Di chi è la colpa?
di ENRICO PARAVANI ♦
Di chi è la colpa?
Forse vostra che non prendete abbastanza la bici per andare al lavoro?
Di chi è la colpa?
Forse avete comprato una bottiglietta di plastica per bere Ieri?
Sarebbe troppo facile di fronte alle immagini che abbiamo visto In questi giorni da Valencia, dire che noi, che tutti noi non stiamo facendo abbastanza, ma che è venuta l’ora, proprio in questi momenti di capire anche le irresponsabilità o, quando ci sono così tanti morti, le colpe.
Perché le immagini le conosciamo a memoria, possiamo anche affermare con certezza che nel giro di pochi mesi le vedremo identiche da qualche altra parte del mondo, anche se non sappiamo dove.
Di chi è colpa?
Se martedì a Valencia e dintorni è caduta la pioggia di un anno in otto ore?
Di questo lo sappiamo ed è in buona parte delle aziende fossili che, nonostante sapessero di questi rischi già 50 anni fa, hanno preferito aumentare minacce che sapevano che sarebbero ricadute sulle persone.
Di chi è la colpa?
Se l’unità di emergenza Valenciana è stata eliminata l’anno scorso perché non era così utile.
Di chi è la colpa?
Forse anche del nuovo governatore appena nominato che con il supporto della Destra e dell’Estrema Destra (Vox) ha soppresso quell’unità.
Di chi è la colpa?
Di non aver preso sul serio gli allarmi meteorologici che già nella mattinata segnalavano eventi senza precedenti, di non aver messo in sicurezza i cittadini, di interrompere la vita quotidiana delle persone perché la loro vita era a rischio, perché in fondo “che sarà mai?”.
Di chi è la colpa?
Di non aver ascoltato per anni, per decenni, report, articoli, video, scienziati, del fatto che questo sarebbe accaduto e che, oltre a tagliare le emissioni, serviva anche e molto rapidamente adattarsi, anche perché l’adattamento tra le altre cose si può fare ma fino a un certo punto.
Poi diventerà sopravvivenza.
Benvenuti sul pianeta terra o quel che resta.
ENRICO PARAVANI

Nevica in Arabia Saudita!
Nella mia presunzione penso che non bastino le mie ” buone pratiche’
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Le buone pratiche personali sono importanti ma credo non bastino più. Una singola persona, un singolo paese può fare poco, le dinamiche ecologiche né i confini nazionali né i tempi delle campagne elettorali, possono però presentare il salato conto a tutti senza preavviso. Serve una mobilitazione naturalistica globale una buona pratica di salvaguardia ambientale da concretizzare subito, se non vogliamo lasciare il pianeta più poveri di come lo abbiamo trovato, una messa in opera di azioni ambientali collettive Oggi potrebbero fare (forse se tutto va bene) i suoi frutti fra un paio di generazioni.
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Per alcuni scienziati abbiamo passato il punto di non ritorno, ovvero é dolo questione di tempo, spero si sbaglino, ma ciò non ci libera dalla responsabilità personale di fare la nostra parte per quanto possibile, sia pur minima ed insignificante, ma pur sempre di alto valore etico e sociale anche e non solo per il messaggio che veicola. E possiamo sempre fare di più di ciò che facciamo.
Ora, ad esempio, sono sul treno, potevo prendere la macchina e viaggiare più comodo, più veloce e pratico? Certo ma ho fatto la mia scelta rinunciando a qualcosa per coerenza e rispetto del mondo. Certo, non sempre ci si riesce, ma occorre provarci, nonostante le guerre, nonostante tutto.
Luciano Damiani
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Ci stiamo comportando come l’asteroide per i dinosauri, con la differenza che l’asteroide ce lo stiamo tirando addosso da soli.
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La colpa è di chi può fare e non fa, ma ad ognuno la sua fetta di questa colpa proporzionata al potere che ha🌹🐈⬛
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L’indifferenza e la miopia di molte parti “sociali” oltre ad un “negazionismo” dilagante non aiutano certo ad intraprendere la strada per una concreta azione globale per contrastare la crisi climatica in corso, l’eterno dilemma Sviluppo-Ambiente frena scelte decisive. Hai ragione ognuno ha la sua fetta di responsabilità e noi a Civitavecchia ne sappiamo qualcosa.
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Diciamo che la classe politica è incapace di trovare soluzioni che sostengano la cura dell’ambiente e che contemplino sostegno alle fasce più deboli che non possono comprare auto elettriche,rendere ecosostenibile l’abitazione, etc. Credo che il punto critico sia anche questo tutto quello che è bio, sostenibile costa, allora si deve partire dal rendere accessibile a tutti la possibilità di preservare la salute del nostro pianeta.
Grazie del tuo interessante commento 🐈⬛🌹
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L’indifferenza e la miopia di molte parti “sociali” oltre ad un “negazionismo” dilagante non aiutano certo ad intraprendere la strada per una concreta azione globale per contrastare la crisi climatica in corso, l’eterno dilemma Sviluppo-Ambiente frena scelte decisive. Hai ragione ognuno ha la sua fetta di responsabilità e noi a Civitavecchia ne sappiamo qualcosa.
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