L’ ATTESA.
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ Cristina, un tempo mi si udiva se parlavo. Ora nessuno ascolta il mio desolato silenzio. Quale linguaggio può esprimere il terrore dell’attesa? Viene a noi nel silenzio della… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ Cristina, un tempo mi si udiva se parlavo. Ora nessuno ascolta il mio desolato silenzio. Quale linguaggio può esprimere il terrore dell’attesa? Viene a noi nel silenzio della… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ Tahart (odierna Tunisia) primi mesi dell’813 d.c. Rūmiya (Roma) è una città governata da un re che si chiama Papa che dimora in un luogo chiamato Sa̅m Pārū… Continua a leggere
di SIMONETTA BISI ♦ Questo è il primo della serie “Dialoghi impossibili”. In questo caso ho scritto un racconto allegorico ispirato da Elogio dell’utopia, U. Morelli (Elogio dell’utopia – Le parole e… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ L’aria s’era fatta dolce di primo mattino seppur una nebbia bigia persisteva nell’avvolgere il risveglio degli uomini e degli animali diurni. Le carbonaie nel folto fumavano ancora ma… Continua a leggere
di GIORGIO LEONARDI ♦ Honey Grove, è un piccolo paese nello stato americano del Texas, e ha un nome innocuo che in inglese significa “boschetto di miele”. E infatti è un posto tranquillo… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ La scena che si svolge nella metafora biblica dell’Eden è chiara: l’uomo nasce con il divieto! Da una situazione di bisogno soddisfatto si passa alla mancanza. Da una… Continua a leggere
di SIMONETTA BISI ♦ Un tempo il potere si mostrava con la spada, poi con il contratto. Oggi si nasconde nel codice. Nel 1651, Thomas Hobbes immaginava il Leviatano come un artificio necessario:… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ All’ora che il sole sale a picco tu mi notasti. E mi notasti per la mia assenza. Che lesta m’ero rintanata nel corpo e tu, di colpo, rammentasti… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ Perché le cose si ribellano? Perché mi irritano? Perché non fanno ciò che io voglio!! Le cose servono. Ma hanno un vizio, un maledettissimo vizio, uno insopportabile vizio.… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI Sento ancora di esistere. Come in un sogno avverto di essere. Nitidamente la vita passata mi scorre di fronte. D’un tratto avverto gli odori, i sapori,il suono di mille… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ 1.Bruna sono ma bella. Libera è la mia chioma nel vento dei monti Alborz. Il mio amore è più forte delle catene di ferro. Nelle vie di Teheran,… Continua a leggere
di ANNA LUISA CONTU ♦ Un sabato di inizio gennaio compro due biglietti per “Amleto” al teatro Traiano. Un’opera tra le mie preferite. Spero nell’attore- regista Filippo Timi che so essere bravo. Aspetto… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ 2026, semplice aggiornamento di uno sperimentato soft che gira a vuoto da tempo. Fiume che scorre con moto inerziale e la cui corrente ha perso ogni finalità verticale… Continua a leggere
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦ Il premio Nobel se lo era ben meritato. Ormai ogni organo umano poteva essere sostituito. Come in un normale computer il soft può essere sempre inserito in un’altra… Continua a leggere
di ROSAMARIA SORGE ♦ In generale gli architetti si dividono tra quelli che fanno l’albero e quelli che non lo fanno; certo che per un architetto sarebbe più congeniale fare il presepe ma… Continua a leggere