“AGORA’ SPORTIVA” A CURA DI STEFANO CERVARELLI – …SONO SOLO DILETTANTI….

di STEFANO CERVARELLI ♦

Prendersela con gli altri, attaccare gli altri per coprire, nascondere i propri errori, i propri fallimenti  è un modo di fare che sta sempre più trovando spazio, specialmente con l’avvento, oramai dominante, dei social come arma “impropria” che colpisce indistintamente ogni categoria sociale.

Che a questo modo di fare, però, ricorra anche un presidente federale,  tra l’altro della federazione  , forse più importante, questo non me lo aspettavo.

Gabriele Gravina ha commesso questo errore, quando nel tentativo maldestro di coprire le sue pecche, quelle della nazionale e del calcio tutto, ha detto: “Il calcio è l’unico sport professionistico, gli altri sono dilettanti”.

Finché per dilettanti s’intende lo stato puramente giuridico dei praticanti molti sport, l’affermazione ci può anche stare (ma non era certo questa l’intenzione di Gravina) mentre dare alla frase un’espressione di superiorità di uno sport, appunto i calcio, riguardo gli altri, beh, detta da un presidente federale lascia alquanto stupiti.

Che il calcio sia sport professionistico non c’è dubbio (i suoi mali sono tutti lì a dimostracelo) ma non è l’unico ad esserlo; ci sono altri sport professionistici: Basket (sebbene limitatamente alla serie AN), Ciclismo, Golf, Pugilato, Motociclismo.

Tutti gli altri, dico tutti, sono considerati sport dilettantistici: ma non certo inferiori!

Ma cosa li rende differenti? Banalmente o semplicemente si potrebbe rispondere che la definizione sportivo dilettante è ricavabile per esclusione: colui che non è sportivo professionista. Ma non basta ovviamente.

La vera distinzione riguarda la natura del rapporto di lavoro sportivo.

Nello sport dilettantistico l’atleta non percepisce alcuno stipendio per l’attività agonistica, può ricevere solo rimborsi spese.

In quello professionistico invece il rapporto è regolato da un contratto di lavoro subordinato a tutti gli effetti, come qualsiasi altro contratto lavorativo.

Sull’argomento, qualche tempo fa scrissi alcuni articoli riguardanti i problemi dello sport femminile e della “sudditanza” a quello maschile, che rendeva, per dirla in breve, la situazione delle ragazze ancora più disagiata.

Ora è evidente che ci sono atleti ed atlete che praticano sport considerati dilettantistici e che dalla loro attività ricavano profitti economici non indifferenti (dovuti anche alle sponsorizzazioni) ma questo non fa di loro, giuridicamente parlando, atleti professionisti e quindi sono considerati dilettanti a tutti gli effetti, in quanto non è il possibile guadagno a renderli professionali o, se volete, professionistici.

Da considerare inoltre che ci sono moltissimi atleti ed atlete, che seppur praticando lo stesso sport che ha reso miliardari i loro colleghi sono lontanissimi da certe cifre, avendo, però, lo stesso profilo giuridico. Ad onor del vero c’è da dire che nel 2023 la riforma dello sport (Dlgs 36/ 2021) ha introdotto tutele lavorative anche per gli sport considerati dilettantistici.

Voglio però ricordare che la maggioranza degli atleti dilettanti, appunto perché tali, svolgono una propria attività, un proprio lavoro,a differenza dei calciatori che vivono “con lo stipendio sicuro”…. e che stipendio!!!

Dire quindi che il calcio è l’unico sport professionistico mentre gli altri sono dilettanti, non fa certo onore allo stesso calcio e sopratutto a chi lo dice, specialmente se questo sport “unico” per la terza volta consecutiva ha mancato la qualificazione ai mondiali, perdendo così quel blasone di superiorità calcistica conquistata in tanti anni.

Ma vediamoli questi “semplici” dilettanti che stando alla etimologia del nome praticano, o dovrebbero praticare attività sportiva solo per diletto, e che invece sono gli unici a dare lustro al nostro sport.

Vediamoli questi dilettanti che tornano in pista dieci mesi dopo essersi sfasciati un ginocchio e vincono due ori olimpici: Federica Brignone. Quelli che fanno acrobazie in volo con il crociato lesionato e riescono pure a conquistare una medaglia: Flora Tabanelli. Quelli che si ritrovano a correre in pista, sugli sterrati, che si allenano tutti i giorni e trovano il tempo di laurearsi: Nadia Battocletti.

Quelli che salgono sul tetto del mondo, che hanno il campionato nazionale (loro per davvero) più bello del mondo: i ragazzi e le ragazze della pallavolo.

Dilettanti che hanno il numero uno del mondo: Jannik Sinner, che vincono la coppa Davis con le seconde e terze linee.

Poveri dilettanti!

Perfetti da usare per un post, un tweet, quando vincono in giro per il mondo, per poi nascondere i propri fallimenti asserendo: “Negli sport dilettantistici si possono adottare scelte e decisioni che nel professionismo non è possibile, mi riferisco all’uso dei giovani e under all’interno dei tornei. Per non parlare di quelli che sono sport di stato, basti pensare allo sci: eccezione fatta per Arianna Fontana, tutti gli altri sono dipendenti dello Stato”, dichiarazione di Gabriele Gravina presidente, quando le pronunciava, della Federcalcio!

Parole che meriterebbero un’adeguata risposta, punto per punto.

La prima considerazione invece che mi è venuta in mente è stata: “Ma anche gli altri paesi hanno la stessa situazione, hanno i problemi derivanti dal calcio professionistico che espone Gravina, eppure  riescono ad ottenere risultati migliori. O, al contrario, non hanno i nostri stessi problemi, allora il discorso è tutt’altro…”.

E poi lo Stato, quello stesso Stato che dopo la sconfitta contro la Bosnia non ha perso tempo a chiedere le dimissioni per mezzo del Ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi, del Presidente della Figc.

Intanto però la gaffe di Gravina aveva fatto arrabbiare il mondo intero dello sport.

L’uscita del presidente aveva suscitato stupore anche nei tifosi, ma cosa vuoi che contino quelli?

Il mondo dei dilettanti naturalmente si è sentito chiamato in causa. Irma Testa (che pratica il pugilato con ottimi risultati) ha detto: “Mi alleno più dei calciatori guadagnando meno dei loro cuochi e delle loro tate. Nonostante questo, quando perdo (poche volte) sento il peso di un’intera nazione che comunque non mi chiede niente perché impegnata a guardare il calcio”.

Dopo di lei, a ruota, tutti gli altri: Gianmarco Tamberi, Gregorio Paltrinieri, Iliass Aouani, Francesca Lollobrigida, Pietro Seghel e molti altri.

C’è stato un vero e proprio diluvio di tweet. Mattia Furlani, bronzo olimpico e oro mondiale nel salto in lungo ha detto che il discorso di Gravina “Ammazza tutti i valori dello sport”.

Viene da dire che il calcio da sport nazionale che era è diventato un caso nazionale.

Termino qui la prima parte della mia riflessione,alla prossima.

STEFANO CERVARELLI

 

P.S.
Gianmarco Tamberi =Atletica ( salto in alto)
Gregorio Paltrinieri=Nuoto
IliassAouani= Atletica (Mezzofondo)
Francesca Lollobrigida= Pattinaggio su ghiaccio
Pietro Seghel= Pattinaggio su ghiaccio