raccogliere testimonianze fotografiche, audiovisive, documentali ecc. ecc. che siano plastica testimonianza del contributo che la nostra città ha dato, nel corso degli anni, al cinema italiano. In questo senso perché non immaginare un coinvolgimento dell’Università con studenti che opportunamente sostenuti potrebbero svolgere un certosino lavoro di ricerca? L’idea oltre che utile a salvaguardare la nostra memoria, a rendere un doveroso omaggio a Scola potrebbe anche avere degli interessanti risvolti economici arricchendo la nostra offerta a coloro che per turismo si trovano a passare dalla nostra città.

di PIERO ALESSI