I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – CONCERTO PER OBOE
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Ascolto il Concerto per oboe in La minore
di Antonio Vivaldi
e il disco ne riproduce, in questo momento, l’Allegro
che mi riempie di un senso
di nostalgia talmente intensa
che mi commuove fino alle lacrime
il ricordo antico della laguna
vista da una finestra
che forse era aperta quel giorno
quando egli lo scrisse
su un foglio pentagrammato,
un ricordo che non è mio, perché
non mi sono certamente affacciato
trecento anni fa
a quella finestra sulla laguna, ma che è un ricordo
risvegliato in me da quella musica, come se io
avessi vissuto quella scena con gli occhi
e con la mente dell’uomo che la compose.
Non la ascolto, però,
nel silenzio
in cui sicuramente Vivaldi
la sentì nascere dentro di sé,
ma
districando quei suoni purissimi
dai rumori di fondo
emessi dalla struttura dell’edificio in cui abito,
i rumori degli apparati
in funzione nel sotterraneo e in ognuno
dei tanti appartamenti
affacciati sul cavedio,
i rumori
degli aspiratori
dei frigoriferi
dei televisori
dei condizionatori
mescolati al rumore del traffico
delle strade che mi circondano e avvolgono,
ma non voci di persone
di adulti
né di bambini
non voci di donne
né di ragazzi e ragazze
di giovani
di vecchi, di vecchie,
come se non ci fosse, qui dove abito,
nemmeno un essere umano,
e mi colma, violenta come se fosse
il rimpianto di un momento perduto della mia vita,
la nostalgia delle voci
che avranno riempito lo spazio, quel giorno
in cui risuonarono per la prima volta, mescolandosi ad esse, le note
di questo Allegro
che sto ora ascoltando registrato su un disco,
le voci di uomini donne bambini
di gondolieri marinai venditori,
le voci di esseri che non esistono più,
spariti, scomparsi nel tempo,
lasciati indietro dal tempo,
nel silenzio purissimo della laguna.
ANDREA BARBARANELLI

meraviglioso struggente
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Mi restituisce una parte di me che da sempre sento “agitarsi “: la nostalgia per le atmosfere perdute, anche quelle non vissute personalmente, ma costruite nella mente grazie a letture, ascolti di canzoni,musiche , film…Il cervello accumula e restituisce un inventario insolito, molto è stato preso da altri ma è comunque diventato nostro.
Maria Zeno
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