RUBRICA BENI COMUNI, 80. UNA PARTITA A SCACCHI?

a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦

Siamo in giorni d’estate e per giunta d’agosto, il pensiero ribolle, il cervello va arrosto. Già Fabrizio ha fissato quando il blog starà in ferie, la rubrica a puntate or sospende la serie. Dato il numero 80, la coperta a quadrotti, cerco temi attinenti, vorrei pure più dotti,  ma rinuncio a una meta ch’era troppo ambiziosa e mi fermo agli scacchi di Giuseppe Giacosa!

Confesso che quei versi, con quel fare spigliato, quell’andatura snella, i richiami ai castelli, alle torri, ai merli caduti, alle mura dei conventi malinconici e quieti (ma anche “alle fanciulle dai capegli d’oro” e pure bruni o rossi), a me, figlio unico con genitori che mi avevano appassionatamente insegnato a vedere in quelle testimonianze della storia «i lucenti fuochi dell’arte e dei sogni», proprio negli anni dell’adolescenza e dei primi interessi culturali, piacevano molto, facendomi sentire, con totale adesione, tra “quei pochi” nel cui rimpianto quelle testimonianze erano ancora vive. Come, monotonamente, pure adesso.

Allora, il titolo «Una partita a scacchi?» non vuole essere una domanda retorica, ma un invito a qualche persona volenterosa – amica del Blog, collega di lavoro o di attività, studente di scuole cittadine o qualsiasi altra cosa – voglia partecipare alle prossime puntate, dopo la pausa estiva, tentando di riprendere gli argomenti che avevano rappresentato le diverse categorie di beni presi in considerazione dalla Variante n° 30 al Piano Regolatore Generale. Una partita a scacchi in che senso, quindi? In tutti i sensi, ossia in qualunque senso ciascuno vorrà vedere «il gioco», senza comunque volersi arroccare in posizioni preconcette, “mangiare” o catturare alfieri (?) e pedoni o mettere nessuno sotto scacco, ma muovendo i “pezzi” – cioè sistemando il materiale delle ricerche nelle giuste caselle – secondo le regole che, in modo sistematico, ci fornisce ottimamente la legge regionale n° 38 del 22 dicembre 1999, Norme sul governo del territorio, all’articolo 29, che ho riportato più volte in precedenti articoli e che trascrivo ancora una volta qui, alla Nota 1.

«Una partita a scacchi?» Sì, grazie, proviamo. Potrebbe essere anche l’occasione per tentare di elaborare una prima ipotesi di classificazione – non ancora mai avviata in modo completo – delle costruzioni di Civitavecchia e degli altri centri della Tuscia d’epoca successiva al 1945, quindi moderne e contemporanee (nel senso che possiamo dare oggi ai due termini, prescindendo dalla periodizzazione in uso nei manuali scolastici), analizzandone le tipologie e le caratteristiche dal punto di vista urbanistico (e di conformità urbanistica), estetico, funzionale e quant’altro, per poi individuare eventuali periodi, tendenze, caratteri architettonici, appartenenze di vario genere. Nella puntata n° 78 del 25 luglio scorso, sulla “Struttura polivalente nella Darsena romana”, mi sono sbilanciato in lodi che non vorrei siano state ritenute partigiane o addirittura autoreferenziali, benché riferite al giudizio – certo gratificante – del volume Architetti romani nel mondo. Year Book 02 edito dall’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia nel 2017. In altre puntate ho citato il nuovo VII volume, sempre dell’Ordine, di 50 di professione, quello che riguarda i nuovi iscritti dal 1966 al 1971, che offre la preziosa occasione di ripercorrere l’attività d’una generazione di architetti “romani” che vede al proprio interno anche nomi di grande prestigio e comunque di professionisti tutti molto validi ed apprezzati, con molti lavori a Civitavecchia e dintorni.

Beni comuni 80. fig 1 unica

Nel mio scritto della serie “Ultimissime dal Medioevo, V” (SpazioLiberoBlog del 21 ottobre 2020) avevo pubblicato in parte “Un articolo per Italia Nostra del 1997”, uscito su «La Tribuna del Lago» della Sezione Lago di Bracciano, che illustrava la “struggente” bellezza di tanti borghi e paesi, all’epoca ancora non “scoperti” dal turismo di massa e però già toccati da qualche avvisaglia della “distruggente” bruttezza in arrivo. Era piaciuto molto a diversi colleghi architetti, quell’articolo e mi aveva portato nuovi lettori ed amici. Avevo stralciato alcuni brani, che mi sembra utile richiamare qui, proprio per quanto detto sopra. Parlavo, appunto delle zone intorno al lago sabatino:

«Il territorio di Monterosi (Comune che al tempo non aveva aderito al Prusst, forse perché atterrito dai termini di “sviluppo sostenibile”), è in varie parti delle sue campagne più suggestive, aggredito e massacrato.

«Dopo il terribile periodo dell’imitazione dell’architettura post-moderna dei timpanetti sforacchiati, siamo giunti adesso all’imitazione dell’edilizia ingegneresca degli anni Cinquanta, con l’aggiunta di leziose modanature di classicheggiante memoria (anzi “smemoria”, in quanto ovviamente sgrammaticate) ovvero, nei centri storici minori, alla creazione di citazioni “colte” (non si sa dove) o folcloristiche, di paramenti opusreticulati (…), di inserimenti in cotto, di intonaci in rilievo intorno a brandelli litici a faccia vista, di formalismi vernacolari, qualche volta neppure troppo sgradevoli ma certamente ridicoli.

«Le creste collinari che avvolgevano la valle del Baccano sono ormai deturpate da scheletri di cemento simili ad avvoltoi aggrappati sulle rocce, in attesa di gettarsi nella conca a smembrare anche quel poco che resta di verde e campi. Come a ricordare i briganti che nei “secoli bui” scrutavano l’arrivo dei pellegrini per tendergli un’imboscata impietosa. Queste case non hanno nulla di intrinsecamente valido, non l’aspetto estetico, non la qualità dei materiali, non la funzionalità e il confort, hanno un prezzo elevato. Cosa offrono? L’unica cosa è il panorama.

«È iniziata anche la “muratura” delle fasce di rispetto viario della Cassia, con edifici industriali ed ora anche case di abitazione. Simili cinture, analoghe grandi muraglie, anche verso Aranova sull’Aurelia.»

Ultima citazione, dalle norme per la zona del “Settore Sud” del PRG di Civitavecchia, per mettere in evidenza qualcuna delle pessime caratteristiche di molti interventi recenti:

«La viabilità principale e secondaria dovrà essere fiancheggiata su entrambi i lati da pini domestici pinus pinea) e da arbusti di oleandro da piantumarsi anche nelle aiuole spartitraffico. L’architettura delle costruzioni ammissibili dovrà essere di elevata qualità estetica e dovrà adottare soluzioni planivolumetriche, elementi costruttivi e decorativi, materiali e colorazioni consoni ad un corretto inserimento ambientale, con l’esclusione di imitazioni stilistiche e formalismi vernacolari.»

Attendo adesioni. Buone feriae augustanae!

Nota 1
L.R. 22 dicembre 1999, n° 38, Norme sul governo del territorio,
Articolo 29 (Contenuti del PUGC – Disposizioni strutturali)
(omissis)
  1. Le disposizioni strutturali sono finalizzate:
  2. a) a delineare i cardini dell’assetto del territorio comunale;
  3. b) ad indicare le trasformazioni strategiche comportanti effetti di lunga durata;
  4. c) a tutelare l’integrità fisica e l’identità culturale del territorio comunale attraverso:
1) la ricognizione della vicenda storica che ha portato all’attuale configurazione del territorio comunale e dello stato di conservazione del suolo e del sottosuolo, nonché dell’equilibrio dei sistemi ambientali;
2) l’articolazione del territorio non urbanizzato in ambiti, in relazione alle loro caratteristiche paesaggistiche, ambientali e produttive agricole;
3) la perimetrazione del territorio urbanizzato e, nell’ambito di esso:
  1. a) degli insediamenti urbani storici aggregati o centri storici, come definiti dall’articolo 60;
  2. b) delle addizioni urbane storicizzate, cioè le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate diverse dagli insediamenti urbani storici di cui all’articolo 60, individuando le singole unità edilizie, i complessi edilizi, gli spazi scoperti, le strutture insediative non urbane, delle quali conservare le caratteristiche morfologiche, strutturali, tipologiche e formali;
4) la definizione, per ognuna delle componenti territoriali individuate ai sensi dei precedenti numeri, delle disposizioni relative alle trasformazioni fisiche ammissibili ed alle utilizzazioni compatibili.

 

FRANCESCO CORRENTI

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