I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – La delusione di Mefisto.
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Il più deluso, in verità, sono io, disse Mefisto, rigirandosi fra le mani il berretto piumato. Montare questa enorme messa in scena, con i cori degli angeli e degli arcangeli, l’intervento di Dio padre in persona, il retrocesso del tempo per ringiovanire un vecchio ormai sulla soglia della decrepitezza: tutto questo, dico, per far mettere incinta una ragazzetta di paese, ingenua come poteva esserlo una ragazzetta di quei tempi patriarcali, casa, chiesa e sogni di un futuro familiare con tanti bambini sorridenti, far sì che, poverina, avveleni inconsapevolmente la propria madre, provochi senza volerlo la morte del fratello e uccida il frutto illegittimo del suo disperatissimo amore, con conseguente condanna a morte! Ma il vecchio signore lassù aveva proprio bisogno, per ottenere questo, di scomodare me, l’eterno contraddittore e negatore col suo piede di capro? C’è bisogno del diavolo perché le vicende umane seguano il loro abituale e banalissimo corso?
ANDREA BARBARANELLI

E’ vero !! Che bisogno c’è di chiamare in causa il Demonio quando l’uomo è già un “legno storto”. Basta pensare ai Demon i del grande russo. Insomma, Goethe ci indica una certezza: il dualismo in teologia è assurdo dal momento che il Principe del Male non è nell’altrove celesta ma in terra. E’ la libertà dell’uomo che può condurre al male, semplicemente.
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Che poi fa il paio col celebre verso goethiano: “Io sono paarte di quella potenza che vuole continuamante il male e continuamente produce il bene”
Ettore
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paarte..devo smetterla di usare le traduzioni estoni del Faust
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