DOSSIER BENI COMUNI, 119. AU REVOIR, ARRIVEDERCI…

a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦

Giorni d’ansia, giorni di affanno, di respiro soffocato, ridotto, mozzato… Quasi due settimane, a ripensarci adesso, trascorse per molte ore seduto in poltrona, dove finalmente riuscivo ad appisolarmi dopo un po’ di tempo ma senza mai avere tregua completa dalla tosse né darla alle cure della cara Paola, provata e però instancabile. Ma senza cogliere il nesso, la causa vera, lontana nel ricordo, tanto da non aver preso quest’anno le precauzioni sanitarie. Così. le difficoltà a terminare e trasmettere via mail i testi e le illustrazioni della puntata scambiate per affaticamento di altra origine. E in ultimo quella estremamente faticosa dell’ultima puntata, quella del tampone, conclusasi con la scoperta di essere afflitto dal Covid, potendo così finalmente affrontare una cura adatta… Con la scoperta che anche il tampone di Paola mostra evidenti le due lineette rosse. Ma i suoi sintomi sono molto lievi. Allora possiamo immaginare l’argomento della nuova puntata della rubrica, mantenendo quella idea di base che rappresenta argomenti che penso siano da tenere in evidenza (andiamo a rileggere l’ipotesi della “enciclopedia di Civitavecchia”). Anche perché ho ricevuto una telefonata dell’amico Valentino, che opportunamente mi ha fatto notare qualche frase poco chiara, soprattutto nella situazione attuale. Lo spunto, dunque, è dato dalla puntata precedente, proprio dalla puntata in cui si parla del dipinto realizzato alla fine di quel decennio tragico, per il mondo, per l’Italia e per Civitavecchia, che poi vide la lenta ricostruzione, la rinascita dalle rovine della guerra. Quel risorgere dalle macerie – a volte non pieno, non genuino e anzi abnorme, nei risultati – eppure fu, pur sempre, il modo in cui le generazioni di quegli anni seppero (non preparate), inventare nuove “forme di vita civica” per sostituire le macerie e la tragica coltre di morte.

Tra le mura, le pareti, i volumi che riacquistano forma e consistenza, son comprese le vaste aree svuotate dai resti delle rovine, tra le quali quella che vede il foyer e la sala del nuovo cinema Bernini, su progetto del geometra Alberto Foschi, membro della commissione edilizia, consigliere comunale e tra i protagonisti – in parte, anche registi – della ricostruzione della zona urbana retroportuale, tra il Muraglione del porto e la terza strada ed altri ambiti formati dal crearsi di vuoti urbani. Qui, miracolosamente, ed insolitamente per i tanti fattori che condizionano le caratteristiche della produzione edilizia consueta, primo d’ogni altro il poco margine consentito alla emergenza, viene dato uno spazio all’esigenza di soddisfare un’aspirazione nobile, elevata, non materiale ed economica, uno spazio riservato concretamente, fisicamente, all’arte, ed è uno spazio bidimensionale che per i miracoli dell’arte si apre nello spazio e si trasforma in qualcosa di enorme, qualcosa che non ha limiti, che è – perché lo rappresenta nella pittura – uno spazio infinito: un’opera d’arte!

Su quella parete, viene chiamato a dipingere (realizza il suo lavoro nel 1949-1950) un artista già noto in Italia e all’estero da prima della guerra, Afro Basaldella (Udine, 4 marzo 1912-Zurigo 24 luglio 1976), che ha partecipato alla Quadriennale romana del ’35 e alle Biennali veneziane successive, facendosi conoscere nell’ambiente romano trasferendosi appunto a Roma e aprendo lo studio in Via Margutta. Nel 1956 otterrà il premio di miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia e gli anni successivi lo vedono sempre più impegnato a livello internazionale come esponente dell’astrattismo italiano. Ma quando si pone davanti al muro del cinema civitavecchiese, a mio parere, ha la precisa intenzione di non creare un’opera lontana dalle immagini che siano comprensibili ad uno spettatore cinematografico della cittadina portuale ancora sconvolta dalle incursioni aeree. Ecco, la sua è un’interpretazione del mandato della committenza, espressa in una immagine che ne racchiude materialmente tante altre, una vera sequenza cinematografica, con i mezzi diretti del neorealismo.  

Ho parlato innumerevoli volte, in tante sedi, di questa Veduta ideale di Civitavecchia. I Lettori ricordano che nella puntata precedente ho pubblicato la nota del 23 luglio 1997 da me diretta alla Fondazione Ca.Ri.Civ. per sollecitarne il restauro. Ne ripeto ancora una volta la scheda: «Dipinto murale di Afro Libio Basaldella, rappresentante una veduta ideale di Civitavecchia, tempera su intonaco (1949-1950 ca.), e soprastanti mensoloni del fratello Mirko Basaldella nell’atrio dell’ex Cinema “Bernini” in Via Risorgimento, Civitavecchia, attualmente di proprietà della Cassa di Risparmio di Civitavecchia.»

L’opera oggi è in ottime condizioni, ma i contenuti di quella lettera di circa venti anni orsono restano senza risposta in questa città tanto ricca di beni quanto povera di buone pratiche (un tempo le abbiamo insegnate agli altri) e di buone idee per una efficace politica culturale e turistica. Anzi, con qualche programma che sembra ispirato a prassi del dopoguerra. Della veduta, opera di quel «maestro di fama internazionale, autore anche del murale Il giardino della speranza nella sede dell’UNESCO a Parigi», si illustrava il significato: «Vi è rappresentata, con toni cromatici molto suggestivi, una veduta di Civitavecchia con i suoi monumenti scomparsi, che emerge dai fondali del mare antistante in una trasfigurazione pittorica di grande valore simbolico e artistico, anche per la sua originalità.»

Ma la lettera aggiungeva una osservazione fondamentale: «Purtroppo, l’opera – di grandi dimensioni – è oggi del tutto inaccessibile al pubblico, il che priva la città d’una attrattiva che dovrebbe essere invece valorizzata.» Ma proprio questo aspetto, da molti anni (circa un quarto di secolo), sembra che nessuno voglia occuparsene. Eppure, era il motivo ispiratore del Regolamento per la tutela del patrimonio architettonico e dei beni culturali ambientali (Progettista: Arch. Francesco Correnti), approvato con deliberazione del Consiglio comunale n° 108 del 15 dicembre 1992, affisso in seconda pubblicazione all’Albo Pretorio dal 6 al 21 febbraio 1993 ed è entrato in vigore il 1° marzo 1993. I Lettori conoscono la storia successiva del provvedimento, che peraltro è ancora in vigore, ma che ha avuto sviluppi collaterali degni della peggiore cronaca della scorrettezza amministrativa e di tanto altro, portato ripetutamente a conoscenza del pubblico.

Prego adesso i Lettori di soffermarsi sulla copertina della puntata. La tavola di copertina è uno dei «N° 24 pannelli espositivi in forex formato 100 x 70 cm, sul tema L’anima di Civitavecchia – tra il Campanile di Santa Maria e la torre quadrata della Rocca, con relativa documentazione contabile. Realizzata nel 2018 da Francesco Correnti su richiesta del Comune di Civitavecchia in occasione dell’anniversario del 14 maggio ed esposto nelle sale dell’Infermeria Presidiaria, Foyer della Cittadella della Musica, 14-20 maggio 2018, con il patrocinio del Comune di Civitavecchia; illustrata nell’articolo biografico e di recensione Francesco Correnti e la “sua” Civitavecchia, a firma del direttore Willy Pocino in “Lazio ieri e oggi”, anno LIV, n° 4-6 (621), Aprile-Giugno 2018, pp. 94-97; oggetto poi, della conferenza di presentazione e mostra autobiografica L’anima di Civitavecchia – tra il campanile di S. Maria e la torre quadrata della Rocca, Roma, Palazzo Patrizi Clementi, Sala delle Colonne, 15-28 maggio 2019, con l’intervento dell’arch. Margherita Eichberg, Soprintendente Sabap-Rm-MET, l’introduzione dell’arch. Gloria Galanti, la proiezione sul tema Sessant’anni di disegni al vento, tra lavoro istituzionale e ricerche storiche, la Retrospettiva sull’attività e gli studi dell’architetto Francesco Correnti svolta dal prof. arch. Giovanni Carbonara professore emerito di Restauro Architettonico Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e le relazioni dell’arch. Enza Evangelista, del dott. Flavio Enei direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica del Castello di Santa Severa, della dott.ssa Rossella Zaccagnini e dell’arch. Claudio Mari.» Esattamente con queste parole, la tavola (con le altre) è descritta al punto 1), tra gli «oggetti del primo versamento in data odierna», nel Verbale di ricognizione e consegna dei documenti e dei materiali per la ricostituzione del CDU.

Si tratta del documento formale per la ricostituzione del Centro di documentazione urbanistica sull’assetto del territorio e la storia urbana con funzioni di Urban Center, presso il Casale Antonelli nel Parco della Resistenza a Civitavecchia, sede dell’Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia, lungo il tratto detto dei Cento Pilastri dell’antica Via Aurelia Nova, Statio del Cammino di Hasekura e dei Martiri Giapponesi e del Cammino Templare di San Giulio e Sant’Egidio. Primo versamento, 31 maggio 2023.» Il verbale – atto formale e ufficiale prescritto tra gli adempimenti delle intese sottoscritte tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Collegio di Vigilanza, UCITuscia gli enti aderenti – è stato sottoscritto il 31 maggio 2023 dal consigliere delegato al Prusst Pasquale Marino, dall’architetto Claudio Mari che ha preso in consegna il materiale e dal sottoscritto RUP del Prusst.

Le 24 tavole della mostra “L’Anima di Civitavecchia”, celebrata in vari atti e consegnata con tanto di verbale sottoscritto, insieme ad altro materiale inventariato, sono risultate scomparse dal luogo deputato alla conservazione, chiuso con chiavi custodite da addetti e inaccessibile ad “estranei” anche “responsabili” senza accordi preventivi e avvisi concordati di sopralluogo, nel breve volgere dei mesi tra il 2023 e il 2024, quando inutilmente sono andato a ricercarle per esporle alla mostra del 14 maggio alla Rocca, inaugurata alla presenza della Vice Sindaca Stefania Tinti della nuova Amministrazione Piendibene.

Eppure, questa è la città dei dipinti, la città delle innumerevoli opere da valorizzare nei tanti progetti elaborati e finanziati del Ministero delle Infrastrutture e nuovamente oggetto di questa puntata che riprende i temi, i modi, gli argomenti e le parole di puntate precedenti e di relazioni ufficiali e formali trasmesse all’amministrazione comunale. Temi noti, beni comuni importanti come importanti i progetti e i fondi disponibili per la loro realizzazione. Ancora una volta, li ripropongo, ma con la precisa volontà che non si tratti di un’altra puntata a tempo perso, ma che sia una precisa indicazione per chi debba operare, anzi una vera e propria denuncia di fatti, provvedimenti e situazioni assolutamente non più sostenibili. Trascrivo il documento da me inviato all’Amministrazione quale DG e RUP, prot. n° 020/25 in data 1 ottobre 2025, Dichiarazione direttoriale sulla situazione del programma editoriale e didattico del Prusst:

«Considerato che:

  • 1) nella ripartizione delle somme di cui al progetto 4.3.3.B., in data 27 dicembre 2023, dopo l’approvazione della determinazione dirigenziale n° 5307 del 12/12/2023, il sottoscritto RUP ha stabilito di procedere nella stesura – tra altre opere e forniture – del Volume 1615, la Missione Keichô e altre storie e del Volume Civita Vecchia, una terra dello stato pontificio, rientranti nei programmi approvati dall’Organismo di Controllo e Vigilanza e definitivamente precisata con determina direttoriale n° 22 del 14 settembre 2016;
  • 2) in proposito, va tenuta presente la Deliberazione n. 196 del 31/10/2023, con la quale l’Amministrazione ha incaricato di seguire le attività relative al “Cammino di Hasekura e dei Martiri Giapponesi” l’Associazione “Variante Cimina della via Francigena”, ideatrice del Cammino stesso e individuata nel Registro dei Cammini Religiosi come soggetto responsabile della promozione del percorso, del rilascio e della gestione dei documenti del pellegrinaggio (credenziale, testimonium, ecc.) e dello svolgimento delle attività di “destination management”, oltre a collaborare alla realizzazione del volume dal titolo (provvisorio) 1615, la Missione Keichô e altre storie, affidato per la stampa alla Tipolit Etruria Arti Grafiche (o altra denominazione attuale) a seguito dei precedenti accordi risalenti, come ripetutamente detto, all’anno 2005;
  • 3) per quanto sopra, in data 29 novembre 2024, si è concordato con l’interessata di riconoscere all’arch. Emanuela Biscotto, presidente della Associazione, la somma di € 2.500,00 quale compenso simbolico dei diritti d’autore per la fornitura dell’ampio studio sul Cammino da lei redatto, ovvero la tesi Spazio, tempo, paesaggio. Il cammino di Hasekura Rokuemon Tsunenaga, svolta e valutata con il massimo dei voti presso la facoltà di Architettura di Roma Tre, nell’ambito del Master di II livello in Architettura e Rappresentazione del Paesaggio, Relatore Prof. Elio Trusiani, Responsabile Scientifico Prof. Maria Grazia Cianci, tesi che sarà pubblicata nel volume di cui sopra, redatto dal sottoscritto quale autore e curatore scientifico degli studi sul Gemellaggio tra Civitavecchia e Ishinomaki e la storia della ambasceria giapponese;
  • 4) questa direzione dell’Ufficio Consortile, nel periodo tra il mese di settembre e il mese di dicembre del 2024, ha accolto con particolare favore la richiesta della vicesindaca prof. Stefania Tinti di allestire in occasione delle festività di fine anno o in altre occasioni successive, in diversi luoghi della città accessibili a turisti e crocieristi, oltre che visitabili da cittadini e scolaresche, ma anche in altri centri della Tuscia, nelle tre regioni interessate, alcune mostre costituite da pennelli didattici illustrativi, sui temi culturali oggetto di ricerche, studi e relazioni conclusive da parte del sottoscritto RUP, con particolare riferimento ad opere d’arte presenti in città e da recuperare, quali il ciclo di affreschi delle Casermette al Poligono del Genio, il gruppo statuario dono del marchese Guglielmi di Vulci di Perseo, Andromeda ed il mostro, la storia delle Tenute della Reverenda Camera Apostolica e delle Vigne di alcune famiglie gentilizie, tra cui in particolare la Vigna Antonelli con il tratto dei 100 pilastri della antica Aurelia Nova traianea e la proposta di trasformarla nel Viale della Storia Cittadina, riconoscendo i diritti d’autore e gli oneri sostenuti nello studio, anche attraverso compensazioni relative ad altri rapporti economici con l’Amministrazione (secondo la valutazione concordata dal sottoscritto con la prof Stefania Tinti e con l’assessore Pietro Alessi), ed affidando la fornitura dei pannelli alla ditta Borrello di Roma (Digital Print, BCS s.r.l. o altra), ben nota nella capitale, che ha già effettuato precedenti forniture con piena soddisfazione dell’Amministrazione comunale e del pubblico;
  • 5) i lavori forniti da tale ditta riguardano la fornitura di materiale espositivo per l’allestimento delle seguenti mostre – secondo il programma concordato con il Comune di Civitavecchia – per l’importo di € 5.000 compresa IVA:
  1. a) la mostra da realizzare presso la sede del CDU nel Casale Antonelli Le tenute camerali soggette ad uso civico e la parcellizzazione del territorio a Civitavecchia tra ’600 e ’900: dalle Vigne gentilizie al caos delle licenze senza regole: n° 25 pannelli 100 x 70;
  2. b) la mostra da realizzare presso il foyer del Teatro Traiano Il gruppo statuario inedito della Caserma D’Avanzo (Perseo, Andromeda e il mostro Ceto) dono di un marchese Guglielmi di Vulci: n° 9 pannelli 100 x 70;
  3. c) la mostra da realizzare presso il foyer della Cittadella della Musica Dal cardinale Renato Imperiali alla Galleria Luigi Calamatta, con uno sguardo alle origini degli ospedali di Civitavecchia ed al riuscito tentativo di evitarne la demolizione: n° 30 pannelli 100 x 70;
  4. d) la mostra da realizzare presso la Biblioteca del CeSiVa, come concordato con le autorità militari, I cicli pittorici ritrovati nei locali dell’edificio superstite del complesso detto “le Casermette” in località “Poligono del Genio” a Civitavecchia: l’opera dei genieri Boselli e Mastrangelo tra l’arte di regime e le reazioni popolari: n° 18 pannelli 100 x 70;
  5. e) la mostra da realizzare presso il foyer dell’Aula consiliare “Renato Pucci” Il rimembrar delle passate cose tra Cammini giapponesi, Consolari romane, Stemmi pontifici e Galleria dei Sindaci, con l’arte di strada e la storia che scende in piazza: n° 18 pannelli 100 x 70;

6) nel predetto allestimento di mostre potrà essere posta in atto la proposta denominata «API, Azione Progetti Insieme» che il sottoscritto RUP ha concordato con le principali associazioni culturali cittadine e con emeriti studiosi disponibili, così da riorganizzare la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le molteplici presenze private singole o collettive, con un ruolo attivo del Comune di Civitavecchia e il coordinamento di programmi condivisi di iniziative e realizzazioni mirate, anche con fornitura di apparecchiature e supporti;

7) questa direzione dell’Ufficio Consortile ha richiesto all’artista dott.ssa M. Teresa Cristini la creazione di un’opera grafica da utilizzare nelle mostre e in altre manifestazioni del Comune, oltre che come omaggio a personalità in visita o quale ricordo della Città a disposizione dell’Ufficio Cerimoniale, come richiesto ripetutamente dalla segreteria del Sindaco, riconoscendole la somma di € 1.500, al netto delle ritenute di legge, quale corrispettivo dei diritti d’autore, di cui sarà presentata la fattura da liquidare una volta effettuata la fornitura del prototipo;

8) questa direzione, inoltre, ritiene necessario, riservandosi di provvedere quanto prima, affidare diverse attività di formazione delle elaborazioni grafiche, cartografiche, fotografiche e di redazione di testi, a supporto e soprattutto a maggiore rapidità della propria attività scientifica e tecnica, a studiosi e specialisti delle varie materie, da individuare in collaborazione con l’Amministrazione, la Soprintendenza, le facoltà universitarie, gli Ordini degli architetti, le associazioni culturali ed altre istituzioni, anche al fine di formare professionalmente giovani in grado di curare in futuro i vari aspetti dei beni comuni del territorio;

9) quanto sopra, con riferimento alle tematiche sviluppate in questi anni ed illustrate in molte sedi, tra le quali la realizzazione della Galleria dei Sindaci e del Viale dei Cento Pilastri dell’Aurelia nova, la tutela e la valorizzazione del Campanile di San Giulio-Sant ‘Egidio, dei dipinti del Genio e del restante patrimonio pittorico della città e di quanto altro illustrato nelle tavole della mostra «L’Anima di Civitavecchia» tenutasi nel 2019 presso la Soprintendenza in Roma;

Tutto ciò considerato e ritenuto che il tempo trascorso imponesse una soluzione immediata che risolvesse gli ingiusti ritardi e le incoerenti richieste di assoggettamento a procedure non previste per le attività di attuazione del PRUSST, questa direzione ha provveduto direttamente, come già avvenuto in passato, nelle diverse occasioni urgenti e indifferibili, per le quali lo scrivente aveva richiesto inutilmente delle anticipazioni di cassa, come previsto dagli accordi con il Ministero, per non esporlo – come poi avvenuto – ad attese di alcuni anni per ottenere il rimborso delle forti spese affrontate in nome e per conto dell’Ufficio;

IL DIRETTORE E RUP / Arch. Francesco Correnti»

Di analogo contenuto, la nota prot. n° 009/25 in data 27 luglio 2025, PRUSST n° 1118 (protocollo MIT). Fondi ministeriali residui. Adempimenti prescritti. Allestimenti e dotazioni per il ripristino del CDU (Urban Center) nel Casale Antonelli, inviata alla Prof.ssa Stefania Tinti, Vicesindaco ed Assessore alla Cultura. Con riferimento agli accordi sottoscritti, la nota fa seguito alle precedenti comunicazioni per sollecitare ancora una volta, da parte del Comune di Civitavecchia, l’adempimento di quanto ancora non attuato, per rendere possibile – dopo le donazioni e le consegne effettuate da diversi anni – la realizzazione del Centro di documentazione, tenuto conto che i termini previsti per la completa ultimazione delle procedure sono ampiamente scaduti e l’attuale situazione non può essere procrastinata ulteriormente, con i rischi già più volte evidenziati. Nessuna delle note ha ricevuto riscontro, salvo che in incontri con la Avv. Angela Rosaria Stolfi, Segretaria Generale ben compresa degli obblighi comunali e disponibile r la loro soluzione, purtroppo trasferitasi al Comune di Rieti prima di aver potuto provvedere. Di tutto quanto sopra ho reso conto ai miei referenti dei due Ministeri, Cultura e Infrastrutture, segnalando atti impropri ed omissioni, e chiedendo agli uffici di denunciare l’assurda scomparsa, pregando la presidente dell’Organismo di Controllo del Ministero delle Infrastrutture di fare un sopralluogo insieme per verificare lo stato degli adempimenti dell’Accordo di programma del 2012, sottoscritto dal MIT e dai Sindaci capifila.

Per non dimenticare il CDU, ricordo ancora agli amici Lettori i tanti argomenti che cittadini, studenti, studiosi o curiosi potrebbero trovare nella documentazione del CDU, il Centro di documentazione urbana mille volte auspicato. Che poi sarebbe quell’Urban Center considerato in molte città un fiore all’occhiello ed è invece, parrebbe, per qualcuno solo un pugno in un occhio. Ad ogni buon conto, la Santa Lucia aiuta chi con sincerità e buona volontà vuole vedere e capire.

Termino la puntata, anche questa volta, ripetendo un brano scritto in un passato ormai lontano, il 14 aprile 1990 (Francesco Correnti, Civitavecchia nel Settecento, mostra documentaria accompagnata dalla ricostruzione scenografica al vero della facciata della scomparsa chiesa matrice di Santa Maria, Civitavecchia, Piazzetta Santa Maria, 14 aprile – 14 maggio 1990), che mi sembra adatta e si rivolge ad una persona amica, leale, sincera;

«Dopo 280 anni “e tre mesi” da quel 2 gennaio dei 1710 che vide Jean-Baptiste Labat varcare Porta Romana, Civitavecchia torna a dargli il suo benvenuto, innalzando là dove egli visse per “sei anni e diciannove giorni” una replica al vero ma purtroppo effimera della sua facciata. Vuole essere un modo per ricordarlo affettuosamente e per ringraziarlo delle sue parole obligeantes, per confermargli che qui da noi, giustamente, a chi parte non si dice mai adieu ma arrivederci. E vuole essere anche un modo per ricordare, ai civitavecchiesi, la loro città, quanto di essa si è perduto (e perché), quanto si può recuperare.»

FRANCESCO CORRENTI