LA VOCE DEL SILENZIO
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦
Molti ormai sono, dei miei amici, quelli che hanno già pagato il loro debito alla Natura.
E la città, percorrendo, con le membra più incerte, è divenuta libro di memoria in cui ogni pagina, ogni luogo, ogni scorcio appare come un ritorno dei sorrisi, dei sospiri, delle risa, degli amori d’un tempo.
Il Pincio sgombro da giardinetti e campi da gioco coi suoi capannoni adibiti a palestra e sala musica, l’irta scalinata che porta al mercato, il Pirgo di legno inzuppato di salsedine, la Nona turbolenta, l’esotica selva di Zampa d’agnello, il Faro lontano, la Terza Strada reliquia del tempo, il magico squallido Isonzo, il Bernini immenso spazio, gli ascosi Molini, Il Presidio, il Ghetto, la Buca di Nerone, l’Oratorio, la Piscina, il Bricchetto, Mattera, Carvigiani, La Galleria del Libro, Capuani, Pugliesi, la Fafona, lo Chalet, il sor Giocondo, Santi Ulisse, Agliata, il bar Italia, la Scuola di Guerra, l’antemurale, i Portuali ed ancora ed ancora.
Potremmo mai lasciare che questi occhi, che queste orecchie, che questo cuore cedano al nulla? Al vivo umido nulla, le visioni, le urla, i suoni, i lamenti, le risa, i palpiti, le lacrime dei giorni vissuti ?
Né vicolo, né strada, né uscio è a me estraneo e nel vedere la mente s’aguzza e fa scaturire l’immagine remota. Ed ecco che il ridente palcoscenico del ricordo s’apparecchia in tutta fretta e le ombre confusamente prendono a rivivere le loro parti nella felicità o nel disagio, nella gioia o nel dolore.
Ma i ricordi incalzano disordinati sicché di quella vita vedo a fatica solo i tratti nebulosi che la mia mente riesce a racimolare nel grande fondo dominato dall’oblio.
E la vita cancellata dal fluire ritorna comunque imperante con i suoi suoni, con i suoi gesti, con le sue emozioni. Qui avvenne questo. Qui mi incontrai. Qui fui contrariato. Qui lui. Qui ella. Qui, là, laggiù, lontano, vicino….
Poi tutto si ferma ed il regista si acqueta. Ed il luogo appare improvviso come estraneo. E tutto diviene tremendamente silente.
Ed è silenzio!
Tutto scomparso. Sembra solo una illusione. Eppure sono io a testimoniare che era vero. Che accadde. Che fu così! Così, come io lo ricordo!
Ma c’è solo silenzio. Sono solo io il testimone cui credere? Dove sono gli altri? Quelli che vivevano assieme a me? C’è solo silenzio. Gli altri hanno già pagato il debito, sono via. Sei solo tu a ricordare. E’ forse tutta una illusione?
Se il silenzio è tutto ciò che mi rimane tutto sembrerebbe perduto. Il mio occhio vede uno spazio familiare ma quello spazio non è più abitato come lo era qualche instante prima. Tutto è ora solo silenzio. Dove sono mai andati a finire gli attori, i loro gesti i loro suoni? Dove Gianni, Franco, Annarella, Fabrizio, te , lui….le sue mani, la voce, quel volto , quel mormorio tenero. Fiori nel mio deserto. L’inferno vero è quello dell’amore perché l’amore è destinato al puro degrado.
Eppure, c’è voce in questo silenzio. L’avverto. ..senza sapere.
. . .
Ma dove è passato il passato?
Una sola proposizione è logicamente plausibile: il passato è ciò che è andato fuori di quel cono di luce che è la mia possibilità di percepire. Più di questo io non posso dire in termini logici. Il passato è solo ciò che più non mi appare, che al presente più non appare. Il passato è ciò che ha varcato la soglia del visibile. Dire oltre non è mi è concesso!
CARLO ALBERTO FALZETTI
Rosamaria: Si inizia la giornata piena di impegni con uno struggimento per quello che fu e che non si ripresenterà più; a volte comunque è meglio così
"Mi piace""Mi piace"
Bello, grazie per la reiterazione delle domande che non ci abbandonano, fino a chiedersi se e’ stata tutta un’illusione
"Mi piace""Mi piace"
Bello, grazie per la reiterazione delle domande che non ci abbandonano.
Marcello Luberti
"Mi piace""Mi piace"
Ecco, in immagini di struggente bellezza, l’equivalente di quelloche hai scritto
https://www.youtube.com/watch?v=BA3HPHHahWY
"Mi piace""Mi piace"
Ho visto le immagini. Si, è esattamente così: “Scendete, parlate tra di voi …”
"Mi piace""Mi piace"