DOSSIER BENI COMUNI, 118. SU IL SIPARIO! (2)

a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦

(2 – segue dalla puntata precedente)

Non cambi mai, non cambi mai…

Le «Parole parole» di quello che era il duetto televisivo originale (Nota 1) le ho usate come sottotitoli per evidenziare il carattere dei documenti ritrovati e portati, con un minimo di ironia, una discreta simpatia e molta nostalgia, alla riflessione dei Lettori. La recita della Maria Adelaide mi richiama nomi di compagni non più visti da anni, anzi, quasi da allora: Francesco Borga, Carlotti, Sergio Ciccolini, Graziani, i gemelli Pennestri, Edoardo Pfister… Un po’ a caso, clicco sulle icone che attirano la mia attenzione per “aprirle”. Comincio dagli anni 30 del secolo scorso – mi sembra quasi di leggere una lettera d’una Soprintendenza attuale – in cui si dice di non poter approvare il progetto inviato da un altro dicastero, perché quel progetto, che pure vorrebbe creare nell’ambito portuale nuove strutture per aprire lavorazioni innovative e incrementare così lo sviluppo economico con moderni impianti e officine, in realtà andrebbe a snaturare, rendere irriconoscibile e addirittura demolire uno dei monumenti più significativi ed una delle caratteristiche storicamente più rilevanti dell’antico porto, la Darsena restaurata da Antonio da Sangallo il Giovane, che poi altro non è che l’originario bacino interno delle triremi imperiali, fino all’età carolingia, per divenire il porticello delle galere pontificie, ammodernato dalle nicchie e dalle esedre decorative disegnate dal Sangallo, con i dieci ceffi di leoni bronzei in onore di Leone X Medici, mentre il fondo lastricato veniva scandagliato e ripulito con lavoro attento e paziente.

MINISTERO DELL’EDUCAZIONE NAZIONALE / Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti / DIV. II  N° 4406                                              Roma 28 Maggio 1934 XII                                                                 

ON; Ministero dei LL.PP / Dir. Gen. Viabilità e Porti / ROMA

 

Risposta al foglio N° 1455 del 6/4/934

Oggetto: Civitavecchia Antica Darsena

 

La darsena di Civitavecchia è uno dei documenti di maggior interesse per la storia dell’architettura militare che esistano in Italia. Opera documentata di Antonio da Sangallo, di cui esistono i disegni nella Galleria degli Uffizi, si riannoda a tutta la grande fortificazione dei tempi di Giulio II e di Leone X, in parte ancora esistente e rappresenta il primo esempio concreto dello schema fortificatorio razionale a difesa contro le artiglierie, che è una delle maggiori glorie del genio Italiano.-

Ora, questo Ministero, per quanto di sua competenza, non può approvare il progetto di ampliamento del porto di Civitavecchia, poiché esso comporta l’alterazione e la parziale distruzione di un monumento ancora intatto, testimonianza di una affermazione della nostra civiltà che impone un dovere essenziale e indiscutibile della conservazione, sia pure rinunciando, come nel caso di cui trattasi, a una completa utilizzazione a scopo industriale dello spazio occupato dai bastioni.

Ciò considerato, si restituisce il progetto.-

 

IL MINISTRO / F.to Ercole

Il rigore e la correttezza del ministro dell’educazione nazionale Francesco Ercole (La Spezia, 30 marzo 1884-Gardone Riviera, 25 maggio 1945) ha prolungato la conservazione dello stato rinascimentale del bacino, che tuttavia fu sconvolto un decennio più tardi dalla inarrestabile devastazione dei bombardamenti.

Tu sei il mio sogno proibito…

Un buon intervallo di tempo e di nuovo, scorrendo date e fatti, il sipario si alza su un’altra scena e questa volta sul palcoscenico appare una lettera inviata ad un giornale locale da una persona che ricordo bene tra i miei collaboratori, Giulio Di Giovanni, che racconta della sua azione per salvaguardare uno dei tanti celebri dipinti, parla di altri dipinti, d’una fontana, del suo dirigente di allora e dell’attività costante di tutela e recupero dell’ufficio.

 

Dal cinema Bernini al Raffaello di piazza Leandra

Lettera in Redazione di TRC da Giulio Di Giovanni, 14 ottobre 2009:

CIVITAVECCHIA – Nel 1997-2000 ho prestato servizio presso il Comune di Civitavecchia, Biblioteca storica, allora diretta dall’Arch. Correnti. In tale veste mi accadde di dovermi occupare di un fatto straordinario, e pure sotto gli occhi di tutti, in parole più chiare mi fu detto che presso l’ex cinema Bernini quel grande e bel dipinto raffigurante nella parte alta una veduta di Civitavecchia nell’anteguerra e nella zona inferiore una stupenda veduta sottomarina, era del pittore Afro. Una mattina feci un sopralluogo e trovai l’opera in condizioni pietose, anzi disastrose, cadeva a pezzi per l’infiltrazione della falda sottostante. Mi attivai, su mandato di Correnti, per l’urgentissimo restauro, ma purtroppo alla fine del 2000 dovetti tornare al mio ufficio di «Roma. Tuttavia avevo sempre in mente questo salvataggio, finché una mattina, scorrendo una vecchia rivista sulle navi di Nemi, mi balenò l’idea di allertare l’UNESCO di Roma, cui scrissi una petizione drammatica che ebbe subito l’effetto voluto, perché, anche con il prezioso aiuto della dottoressa Roberta Galletta, che andò di persona a parlare col figlio di Afro, riuscimmo a fare scrivere dall’UNESCO al comune e poco dopo a fare intervenire i restauratori della Soprintendenza (di cui tra l’altro ci sarebbe di nuovo urgente bisogno perché il dipinto cade ancora a pezzi per il salnitro). Ho raccontato questa piccola e fortunata impresa spinto da alcuni fatti recenti: i ritrovamenti archeologici di Piazza del Conservatorio, i ritrovamenti supposti ma probabili delle fondamenta del Sangallo all’ex palazzina Enel, e in ultimo la riscoperta dei dipinti forse della Scuola di Raffaello a piazza Leandra. A Civitavecchia, per molteplici e svariate ragioni, non si sono mai potuti effettuare vasti scavi archeologici, tranne che dopo il tragico bombardamento del ’43 e poi saltuariamente in caso di scavi «per fondamenta o altro. Dunque la normativa sui beni archeologici e artistici è estremamente severa e, in buona sostanza, chiunque venga in possesso o «conoscenza di tali beni deve allertare i carabinieri e le soprintendenze preposte, senza eccezioni. Detto ciò senza comunque entrare nel merito, sotto Piazza Regina Margherita c’è da scommetterci che ci sono importanti resti archeologici, per esempio per caso nel ’99 furono trovati i resti dell’acquedotto romano di Civitavecchia ora ben esposto alla via omonima. Infine chi deve agire ponga mente a questi fatti e agisca e …nessuno tocchi la palmetta!

Giulio Di Giovanni

 

Violini e rose li posso sentire

 

Il documento di riscontro del ricordo di Giulio Di Giovanni è facilmente reperibile nelle cartelle informatiche dell’archivio in cui conservo le “minute” della corrispondenza curata come dirigente dell’Ufficio Urbanistico. Nel 1992, a seguito di sollecitazioni accompagnate dalla energica presa di posizione degli studiosi più noti e dei membri delle commissioni tecniche comunali ossia quella urbanistica e quella edilizia, finalmente il Consiglio comunale ha adottato il regolamento che avevo predisposto da diverso tempo. Ampliando progressivamente il campo d’azione, grazie anche alla partecipazione di studiosi esterni, procediamo alla redazione di un inventario sul modello di quello ufficiale del Ministero, inviando note e solleciti agli enti proprietari dei beni che vengono individuati. Tra questi, la Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Le lettere vengono naturalmente firmate dal sindaco:

Prot. n° 225 – 23 luglio 199                                                                                            

                                                                        Illustre Ingegnere Antonio Amaturo

Presidente dell’Ente

Illustre Professore Serafino Gatti

Presidente della Società per Azioni

Cassa di Risparmio di Civitavecchia

Corso Centocelle, 42 – 00053 Civitavecchia

Civitavecchia. Ex Cinema “Bernini”. Murale di Afro Basaldella. Iniziative di recupero.

 

Nell’ambito delle ricerche ricognitive sul patrimonio storico-artistico cittadino, questo Comune sta procedendo all’inventario dei beni pubblici e privati che rivestono particolare interesse per la collettività, al fine di promuoverne la conoscenza e – ove possibile – una migliore fruizione anche da parte della cittadinanza e dei turisti.

Tra le opere che sono state oggetto di esame, importanza non secondaria riveste il murale esistente nel foyer del Cinema “Bernini”, attualmente di proprietà di codesta Cassa e non più utilizzato come sala di spettacolo.

Come è noto, il murale è opera del pittore udinese Afro (Afro Basaldella, 1912 – 1976), maestro di fama internazionale, autore anche del murale Il giardino della speranza nella sede dell’UNESCO a Parigi. Vi è rappresentata, con toni cromatici molto suggestivi, una veduta di Civitavecchia con i suoi monumenti scomparsi, che emerge dai fondali del mare antistante in una trasfigurazione pittorica di grande valore simbolico e artistico, anche per la sua originalità.

Purtroppo, l’opera – di grandi dimensioni – è oggi del tutto inaccessibile al pubblico, il che priva la città d’una attrattiva che dovrebbe essere invece valorizzata. Inoltre, essa non è in buone condizioni di conservazione, dato che alcune parti (fortunatamente marginali) della superficie pittorica si sono distaccate, ed è quindi in pericolo la stessa sopravvivenza del dipinto, pericolo certamente da scongiurare.

Questa Amministrazione ritiene doveroso segnalare tale situazione e sollecitare un immediato intervento di restauro da parte della Cassa, che ne è proprietaria. Si ritiene anche di dover suggerire una soluzione che consenta al pubblico la visione dell’opera, il che potrebbe avvenire se il foyer dell’ex cinematografo fosse adibito ad attività culturali gestite dalla stessa Cassa o comunque a destinazioni che non lascino il locale nell’attuale stato di abbandono.

In alternativa, ci si permette di proporre che la Cassa prenda in considerazione la donazione dell’importante opera a questo Comune: distaccata dalla sua collocazione attuale con i dovuti accorgimenti, essa poterebbe essere ottimamente sistemata (le dimensioni e i colori lo consentono) sulla parete principale della nuova Sala Consiliare “Renato Pucci”, in fregio ai banchi del consesso civico, a testimoniare i legami storici tra la Città e il suo antico istituto bancario.

   In attesa di una cortese risposta, porgo i miei migliori saluti.

FC/

Il Sindaco

Avv. Pietro Tidei

 

Chiamami tormento dai, già che ci sei…

L’ultimo documento che “pesco” tra le cartelle dell’archivio è la minuta di una proposta per la Giunta municipale, scritta nel 1976, molti anni prima che si verificassero le condizioni per dotare di una sede propria e adeguata la Biblioteca comunale e l’Archivio storico (in cui è conservato anche l’Archivio Notarile Mandamentale). Anche la sede comunale individuata dopo la distruzione di quelle storiche, cioè la palazzina della Gioventù Italiana del Littorio, appare ancora una soluzione temporanea, provvisoria, e pochi ne immaginano le possibili integrazioni per renderla definitiva e “storica” a sua volta. L’oggetto della proposta è appunto “Archivio comunale e biblioteca civica”. La mia preoccupazione nasce dallo stato veramente precario (con perdite che ancora si verificano) per la mancanza di cure e criteri di conservazione almeno elementari, per non dire di inventari.

Si prospetta la necessità di un intervento immediato per impedire la distruzione degli atti e documenti giacenti nei locali del lavatoio e dei libri esistenti nel locale interrato sottostante la Biblioteca del Lungoporto Gramsci. 22 marzo 1976.

Da informazioni fornite dall’Ufficio Protocollo si è appreso che tutti gli atti e documenti costituenti l’Archivio comunale, di data anteriore al 1965, sono stati depositati nei locali dell’ex lavatoio pubblico, più che altro accatastati senza un ordine che ne consenta la immediata reperibilità. Per di più i locali stessi risultano in condizioni di umidità tali da non potersi ritenere idonei alla migliore conservazione del materiale documentario, anche perché infestati da topi e probabilmente da tarli o altri insetti che distruggono la carta. La presenza di simili insetti, peraltro, si è riscontrata anche nei fascicoli conservati presso la sede comunale. In condizioni pressoché analoghe risultano i volumi più antichi (sopravvissuti alla guerra ed alle “sottrazioni”) della Biblioteca civica, anch’essi ammassati nei locali scantinati senza che ne sia mai stato fatto un inventario. Tale situazione non è ulteriormente prorogabile, sia per il danno che ne può derivare al patrimonio storico e culturale del Comune, sia per le responsabilità che deriverebbero all’Amministrazione dalla distruzione dei documenti. Si propone, quindi, che venga disposta prioritariamente, una disinfestazione dei locali suddetti (per la quale si è già preso contatto con l’Ufficiale sanitario), per procedere poi ad una ricognizione ed a provvedimenti definitivi (catalogazione, sistemazione in scaffalature metalliche, ecc.)

ooo

 

 

Nota 2

Che cosa sei, che cosa sei…

Promemoria per i Lettori che hanno seguito le puntate di novembre e dicembre 2025, con riferimenti al progetto Architetture a rischio (dieci luoghi da salvare):

  1. Chiesetta di San Rocco sulla Via Cimina a Caprarola
  2. Palazzo Chigi Albani e Fontana di Papacqua a Soriano nel Cimino
  3. Campanile di San Giusto/Sant’Egidio con edifici della mansio templare dove sosta il 29 e 30 giugno 1244 il papa Innocenzo IV, Sinibaldo Fieschi, a Civitavecchia
  4. Facciata del Palazzo della Zecca di Castro (su proposta del prof. arch. Francesco Paolo Fiore)
  5. Resti dell’abitato di Monterano
  6. Stemma di Benedetto XIV Lambertucci del Fontanone del Vanvitelli nel Porto storico di Civitavecchia
  7. Tomba Annesi Piacentini a Trevignano Romano
  8. Torre di Stracciacappa a Trevignano Romano
  9. Osteria, stazione di posta di Baccano e Statio romana della Via Cassia a Campagnano Romano
  10. Tempio votivo di San Lorenzo con recinto di Benedetto Piernicoli e Famedio Civibus Praeclare Meritis nel Cimitero Monumentale della Fiumaretta a Civitavecchia

 

Documentazione progettuale storica da utilizzare:

  • Castello e Ponte dell’Abadia a Vulci
  • Museo dell’Agro Capenate e di Lucus Feroniae a Capena
  • Fortino San Pietro e Molo romano del Lazzaretto nel Porto storico di Civitavecchia
  • Il Cammino di Hasekura e dei Martiri Giapponesi
  • Viale dei Cento Pilastri dell’Aurelia nova

 

(2 – Fine)

FRANCESCO CORRENTI