I miei pensieri su Israele, Palestina e America.
di JON SPERRY – traduzione di ANNA LUISA CONTU ♦
Mi dispiace ma protestare contro la campagna militare di Netanyahu contro i Palestinesi non è antisemitismo. É un atto umanitario.
Dico questo sapendo che molte persone, compresi i miei amici e la mia famiglia sono in completo disaccordo.
Sono un ebreo americano. Sono cresciuto con un numero incalcolabile di valori ebraici e ne sono profondamente fiero, in particolare lottare per i diritti civili, il rispetto per la cultura e l’espressione artistica e la grande passione per l’elemento umoristico che ha reso possibile l’esistenza dei brillanti comici che hanno formato l’umorismo americano per decenni.
Nella cultura ebreo- americana, il più grande complimento che si può fare ad una persona è chiamarlo “ mensch “ . Mensch non significa “un buon ebreo”. Dal punto di vista colloquiale viene usato per indicare una persona buona e onesta, qualcuno da ammirare , qualcuno di alta integrità e valori morali; la parola “mensch” letteralmente significa “ essere umano”.
Da ebreo, non credo che gli ebrei siano il popolo eletto , perché non ci sono popoli eletti. Molte religioni considerano se stesse elette o le più giuste. Questo punto di vista,pericolosamente fuorviante, genera divisione e odio.
Da americano non credo che l’America sia il più importante paese della terra, perché non c’é un più importante paese sulla terra. Certo ha una reale grandezza ed anche una maggiore potenzialità. Nella mia vita, l’America si é battuta per i diritti civili all’interno e all’estero. Ma di recente abbiamo tragicamente invertito il nostro procedere.
L’America é stata fondata sui mali del genocidio e della schiavitù. Ed è l’unico paese occidentale a non considerare l’assistenza sanitaria un diritto fondamentale per tutti i suoi cittadini e residenti. L’America trae ancora profitto a discapito del benessere del suo popolo. Un altro terribile male.
La nostra sola speranza di realizzare la grandezza è avere il coraggio di conoscere la nostra storia, esaminare e correggere le nostre debolezze e i nostri difetti , non continuare a gridare “ siamo il numero uno”, come una squadra di scuola superiore.
Quando ero giovane durante gli anni ‘70 vivevo a San Francisco. Gli ebrei avevano il privilegio di godere di un alto stato morale, come risultato in parte di essere stati oggetto del genocidio e esserne sopravvissuti, conservando la loro dignità e i valori sociali.
Durante la mia catechesi e il prender parte all’ebraismo riformato in preparazione del mio Bar Mitzvah, mi si insegnò che gli ebrei e gli arabi erano cugini, e nonostante le differenze culturali e religiose, eravamo essenzialmente lo stesso popolo. Non siamo nati nemici. Perciò è necessario esaminare e riconoscere con onestà e coraggio il nostro ruolo, qualunque esso sia, nell’ ostilità degli arabi contro gli ebrei e degli ebrei contro gli arabi.
Credo che il popolo ebraico, come qualunque popolo perseguitato, ha diritto ad un rifugio, ad una casa, dove coloro che decidono questo possono vivere insieme e seguire la loro religione e le loro tradizioni, liberi dalla persecuzione e dalla violenza , specialmente alla luce del genocidio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ma, e questo è essenziale alle basi morali di tutti gli atti che seguono, gli ebrei non erano più meritevoli dei palestinesi di quel territorio , di una casa e di un rifugio sicuro. Una vita di devastanti sacrifici furono imposti ai palestinesi per dare quella sicurezza agli ebrei.
La cacciata di un intero popolo per creare un nuovo stato, come Israele, deve includere l’ammonimento che nel fare questo, i cittadini del nuovo Stato devono trattare i precedenti occupanti, le cui vite sono state completamente sradicate, con il massimo rispetto, deferenza, compassione e gratitudine.
Questa é una situazione complessa e piena di insidie dal punto di vista etico e politico, difficile da discutere senza pregiudizi e semplificazioni. Non ci sono risposte facili su cosa sia andato storto e perché c’è così tanto odio da entrambe le parti. Sono stati fatti gravi errori con terribili conseguenze. Subito dopo la creazione di Israele, gli inglesi e i loro alleati da una parte e i palestinesi e il mondo arabo dall’altra, così come il nuovo governo israeliano, tutti avrebbero potuto fare scelte differenti che potevano avere conseguenze migliori e più umane nel rapporto con i palestinesi e creare meno ostilità tra le parti.
E veniamo al presente conflitto.
Hamas ha attaccato Israele . Ha preso degli ostaggi, ucciso molti israeliani. Hanno provocato Netanyhau a reagire. E poiché si sono nascosti in posti come scuole ed ospedali, Hamas sfidava Netanyhau a colpire la parte più vulnerabile della popolazione civile, atti determinati a mostrare al mondo quanto il primo ministro israeliano poteva essere spietato verso il popolo palestinese. E c’è riuscito in questa indegna strategia.
D’altra parte, il governo israeliano ha usato l’attacco terroristico di Hamas su Israele come una scusa per cacciare i palestinesi da Gaza e raderla al suolo. Hanno ucciso migliaia di palestinesi, terrorizzato e ridotto alla fame milioni di persone, e commesso atti di crudeltà inimmaginabili, violenza e distruzione in modo da raggiungere questo obiettivo. Israele sta riuscendo in questa indegna strategia.
Ci sono atrocità da entrambe le parti.
Molti di voi diranno di considerare quello che Hamas ha fatto agli israeliani. Certo! Hanno commesso atti impensabili di crudeltà, violenza e terrore. Ma questo é stato commesso su una scala enormemente più piccola.
Ed é fondamentale ricordare che Hamas non rappresenta tutti i palestinesi, così come il governo Netanyhau non rappresenta tutti gli israeliani e tutti gli ebrei. Attaccare i palestinesi non è lo stesso che vendicarsi di Hamas.
E qui sorge una domanda di natura etica. Quando una forza nemica, tipo un governo straniero o un gruppo terrorista, attacca e uccide i tuoi cittadini , quanta gente innocente è giusto uccidere prima che la vendetta diventi atrocità? Il doppio, il quadruplo, dieci volte tanto? C’è una norma internazionale accettabile? Quale numero è per voi accettabile?
In ogni guerra tutte le morti sono tragiche, soprattutto quelle dei civili e specialmente delle donne e dei bambini. Ma nel contesto di una risposta legittima , quanti palestinesi é “giusto “ uccidere quando Hamas ha ucciso 1.478 israeliani?
Non dico che avrebbero dovuto porgere l’altra guancia. Ma Israele ha ucciso più di 40.000 palestinesi, venticinque volte il numero degli israeliani uccisi. Questo va bene? È accettabile? È moralmente difendibile?
Per me la risposta è no. Proprio per niente. Non ho chiaro quale debba essere la ratio massima dei morti prima che smetta di essere legittima difesa e diventi atrocità, ma sicuramente è inferiore a venticinque volte. Per me questo significa oltrepassare la linea dell’accettabile e dell’umanità e perdere ogni senso morale.
Per questo penso profondamente che gli Stati Uniti non dovrebbero appoggiare questa rappresaglia. Dovremmo appoggiare Israele nel prendere di mira Hamas e fare pressioni sull’Autorità Palestinese per fermare gli attacchi terroristici.
Ma non dobbiamo appoggiare le risoluzioni dell’Onu che condannano i crimini contro l’umanità da parte di Israele.
Quando ebrei e non ebrei protestano insieme contro le azioni del governo Netanyhau e la guerra contro i palestinesi, protestano contro le uccisioni di massa, la crudeltà, ridurre alla fame donne e bambini, il bombardamento di scuole e ospedali, questo non è antisemitismo. È un ordine più alto di moralità che difendere il popolo israeliano e il suo stato. È la difesa dell’umanità. È essere un “ mensch”.
JON SPERRY
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Immagine di copertina tratta da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Striscia_di_Gaza

Da qualunque punto la si osservi, questa situazione è atroce. Non è facile nemmeno immaginare una soluzione. Concordo totalmente col tuo pensiero di definire almeno i confini dell’accettabile. Israele, armato e difeso da tutto l’Occidente, si sta macchiando di crimini orrendi, usando gli attacchi di Hamas come pretesto.
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Grazie della tua grande lucidità e capacità di analisi, oltre alla tua capacità critica che va oltre la cultura e il credo.
Sei ebreo e vivi con disagio questo conflitto, perché prima di essere ebreo sei umano come tutti noi.
Ho amici ebrei a Roma durante la Pasqua ebraica ho mangiato con loro le “pizzarelle”, dolci fatti con il pane azzimo .
Beh due famiglie ebree a tavola compresi figli e nipoti, letteralmente spiazzati da questa guerra che uccide civili ma uccide anche il giusto desiderio di pace degli ebrei, degli israeliani, che sappiamo bene essere altra cosa rispetto a chi governa.
Succede anche per noi italiani, non tutti ci sentiamo identificati come patrioti, come vorrebbe chi vi governa.Grazie ancora per il tuo contributo 💖🐈⬛
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Vedo che Jon Sperry la pensa come me…. Hamas ha provocato la reazione terribile di Israele, e Netanyahu non se l’é fatto dire due volte…. una immane tragedia voluta e provocata.
Luciano Damiani
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