DOSSIER BENI COMUNI, 117. LA RINASCITA SENZA RINASCIMENTO

a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦

L’altro giorno, 23 gennaio, alle ore 9,35, mi è giunto, al mio indirizzo di posta elettronica, un messaggio inviatomi dalla Società Storica Civitavecchiese, anzi proprio dalla Presidente della stessa, Claudia Tisselli, come sapevo dalla sua recente telefonata, anche se la modestia di questa persona molto speciale è ben maggiore – anche in tale circostanza – dei suoi meriti, della sua preparazione e del compito certamente non facile che si è assunto. Dire che è la figlia di Mauro e che ne è anche “allieva fedele e non degenere”, per chi conosce il territorio e la letteratura che ne tratta con compiutezza scientifica e con dedizione di innamorato, rappresenta già un vero e proprio “diploma di specializzazione”. Potrei aggiungere molto altro, ma mi limito a ricordare che – oltre alla sintonia di idee e programmi stabilitasi subito tra noi e con Barbara De Paolis – dopo quel primo incontro organizzato dal dottor Francesco Etna, eccellente studioso e mille altre cose, oltre che anfitrione del Lions Club in quella serata del 23 novembre 2024, le occasioni di incontro e collaborazione sono state innumerevoli, tra cui quella del 24 febbraio 2025, a Roma, con la definizione di un interessante programma di attività.

Il messaggio pervenutomi era il seguente:

Cari Soci e Amici della Società Storica,

siamo felici di invitarvi alla presentazione del nuovo Bollettino, frutto del lavoro e della passione che anima la nostra associazione e in particolare dell’impegno degli Autori che con i loro contributi ne costituiscono il cuore.

Sarà un’occasione per ritrovarci e per chi vorrà, porre le basi per il futuro della Società.

Vi aspettiamo numerosi per condividere questo importante appuntamento.

Un cordiale saluto

Società Storica Civitavecchiese

Allegato al messaggio, l’invito alla presentazione del nuovo bollettino. Un evento che dobbiamo salutare con autentica, sincera soddisfazione, con l’augurio che possa rappresentare la ripresa di incontri e scambi culturali “solidali” vivaci e costanti.

 

FRANCESCO CORRENTI