I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – L’ultima riflessione del vecchio libertino.
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Che ironia! Aver fatto appena in tempo a salvarmi dalle grinfie delle inquisizioni religiose, con i loro processi e disumane torture e l’espiazione finale sul rogo del peccato di libero pensiero, e finire qui, sul patibolo eretto in questa piazza piena di festanti seguaci della dea Ragione, pronti ad esultare e applaudire quando la mia testa, tagliata dalla lama della ghigliottina, rotolerà nel canestro.
ANDREA BARBARANELLI

Una sola è la parola, uno l’auspicio, ieri oggi domani: medèn àgan!
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“Il sonno della Ragione genera mostri”, ma anche la paranoica insonnia della Ragione non scherza!
Maria Zeno
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Il breve racconto di Andrea Barbaranelli si sofferma, in poche righe, su una serie di significati politici e filosofici di primaria importanza. Il racconto si sviluppa come un monologo interiore preceduto da un’amara constatazione: “Che ironia!”. Il tema centrale della narrazione è il cortocircuito morale e ideale della Storia. Il protagonista ha passato la propria esistenza a fuggire dai processi, dalle torture e dal rogo dell’inquisizione religiosa; ha salvato la pelle in nome del libero pensiero contro il dogmatismo della fede, ma la beffa lo attende una volta raggiunto il traguardo della modernità: a mandarlo sulla ghigliottina non è più il fanatismo religioso, ma quello, altrettanto cieco e spietato, della dea Ragione. Andrea si sofferma sul momento in cui un’ideologia di liberazione si trasforma nel suo opposto. I festanti seguaci della dea Ragione non sono diversi dalle folle che, un tempo, assistevano ai roghi dell’inquisizione. Andrea ci descrive con esattezza chirurgica l’epifania finale del “vecchio libertino” e libero pensatore che si ritrova con il collo sotto la lama della ghigliottina, circondato da una folla festante: è la fotografia di un uomo che muore doppiamente sconfitto nell’istanza biologica e nell’illusione intellettuale. Il racconto, di straordinaria densità, si svolge su coordinate storiche, ma risuona come in monito contemporaneo sui rischi del fondamentalismo ideologico, laico o religioso che sia, e sulla perenne, tragica solitudine del vero libero pensatore.
Grazie Andrea.
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