Ottantesimo della Liberazione: ora e sempre

di ANNA LUISA CONTU

L’ottantesimo anniversario della Liberazione lo abbiamo festeggiato con un lungo e partecipatissimo corteo. Ma prima c’è stata la cerimonia di posa della corona a via Irma Bandiera che ogni anno diventa sempre più partecipata.
Questa via quasi nascosta e ignorata dai più è stata riportata alla conoscenza della città dal lavoro di noi Ardite che abbiamo studiato la sua vita di partigiana torturata e assassinata dai nazifascisti. Insieme all’ANPI e all’ATER  abbiamo fatta la targa che la ricorda. Ora tutti sanno chi era Irma Bandiera e le giovani studentesse e gli studenti ne raccontano la vita nelle loro tesine agli esami.
Poi in corteo fino al parco della Resistenza, dove il concentramento degli antifascisti e delle antifasciste era numeroso come non mai, con le bandiere italiane dell’Anpi, dei partiti, e della Palestina. Gaza, per noi, é una ferita nel cuore.
Al parco della Resistenza i fiori in ricordo di Chiricozzi e Margioni, trucidati alle Fosse Ardeatine, nella targa commemorativa installata dall’Anpi , con la presenza dei parenti. Sono passate decine di anni ma rimane ancora ferita viva e dolorosa.
Dopo i comizi , il lungo corteo, allegro, vivace ,  colorato ,  adulti e giovani, tanti quest’anno, in una gioiosa confusione, senza gerarchie, pieno di slogan e musica “ Bella Ciao” , “ I ribelli della montagna“  “Curre curre, guagliò”. Il miglior italiano e il più dissacrante dialetto napoletano. Fino a largo Arditi del Popolo, altra “ stazione “ della Civitavecchia resistente, il monumento a quei giovani arditi che osarono opporsi ai fascisti in marcia per Roma nell’ottobre del 1922.  E giovani sono i comizianti;  stiamo crescendo una generazione di militanti consapevoli, capaci, e solidi ; l’Anpi sotto la dirigenza di Giorgio Gargiullo e il suo direttivo , sta imponendosi, a Civitavecchia, come un’organizzazione capace di mobilitare, di legare tante storie che forse hanno più cose in comune di quanto essi stessi pensino.
A largo Arditi del Popolo aspettiamo che ci raggiunga il sindaco, quest’anno possiamo dire il nostro sindaco, impegnato in altre attività istituzionali al carcere, l’università dell’antifascismo,  come lo definivano coloro che sin della prima ora si opposero alla dittatura e qui scontarono anni di galera, Natoli , Foa, Ginzburg tra i tanti e Gramsci.
Poi tutti insieme verso piazzale degli Eroi, consapevoli che l’onore dell’Italia fu riscattato da quelle migliaia di resistenti che affiancarono gli angloamericani nella liberazione del paese, come ricordano il presidente dell’Anpi e, nel suo bel discorso, il sindaco. Personalmente l’ho molto apprezzato, io non sopportavo la messe di parole del sindaco precedente prive di significato, la sua vuota retorica per non voler pronunciare le parole Liberazione,  Resistenza, Antifascismo. Nel discorso del sindaco passato e presente si fondono perché noi festeggiamo la data fondante della nostra Repubblica e sappiamo che la libertà e la democrazia non sono date per sempre.

ANNA LUISA CONTU