Memorial – Io li ho conosciuti bene
di MARIA GRAZIA VERZANI ♦
Non sono nata a Civitavecchia, ma ho avuto il piacere e l’onore di conoscere e frequentare alcune persone che hanno avuto un peso notevole nella città, non solo per il lor ruolo, ma anche per lo spessore culturale. Vorrei ricordare Giovanni Massarelli, ex sindaco, quasi un padre per me. Quando mi vedeva arrivare a casa sua, in via Volturno, i suoi occhi brillavano, perché sapeva che insieme non solo avremmo idealmente costruito una città migliore, ma ci saremmo preparati gli argomenti per affrontare gli alunni delle scuole, di qualsiasi livello per condividere la storia del passato, narrata a volo d’uccello.
Giovanni ci ha poi regalato tre libri sulla sua storia e su quella cittadina.

Ad uno di questi ho partecipato anch’io con grande interesse, perché era il primo libro uscito che parlava del bombardamento e della ricostruzione di una città ridotta ad un cumulo di macerie. Giovanni mi ripeteva sempre che, la Bella città de’incanto prima della guerra, non era priva di criticità e non bisognava metterci gli occhiali rosa, ricordando il passato, e quello che è venuto dopo con esagerata criticità. Fino all’ultimo giorno circondato di libri che leggeva con curiosità ed interesse ed il telefono con cui chiamava gli amici per parlare del passato, ma anche del presente, del lavoro e dei problemi endemici cittadini.
In casa sua ho conosciuto il cugino Arnaldo che pur abitando a Roma tornava spesso nella città natale per trovare i familiari rimasti. Fra pochi giorni sarebbe andato con i parenti da Tramontana a festeggiare il suo 103° compleanno. Arnaldo, un vero gentleman nei modi e nello spirito, un artista e studioso di urbanistica, in quegli anni con le sue vedute prospettiche, stava ricostruendo la storia dello sviluppo di Civitavecchia attraverso i secoli. Rimasi abbagliata da tanta amore e bravura ed iniziò così la nostra collaborazione ed insieme realizzammo ”Civitavecchia veduta”, di cui curai la parte letteraria. Per me frequentare Arnaldo Massarelli è stata una grande opportunità, molti monumenti, di cui nulla sapevo mi sono diventati a noti: il Ghetto, piazza Leandra con la sua fontana e i suoi palazzi, oltre al Palio saraceno, il palio Marinaro, e altre usanze della città rese con la sensibilità di un artista raffinato e colto.
Un altro noto personaggio cittadino, che oltre ad essere farmacista praticava con grande determinazione l’archeologia e le scienze naturalistiche, è stato Odoardo Toti, detto Dino. Dalla Tolfa al mare, nessun rudere è sfuggito alla sua attenzione. Scopritore di Leopoli-Cencelle, la città fatta costruire da Leone IV per i sudditi, in fuga dagli attacchi saraceni, basava lo studio della storia su documenti e reperti e si opponeva con tutto le sue forze alle storie leggendarie, in particolare a quella di Leandro. Aborriva il saggio pescatore, che riuniti gli esuli di Centumcelle sotto un’annosa quercia, li spinse a tornare alla loro bella origine marinara, dopo pochi anni dalla fuga.
Ancora oggi tra i resti di Aquae Tauri si vede aggirarsi la figura di un anziano con i bianchi capelli, scompigliati dal vento è lui, Odoardo, ormai in simbiosi con il mito.

Ed ancora, il senatore Giovanni Ranalli, detto Giovannino, ormai quasi cieco e stanco di battaglie sindacali che, in uno slancio di generosità, ha lasciato alla scuola, che lo aveva visto studente delle elementari, un grande patrimonio in libri e cimeli, facenti parte della sua vita senatoriale. Tra questi perfino un grammofono risalente ai primi decenni del novecento, ancora funzionante che suona la nostalgica Night and Day in un’aula vuota. Il suo desiderio? Aiutare i giovani accrescere il loro patrimonio culturale con la speranza che nel futuro possano rendere un enorme servizio, non solo a Civitavecchia.
Da poco se ne è andato un altro personaggio di spicco della cultura cittadina dalle poliedriche capacità: Carlo De Paolis, detto Carletto, pittore, scrittore, poeta studioso del dialetto e delle storie e del folklore cittadino, ma soprattutto una persona ammirevole. Ad ogni mia richiesta si mostrava sempre pronto, soprattutto quando si trattava ad incontrare gli studenti ed intrattenerli con le sue interessanti memorie sulla città. Anima sensibile amava la moglie Mirna, sua compagna di vita ed ispiratrice.
Ho incontrato molti altri personaggi con cui sono cresciuta culturalmente come Silvio Serangeli, Antonio Maffei, Padre Ennio Staid, Ugo Marzi, Ennio Galice, e altri ancora degni figli di Civitavecchia, che sono scomparsi, ma che io ritengo un patrimonio enorme per questa città e sono orgogliosa di averli conosciuti. Non dimentichiamoli.
MARIA GRAZIA VERZANI
