“PESCI, PESCATORI, PESCIVENDOLI E CONSUMATORI” DI GIORGIO CORATI – Blue Economy: futuro presente

di GIORGIO CORATI

La Blue Economy, conosciuta come economia blu o economia del mare, è definita dal Consiglio regionale del Lazio,1 come “un modello economico circolare, sostenibile e innovativo di produzione e consumo che, in sinergia con l’ecosistema acquatico, [può valorizzare]  attività e risorse collegate al mare, ai fiumi, ai laghi e alle coste del territorio regionale” (L.R. n.2 del 2022, Art.1.3).

La Determinazione della Giunta regionale, DGR n.997 del 20212, precedente alla citata Legge e relativa all’adozione del documento di aggiornamento “Smart Specialisation Strategy (S3) Regione Lazio”, riporta che il IX Rapporto dellEconomia del Mare 2021 identifica sette principali filiere (vedi grafica in basso). Tra queste vi sono “la filiera ittica [che] ricomprende le attività connesse con la pesca, la lavorazione del pesce e la preparazione di piatti a base di pesce, incluso il relativo commercio all’ingrosso e al dettaglio” […] e la ricerca, regolamentazione e tutela ambientale [che] “include le attività di ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie marine e delle scienze naturali legate al mare più in generale, assieme alle attività di regolamentazione per la tutela ambientale e nel campo dei trasporti e comunicazioni” (p.62).

Fonte: V Rapporto sull’Economia del mare di Unioncamere (2016)

In merito ai settori della filiera ittica e della ricerca, regolamentazione e tutela ambientale si può argomentare, sostenendo l’importanza dei risultati a cui giungono studi e ricerche e la possibile concreta realizzazione di quanto i risultati stessi consentono di fare. Vi sono studi e progetti di ricerca che si occupano, ad esempio, di modalità di recupero dello “scarto ittico” in termini di nutrienti oppure di flussi secondari (residui e cascami in genere) delle lavorazioni dei prodotti della pesca. Il fine ultimo è la possibilità concreta del riutilizzo in un’ottica di circolarità, al fine di produrre materiali e prodotti ecoinnovati o bioinnovati (biomateriali) e biobasati (bioprodotti ad alto contenuto biotecnologico). Si tratta, ad esempio, di fertilizzanti, cosmetici, imballaggi, olio per biodiesel, materiali biologici utili.

Dallo“scarto ittico”,5 in buona sostanza, può derivare, genericamente parlando, la materia prima seconda,6 cioè molecola bioattiva o residuo o cascame, utilizzabile anche da più imprese in una visione sistemica di condivisione-scambio e riuso di materia. In tal senso, un insieme di attività sinergiche di recupero del rifiuto biologico ittico e magari anche del pescato rimasto invenduto, attività di ricerca con particolare riferimento a quella degli organismi di ricerca (OdG), attività di innovazione economica strategica nell’ottica della circolarità e di condivisione tecnologica è, indubbiamente, una delle soluzioni possibili per sostenere la biodiversità di specie, la sostenibilità dell’uso e del consumo di risorse ittiche ma non soltanto ittiche, cioè per rafforzare lo sviluppo produttivo sostenibile di una comunità costiera.

In tale contesto, gli organismi di ricerca (OdR) sono tra i portatori di interesse attivi maggiormente rilevanti, perché tramite ricerca e sviluppo sperimentale possono, come afferma la Commissione europea (Comunicazione C198/2014),“garantire un’ampia diffusione dei risultati di tali attività mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di conoscenze”7 per la realizzazione, ad esempio, di prototipi o di prodotti definibili “pilota” o di processi eco- e bioinnovativi. Inoltre, possono beneficiare di fondi pubblici europei e nazionali quale finanziamento delle proprie attività di ricerca e di innovazione.

Certamente, non può sfuggire quanto sia rilevante il ruolo che riveste la Blue economy per la Regione Lazio.8 Rilevare che la Blue economy sia stata riconosciuta dalla Regione come Area di Specializzazione (AdS) è estremamente interessante per una comunità costiera. La citata DGR n.997, approvata dal Consiglio regionale,2 riconosce la Blue economy come un settore strategico per l’attività di ricerca, di innovazione e di trasferimento tecnologico in vari ambiti, data la rilevanza dei suoi settori economici sull’economia regionale. La DGR, che ha aggiornato la Smart Specialization Strategy RIS3 2014-2020 in vista della nuova programmazione dei Fondi Europei per il periodo 2021-2027, riporta che “l’inclusione dell’Economia del Mare (Blu Economy) trae origine dall’evidente rilevanza della “risorsa mare” sull’economia regionale, sia per la dotazione naturale sia per il potenziale legato allo sviluppo socioeconomico della fascia costiera sia per la presenza di infrastrutture di rilievo (in primis il porto di Civitavecchia). Tali elementi contribuiscono a fare del Mare un vettore di sviluppo economico e di innovazione, stimolando un riposizionamento dell’offerta di beni e servizi in settori correlati alla risorsa marina come la logistica, il turismo, l’energia, alcuni dei quali tradizionalmente a minor intensità tecnologica” […] (p.34).

Nella Smart Specialization Strategy RIS3, l’AdS è contestualizzata rispetto all’Obiettivo di Sviluppo sostenibile n.14 dell’Agenda 2030 dell’ONU; al Green Deal europeo; alla Strategia Nazionale Sviluppo Sostenibile; al PNNR; al Cluster Tecnologico Nazionale “Blue Italian Growth” (CTN-BIG) il quale “racchiude i soggetti della ricerca e del mondo produttivo maggiormente attivi nell’ambito della Blue Economy” (p.66). Inoltre, “in coerenza con la propria missione, il CTN BIG ha operato per giungere ad un quadro condiviso tra i principali stakeholders nazionali delle traiettorie di sviluppo da considerarsi prioritarie perché l’Economia Blu sia in grado di mettere in campo una risposta sostenibile dal punto di vista sia ambientale sia economico alle principali sfide sociali legate allo sfruttamento della risorsa marina (nel rispetto del criterio di ripristino e mantenimento del Good Environmental Status)” (p.66), cioè del “buono stato ecologico delle acque”.9 Tra gli ambiti delle traiettorie di sviluppo riportate per la RIS3, vi sono le Biotecnologie blu, le Energie rinnovabili dal mare, le Risorse biotiche marine anche alle quali “in parallelo, si aggiungono i […] temi trasversali quali Skills&Jobs, Infrastrutture di ricerca, Sostenibilità e usi economici del mare” (p.66).

Tornando alla citata Legge regionale, la Regione afferma che “riconosce il ruolo strategico della Blue economy e attua politiche formative, di crescita occupazionale e di sviluppo economico nei relativi settori di attività” (Art.1.1). Tra le finalità (Art.1.2), la Regione promuove “l’attività sinergica, previa intesa ove necessaria, con le università e i centri di ricerca per il supporto all’attività di ricerca nonché per lo svolgimento di tirocini e creazione di sbocchi occupazionali nei settori della Blue economy” (lettera b); lo sviluppo del sistema produttivo regionale della Blue economy, favorendo l’innovazione tecnologica dei settori economici tradizionali e la diffusione, sul territorio regionale, dei settori economici emergenti” (lettera d). Tra gli ambiti di intervento è riportato che (Art.2.1) la Regione “promuove e sostiene la cooperazione tra i soggetti pubblici e privati […] tra i diversi attori operanti nell’ambito della Blue economy (lettera d); supporta la ricerca e l’innovazione […] al fine di accrescere la competitività e l’efficienza ambientale ed energetica del sistema produttivo regionale (lettera f); promuove e sostiene la creazione e lo sviluppo di nuove imprese giovanili e nuove imprese innovative operanti nel settore […] (lettera i); promuove sinergie tra le aree costiere e le aree interne” […] “ivi comprese quelle lacuali e fluviali, al fine di connettere efficacemente i territori interessati e creare collaborazioni istituzionali e imprenditoriali utili allo sviluppo della Blue economy” (lettera o). Inoltre, nell’ambito di “Interventi in materia di Blue Economy”, la Regione (Art.5), […] “al fine di favorire lo sviluppo del sistema produttivo regionale, interviene a sostegno di attività svolte da imprese o loro aggregazioni, anche in collaborazione con le università e gli enti di ricerca pubblici e privati, nel settore […] (Art.5.1). [Si tratta, tra l’altro, di] “progetti di ricerca e sviluppo finalizzati allintroduzione di innovazioni di processo e di prodotto nel settore della Blue economy, con particolare riferimento a quelli che offrono soluzioni a migliore impronta ambientale” (Art.5.2, lettera a); “progetti per la creazione e lo sviluppo di imprese innovative, in particolare orientate allutilizzo di conoscenze e competenze nel settore” […] (Art.5.2, lettera c).

Riguardo a “I progetti della programmazione regionale 2021-2027” della Regione10 e per quanto concerne Interventi per la pesca sostenibile e la conservazione delle risorse biologiche marine, la Regione intende “consentire la crescita di un’economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne e promuovere lo sviluppo delle comunità di pesca, attraverso la promozione della pesca sostenibile, il ripristino e la conservazione delle risorse biologiche acquatiche, la promozione delle attività produttive legate alla pesca” (p.98), [attraverso] “misure diversificate finalizzate al potenziamento delle capacità del sistema produttivo e alla tutela delle risorse naturali” [che possano sostenere il potenziamento di] “processi di innovazione, sostenibilità, sicurezza alimentare, difesa e conservazione della natura” (pp.98-99). Infine, per quanto concerne la finanziabilità degli interventi, questi devono essere destinati “al miglioramento complessivo delle prestazioni economiche dell’impresa nell’ottica della transizione ecologica e/o tecnologica (p.98).10

I settori della Blue economy, in conclusione, rappresentano attività economiche di indubbia rilevanza presso la comunità costiera di riferimento e sono ritenute potenziali attività che possono adottare o definire possibili modelli si sviluppo sostenibile che vanno oltre il concetto definito di “business as usual” (BAU), cioè di “affari come al solito” o “fare come al solito”. L’“abbandono” di stereotipi, convinzioni e consuetudini del “solito modo di fare”, l’”assunzione” di maggiore lungimiranza in termini di visione prospettica e di creatività come contrapposizione al “business as usual” possono contribuire a determinare un nuovo “normale” BAU.

In merito ad una possibile azione di policy, cioè di politica utile in termini di linea di condotta, o di possibili azioni di supporto in termini di finanziamenti,7 al fine di sostenere l’andamento delle imprese, una possibilità di intervento pubblico locale a loro favore potrebbe considerare come necessaria, ad esempio, una riuscita e deliberata instabilità di visione, che possa provocare cambiamenti repentini rispetto alle convinzioni e alle consuetudini mentali e culturali che, seppure già ampiamente sperimentate oltreché legittime, sono connesse al “fare come al solito”. Lo scopo di questa instabilità di visione provocata dovrebbe essere tale da poter stimolare la fantasia o la libera creatività necessaria per produrre o concorrere a realizzare nuove idee imprenditoriali, nuovi modelli di business sostenibile, proiettare e tendere verso un miglioramento dei processi, dei prodotti, dunque dell’innovazione, anche al fine della possibile competizione su più mercati in modo innovativo, davvero diverso dal solito, proponendo materie e prodotti sostenibili, riconducibili alla comunità costiera che ne favorisce l’innovazione e che ne fa un vanto proprio.

GIORGIO CORATI

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Bibliografia
Grafica “La filiera dell’economia del mare”: Fonte: V Rapporto sull’Economia del mare di Unioncamere (2016).
 
[1] Consiglio regionale del Lazio. Legge regionale n.2 del 24 febbraio 2022. Disposizioni per la promozione della formazione, dell’occupazione e dello sviluppo nei settori della Blue Economy. BUR n.18 – Supplemento n.1 del 24/02/2022. Sito web consultato il 13 giugno 2023:
https://www.consiglio.regione.lazio.it/?vw=leggiregionalidettaglio&id=9432&sv=vigente.
2 Lazio Europa. Deliberazione della Giunta regionale del Lazio. DGR n.997 del 30 dicembre 2021. PR FESR Lazio 2021-2027. Adozione del documento di aggiornamento “Smart Specialisation Strategy (S3) Regione Lazio” (2021). BUR n.4 del 07/01/2022. http://www.lazioeuropa.it. Sito web consultato il 13 giugno 2023:
https://www.lazioeuropa.it/app/uploads/2022/05/2021-9887.pdf.
3 http://www.unive.it. Sito web consultato il 16 novembre 2022:
https://www.unive.it/pag/14024/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=11472&cHash=c78a46c5fce0f45853dcb25456e3ccc8.
4 Campalani, C., Cattaruzza, E., Zorzi, S., Vomiero, A., You, S., Matthews, L., Capron, M., Mondelli, C., Selva, M., & Perosa, A. (2021). Biobased Carbon Dots: From Fish Scales to Photocatalysis. Nanomaterials 2021, 11, 524. https://doi.org/10.3390/nano11020524.
5 Si intende flussi biologici che originano da corpi interi e anche da teste e pinne, da squame e pelle, da viscere, da lische e, in genere, dai carapace nel caso dei crostacei che non sono destinati al consumo alimentare (si tratta di sottoprodotti e di prodotti derivati).
6  Si intende scarto o cascame in genere condiviso-scambiato e riusato.
7 Commissione europea. Comunicazione della commissione C198/2014. (Definizioni, punto 15, lettera ee). Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca sviluppo e innovazione. GUUE C 198 del 27 06 2014.
Vedi anche, nella stessa Comunicazione, il punto 2.1.. “Organismi di ricerca e di diffusione delle conoscenze e infrastrutture di ricerca come beneficiari di aiuti di Stato” e punti segg..
8 Per approfondimenti vedi,
LazioInnova. Regione Lazio. http://www.lazioinnova.it. Sito web consultato il 06 giugno 2023:
https://www.lazioinnova.it/reti-cluster-innovazione/economia-del-mare/.
Nota 1.
9 www. https://eur-lex.europa.eu. EUR-Lex: Strategia per l’ambiente marino. Sito web consultato il 10 maggio 2023: https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/strategy-for-the-marine-environment.html.
Vedi anche, Regione Lazio. (2022). Piano di Transizione Ecologica di Civitavecchia 2022/2026. Promozione di riconversione produttiva e valorizzazione territoriale dell’area di Civitavecchia a ridotto impatto ambientale. Sapienza Innovazione. https://www.lazioinnova.it/app/uploads/2022/06/civitavecchia.pdf.
10 Lazio Europa. (2022, pp.98-99). Lazio presente con l’Europa nel futuro. I progetti della programmazione regionale 2021-2027. PER FAR BENE, PER TUTTI.
Vedi anche Nota 9, Regione Lazio. (2022).