“PESCI, PESCATORI, PESCIVENDOLI E CONSUMATORI” DI GIORGIO CORATI – Specie alloctone nel Mediterraneo: “granchi blu”, “quei 4! e…”

di GIORGIO CORATI ♦

In un precedente articolo ho trattato della macroalga Caulerpa cylindracea quale specie aliena entrata in competizione con la flora e la fauna locale nel Mediterraneo.1

In questa calda estate del 2023, il problema delle specie alloctone lungo le coste italiane è un tema rilevante.

Una specie ittica introdotta accidentalmente o introdottasi per vari motivi in un’area marina in cui ovviamente non è presente in natura è considerata una specie aliena (alloctona). Tende a sconvolgere l’ecosistema marino, colonizzandolo, perché è una specie che non ha predatori naturali che la minacciano o che ne possano limitare la crescita in termini dimensionali. Dunque, una specie alloctona rappresenta una minaccia per la biodiversità di specie autoctona, presente in natura in un ecosistema marino “locale”, e può determinare una perdita di equilibrio tra specie nella catena alimentare in mare (catena trofica). Questo può essere con tutta probabilità il caso del cosiddetto “granchio blu”, Callinectes sapidus,2  originario delle coste atlantiche americane, che già da qualche anno “imperversa” lungo le coste del Mediterraneo. Si tratta di un crostaceo molto aggressivo verso alcune specie “locali”, che predilige cibarsi principalmente di molluschi bivalvi ed avannotti di pesci. Data la sua presenza ormai “massiccia” in termini dimensionali di individui lungo le coste, il crostaceo alieno provoca sempre più seri danni agli ecosistemi marini e alle aree costiere che colonizza, senza avere dei validi rivali che possano contenere la sua “proliferazione”. Il problema è molto sentito dai pescatori, dai gestori degli allevamenti in mare e dalle autorità pubbliche.

In tempi recenti, inoltre, nel Mediterraneo è stata rilevata la presenza di una seconda specie di “granchio blu”. In un articolo pubblicato su internet dal Consiglio nazionale delle ricerche, CNR (www.cnr.it)3 è riportato che “un team di ricerca dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim) di Ancona ha dimostrato la presenza nel Mar Adriatico di una seconda specie di granchio blu, il Portunus segnis, originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano occidentale”. Secondo l’articolo le due specie, il Callinectes sapidus e il Portunus segnis, hanno proprietà organolettiche e gastronomiche interessanti al punto che “l’impiego di questi crostacei come nuove risorse di pesca è la strategia adottata da molti Paesi del Mediterraneo per gestire la problematica sul lungo termine”. In tal senso, seguendo con curiosità il tema, può risultare interessante apprendere di una start up tutta al femminile che promuove l’utilizzo alimentare e gastronomico del “granchio blu”, esportandolo laddove è fortemente richiesto (vedi, ANSA).4

Un auspicio può essere dato dall’utilizzo gastronomico del granchio anche da parte dei consumatori nazionali, i quali, certamente sapranno cogliere l’occasione, sostenendo tra l’altro l’equilibrio dell’ecosistema marino e il lavoro dei pescatori.

Fonte della foto: AGI, Agenzia Italia. Granchio blu Portunus segnis.5

La presenza di specie alloctone lungo le coste italiane non riguarda soltanto i “granchi blu”, bensì anche altre specie di origine tropicale come il pesce palla maculato, il pesce scorpione, il pesce coniglio scuro e il pesce coniglio striato arrivate nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez. In merito, in un articolo pubblicato su internet già nell’agosto 2022 (www.cnr.it),6 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim) hanno lanciato la campagna informativa “Attenti a quei 4”. La campagna è stata rivolta sia ai cittadini per informarli su come riconoscere le specie in questione sia ai pescatori e ai subacquei dai quali sono attese segnalazioni preziose che possano aiutare il  monitoraggio, la presenza e la distribuzione in mare delle quattro specie su cui è stata posta molta attenzione.

Così, come si legge nell’articolo pubblicato su internet (www.cnr.it), si riportano le informazioni su ogni singola specie:

“il pesce palla maculato – Lagocephalus sceleratus, segnalato per la prima volta in Italia nel 2013, è caratterizzato dalla presenza di macchie scure sul dorso grigio-argenteo. La specie possiede una potente neurotossina che la rende altamente tossica al consumo, anche dopo la cottura. Inoltre ha una possente dentatura con la quale può infliggere morsi dolorosi.

– il pesce scorpione – Pterois miles, è stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2016 ed è una tra le specie più invasive al mondo, conosciuta anche per aver colonizzato gran parte delle coste Atlantiche occidentali con imponenti impatti ecologici.  La specie è commestibile ma bisogna fare attenzione alle spine, queste possono causare punture molto dolorose anche 48 ore dopo la morte dell’animale.

– il pesce coniglio scuro  Siganus luridus e il pesce coniglio striato – Siganus rivulatus sono stati segnalati in Italia per la prima volta nel 2003 e nel 2015, rispettivamente. Specie erbivore particolarmente invasive, sono entrambe commestibili ma bisogna fare attenzione alle spine. Queste possono causare punture dolorose anche dopo la morte dell’animale”.

Dulcis in fondo, per così dire, sic!, è di questi giorni la notizia della rilevata presenza di un mollusco gasteropode acquatico conosciuto come piccola chiocciolina d’acqua dolce Sinotaia quadrata di origine asiatica che si sta diffondendo nel fiume Arno, in Toscana (vedi, Snpambiente).7

GIORGIO CORATI

https://spazioliberoblog.com/

SPAZIO CLICKBibliografia

[1] Vedi, https://spazioliberoblog.com/2022/03/16/15699/.
2 Per un approfondimento vedi, http://www.repertorioittico.it. Sito web consultato il 29 agosto 2023:
http://www.repertorioittico.it/default.asp?cerca=Y&id=550.
3 Consiglio nazionale delle ricerche, CNR. http://www.cnr.it. Sito web consultato il 29 agosto 2023: https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12142/individuata-una-seconda-specie-di-granchio-blu-nel-mar-adriatico.
4 Per un approfondimento vedi, http://www.ansa.it. Sito web consultato il 17 agosto 2023:
https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2023/08/17/da-flagello-a-risorsa-da-e-r-export-di-granchio-blu-negli-usa_2a3235e3-0de0-452e-97be-758ef5cd5106.html.
5 Fonte della foto del granchio blu Portunus segnis: Agenzia Italia, AGI. http://www.agi.it. Sito web consultato il 06 settembre 2023: https://www.agi.it/lifestyle/news/2023-09-06/gambero-rosso-stronca-granchio-blu-22910624/.
6 Consiglio nazionale delle ricerche, CNR. http://www.cnr.it. Sito web consultato il 04 settembre 2023: https://www.cnr.it/it/news/11282/attenti-a-quei-4.
Nota: La campagna è patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero della Transizione Ecologica, Ministero della Salute, Comando Generale delle Capitanerie di porto.
Vedi anche, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). http://www.isprambiente.gov.it.
Sito web consultato il 08 settembre 2023: https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2022/08/attenti-a-quei-4-i-pesci-alieni-nei-nostri-mari-da-conoscere-e-riconoscere.
7 Vedi, Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. http://www.snpambiente.it. Sito web consultato il 08 settembre 2023: https://www.snpambiente.it/2019/08/28/specie-aliene-un-mollusco-asiatico-nel-fiume-arno/.
Vedi anche, Agenzia Italia, AGI.  http://www.agi.it.
Sito web consultato il 08 settembre 2023: https://www.agi.it/scienza/news/2023-09-03/granchi-blu-e-chiocciolina-asiatica-minacciano-acque-22805126/.