Terra ingrata: voglio il cuore, voglio l’anima

di ANNA LUISA CONTU

Questa estate siamo stati oppressi oltre che da una calura soffocante da uno stillicidio di stupri, soprattutto di gruppo, di femminicidi, di episodi in cui la figura femminile veniva degradata a meno di oggetto.

Un rigurgito di maschilismo che ci interroga su che razza di paese siamo diventati.

In una palestra del nord,  un orinatoio in un bagno maschile ha la forma di una bocca di donna con rossetto e labbra generose. Quale aberranti fantasie debba avere il maschio che li ha progettati e li ha installati una stenta a crederlo. I maschi che usavano e usano quelle bocche orinatoi non provano un sentimento di disgusto e ripulsa? Forse si,ma in nome di una complicità di sesso che li rende tutto superuomini, che non devono chiedere mai, che non devono provare rispetto e dare dignità alla donna, hanno continuato a usarli. C’è da sperare che squadre di donne irate irrompano in quella palestra e la devastino e la demoliscano dalle fondamenta.

Una ragazza cosparsa di cioccolata viene servita, su un grande vassoio, nel buffet di un albergo in Sardegna frequentato anche da famiglie.  Come se la mia meravigliosa isola madre avesse bisogno di questa barbarie per attirare e divertire i turisti. Non basta il suo mare, le candide spiagge di sabbia finissima, il profumo dell’elicriso, su frore de Santu Juanne”.

Una generazione di ragazze e ragazzi , ridotta al precariato, alle paghe da fame, ai lavoretti a due euro l’ora, costretta ad accettare, in silenzio e con la paura, la degradazione umana, per non morire di un colpo di calore nei campi a raccogliere pomodori alle due del pomeriggio.

Della ragazza-lavoratrice servita sul vassoio,  una bambina di quattordici anni, ospite dell’albergo, ne ha svelato l’orrore con il suo eloquente e perentorio giudizio “ Che schifo di paese!”Perchè noi donne, noi femministe, nonostante l’odio che ci attiriamo, stiamo seminando semi di consapevolezza e di dignità

Quest’anno  ci sono stati una lunga serie di femminicidi,  dopo che le donne avevano denunciato i loro carnefici e le forze dell’ordine erano rimaste nei loro begli uffici col condizionatore , a scrivere rapporti invece di scendere in strada e proteggere le minacciate uccise poi a coltellate, tante coltellate, come se le donne le si apprezzasse di più se messe a tacere per sempre. Una lunga sequela , Giulia, Pierpaola, Floriana, Anna, Vera e tutte le altre che non sono sfuggite al massacro. Sembra che se non c’è la donna a puntellare personalità maschili traballanti, il vuoto si scatena in quelle teste se lei decide che ne ha abbastanza e reclama libertà.

E poi il recentissimo stupro di gruppo di Palermo ai danni di una giovane donna, che si fidava di qualcuno che era suo vicino di casa , pensando che ancora esistano senso di comunità, vicinanza, fiducia verso il prossimo.

Invece  l’intenzione del gruppo era ben altro che la curiosità verso quella ragazza conosciuta nelle uscite del sabato sera. Qualcuno di quei maschi aveva interpretato bene quello che stavano facendo:” Una muta di cani tutti addosso ad un gatto” la povertà affettiva è anche povertà linguistica. Ma ce n’è stato un altro, il più piccolo e il più perduto all’umanità, che commentava di non aver visto niente di simile se non in un film pornografico.

Così giovani e così perduti, che non sapranno mai la bellezza  di uno scambio d’amore, così dolce alla loro età. Quello che non hanno ricevuto come educazione dalla famiglia, la scuola tenta con disperazione di supplire, arginare la concorrenza della pornografia su internet. E su internet essi ricevono la loro “ educazione sentimentale” , dove persone, maschi e femmine oggetto che ,fuori da ogni contesto , espletano solo azioni meccaniche che dovrebbe simulare il piacere.

Crescono così, la donna non è persona , è un  pezzo di carne ( nessuna attenzione se “lì sotto”, in sette le fate male), da prendere, ingannare, condurre in un posto degradato e costringere la ragazza all’atto tante volte visto al telefonino ridendo e pensando che quello è l’amore.

Che grande “balentia” ! L’iperrealtà dove non c’è differenza tra bene e male, non c’è compassione, responsabilità individuale.

Io ho, poi, la mia opinione sullo stupro di gruppo: attraverso l’oggetto-donna, in realtà tutti quei maschi simulano il coito che vorrebbero avvenisse tra loro. Desideri nascosti,  un eros degradato, fantasticato e indicibile. Come nei talebani che “ si danno piacere tra maschi” e odiano le donne, le segregano, negano loro l’istruzione e il lavoro, le nascondono e le puniscono perchè non corrispondono all’oggetto dei loro desideri.

Una rabbia indicibile mi prende. Da tanto dico che le donne si devono comprare una pistola, per dire che devono reagire a tutta questa violenza scatenata contro di loro. E se il maschio usa il suo pene come un’arma, bisogna spuntare quell’arma. Così la provocazione di Emma Dante  mi convince: “Evirare il maschio portatore di fallo fallace a scopo sanitario e ascetico, allora, questo genere di maschi, ripuliti da superflui pezzi di carne, canterebbero melodie soavi con le loro voci bianche….”Se ci fosse l’evirazione tra le pene contro lo stupro, forse metteremmo fine a quello che da millenni, in pace e in guerra, accade alle donne “. Dalla preistoria al tempo presente, lo stupro ha avuto una funzione cruciale. Non è niente altro che un processo consapevole di intimidazione col quale “tutti gli uomini” tengono “tutte le donne” in uno stato di paura.”. Così Susan Brownmiller nel suo saggio sullo stupro “Against our will”.

Colpirne uno per educarne cento: le leggi ci sono, anche se solo dal 1996 la legge sulla violenza sessuale è legge contro la persona e non contro la morale. Se nessuno riesce a mettere fine a questa mattanza, che devono fare le donne?

Mi ricordo  da giovani militanti quella volta che in gruppo, qualcuna di noi con in braccio i bambini, entrammo in una discoteca cittadina per chiedere conto ad un maschio della prepotenza che esercitava contro una sorella piccola sul cui onore vigilava fino a impedirle di uscire. Tutte insieme, episodi simili ne abbiamo vissuto tanti.

Non è ora di ricominciare?

Ma la violenza e gli stupri crescono in proporzione alla reclamata libertà femminile. E chiama in causa tutti i maschi.

Dove sono i padri , le nobili figure di anziani di vicinato che facevano capire a giovani scatenati quello che era giusto o sbagliato? Tutti ritirati nella paura di creare conflitti, trasformano i figli in tiranni senza rispetto, essi stessi vittime ma anche  complici in difesa del pargolo, contro gli insegnanti, contro gli educatori, contro le vittime.

Non biasimatemi se sono per soluzioni drastiche!

Piuttosto interrogatevi!

ANNA LUISA CONTU

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