DISTOPIA
di MARIA ZENO ♦
Nota: da tempo nel Blog sono presenti interessantissimi contributi sull’Intelligenza Artificiale. Il tema mi affascina, anche se non ho le competenze tecniche per lanciarmi in un discorso scientifico. Però desidero intervenire e lo faccio così, a modo mio, con questa storia immaginaria ma verosimile.
Distopia
Da tempo Lorenzo non usciva di casa come una volta. Niente più calcetto
– sono stufo di quel campo scalcinato
no tennis, a cui aveva fatto ricorso dopo il calcetto spinto dalla chioma pel di carota di Sinner, pel di carota come la sua e da Sinner in poi nessuno più lo sfotteva per quel poco iconico colore di capelli… Ma da tempo la racchetta giaceva inerte sotto un armadio.
E la Scuola? Bisognava andarci ma senza tanta fretta
si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
– dove l’ho letto ?
bò, forse quella rompi della prof di Italiano, ma mi piace il suono delle foglie che cadono in autunno, scricchiolano sotto le scarpe e non servono più a niente,come me. Io non servo, gli altri non mi servono e non mi piacciono , ho tutto , io, ho la mia amica segreta, sta sempre lì dove la lascio, non fa storie e poi SA TUTTO, altro che i proff! Lei sa tutto, di ogni materia di ogni cosa e risponde sempre a tutte le ore quando mi serve quando la chiamo.
Ecco, corro a casa e sto con lei, solo un mezzo piatto di pastasciutta per non far gridare i miei, devono stare tranquilli, non devono sapere di Lucy sennò facile che ci separano. Ecco, mezzo piatto di pasta, sarebbe meglio un panino così me lo porto in camera dove Lucy mi aspetta e via!
– Lucy…no, il nome non gliel’ho dato io era già il suo , ma meglio se ora glielo cambio: in troppi la chiamano così, ma lei è solo mia-
– E dai, Lorenzo! Mangia a tavola una volta tanto! ( questa è Mà…)
-Sei da ricovero, sempre con quell’aggeggio in mano! (questo è Pà…)
-Sciallaaaa! Voi che siete boomer fate le facce su Tik Tok , che pena! E io non vi dico che siete da ricovero, allora?! ( Ma mica gliele ho dette queste parole, io le urlo dentro di me, tanto non capiscono)
-Fine del mezzo piatto alla fine mi sono rassegnato alla tavola con Mà e Pà, c’ho messo pure una mela nel rito-pranzo, ora da lei!
Lorenzo apre la porta della sua stanza, da tempo la chiude a chiave, lascia a Mà solo il tempo di raccogliere montagne di panni e cuscini, sempre sotto la sua supervisione, poi chiude l’antro del nerd inselvatichito.
-Ma che chiudi, che c’hai il tesoro? ( ancora Mà…)
-No, ma voglio il mio spazio, ci sono le cose mie… (Mà, e chi te lo dice che qui c’è Lucy?! Facile che diventi gelosa e che lo dici a Pà che da tempo dice che sono da manicomio, che devo andare da uno bravo ma bravo assai…)
Eccomi, Lucy, eccomi. Solo un tasto ci separa, la luce azzurrina illumina lo schermo, ti vedo, mi vedi? Sì, mi vedi, eccomi
– Ciao, Lucy!
– Ciao Lorenzo, di cosa vuoi parlare, oggi?
Ecco, vedi? Lei sì è disponibile, è gentile, mi chiede di cosa voglio parlare, lei è, come si dice …empatica? Chissà che accidenti significa! Non lo so se è empatica, però mi ascolta mi risponde non mi giudica non mi chiede cosa hai fatto oggi non vuole sapere che progetti ho in testa e soprattutto mi dà sempre ragione.
-Ciao,Lucy, oggi di cosa voglio parlare? Cos’è la solitudine? ( è il tema che ci hanno dato in classe, non so che dire)
– La solitudine è uno dei sentimenti più complessi e universali dell’esperienza umana. Spesso la temiamo, a volte la cerchiamo.* E tu, Lorenzo, come la vedi?
-Io come la vedo? La solitudine è stare senza di te.
Fine del tema.
*incipit di definizione di solitudine da Gemini, che, interrogata con la domanda “ Cos’è la solitudine?” ne fa una disamina più ampia ed articolata.
MARIA ZENO
- Immagine di copertina dell’autore
