TETTI VERDI

di ROSAMARIA SORGE ♦

Spesso d’estate mi capita di andare a cena da una amica che abita al Faro e che apparecchia in terrazza: lei vive in un attico e da quelle parti, per quanto caldo possa fare, la sera a cena si gode una temperatura più accettabile rispetto a casa mia che abito in pieno centro. La sera poi quando si ritorna la differenza risulta evidente, a Corso Marconi si infuoca, e la differenza di temperatura è stimabile intorno ai 5 gradi. Nonostante la vicinanza con il mare, il caldo non dà tregua.

Dalla mia amica il fresco è dovuto anche al fatto che non ha edifici accanto che soffocano il suo immobile ma è anche merito delle piante in terrazza.

Negli Emirati Arabi stanno costruendo in pieno deserto delle costruzioni articolate in modo da costringere l’aria su certi percorsi dove si raffresca grazie alle pareti verdi degli edifici.

In sostanza ci piaccia o no il verde costituisce il modo più corretto di mitigare il clima nelle città, dove la temperatura è portata ancora più su dalle migliaia e migliaia di unità esterne dei condizionatori che si, ti raffrescano casa ma ti incendiano la città.

Nel centro di Civitavecchia, ad esempio, non esiste un giardino di dimensioni apprezzabili e degno di questo nome: piazza Calamatta è una spianata di cemento con qualche albero, e poi qualche piccolo episodio lo ritrovi sparso qua e là   ma spesso dalle dimensioni di poco più di una aiuola.

Il problema è reale ed emergenziale e lo sarà ancora di più negli anni a venire e va affrontato.

Uno dei sistemi che può essere adottato è la realizzazione dei Tetti Verdi in città.  Io abito a Corso Marconi in un immobile che ha una grande terrazza condominiale da cui per altro si gode una vista meravigliosa, tutto il porto, il Forte Michelangelo, la passeggiata fino a Borgo Odescalchi e oltre guardando a sud, mentre ad ovest, nelle giornate limpide si vede anche il Giglio. Ebbene perché non trasformare questi 400 mq in un piccolo polmone verde? Come il mio anche tanti altri immobili potrebbero farlo se solo ci fossero non solo leggi adeguate, che comunque esistono, ma finanziamenti e volontà politica.

Il tetto verde per il controllo del clima non è una scoperta recente, ma una riscoperta perché i giardini pensili esistevano anche nell’ antichità e nelle civiltà orientali erano già in uso nel X secolo AC, lo usarono Etruschi e Romani e nel medioevo anche castelli e monasteri.

I tetti verdi hanno non solo funzioni ambientali ma anche estetici e funzionali in quanto costituiscono un ottimo isolamento sia termico che acustico e vorrei aggiungere offrono un ulteriore spazio di vita collettiva.

Oggi la tecnologia consente di farli e gestirli al meglio.

Ma il controllo del clima nelle città avviene anche attraverso la piantumazione di alberi, quella che viene definita “ riconnessione ecologica” e la creazione di “ giardini della pioggia” dove si ricicla l’acqua piovana precedentemente raccolta e poi vaporizzata. Inoltre il verde ha il merito di abbattere lo smog delle città, cosa fondamentale perché i lunghi periodi di siccità dovuti al cambiamento climatico in atto, aumentano l’inquinamento con gravi conseguenze sulla salute degli abitanti.

Nel 2021 l’allora Ministero della Transizione Ecologica stanziò circa 80 milioni per progetti tesi alla mitigazione del clima nelle città e molte furono le città che ottennero finanziamenti per la realizzazione di interventi adatti a tale scopo. Il PNRR finanziato dall’EU dovrebbe avere tra i suoi programmi anche quella del controllo climatico delle città attuando una transizione ecologica che non escluda la “Riforestazione delle città “  ma obiettivamente non se ne vede traccia mentre sono specificati una serie di interventi sull’economia circolare, sulla gestione dei rifiuti e sul contenimento dei consumi energetici degli edifici.

Questa nostra città si avvia a nuove elezioni dopo un quinquennio di totale immobilismo; è speranza di molti che possa esserci un cambiamento di passo e con la speranza di una nuova amministrazione più efficiente, sarebbe auspicabile anche che vengano prese in considerazione le tematiche che ho cercato di evidenziare in questo breve articolo e che questi problemi non siano sottostimati e riposti in soffitta a prendere polvere come i vecchi ricordi da rispolverare solo per le campagne elettorali.

ROSAMARIA SORGE

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