Saladini di nuovo in libreria con un nuovo travolgente noir

di ROBERTO FIORENTINI
Saladini di nuovo in libreria con un nuovo travolgente noir
Freud, l’ipnosi e la caccia a un serial killer nella Vienna di fine ‘800
E’ in libreria per Sonzogno  “ Hypnos “, il nuovo romanzo noir dello scrittore, criminologo e medico legale Gino Saladini, questa volta scritto a quattro mani con il collega e amico Vincenzo Mastronardi, che è anche un ipnoterapeuta di grande valore. Ed è proprio l’ipnosi il motore di questa storia affascinante, ambientata a Vienna, alla fine dell’800, una città raccontata con una cura e una attenzione degna di un romanzo storico.  Non credo sia possibile svelare il plot del romanzo senza togliere al lettore il gusto di addentrarsi da solo in una trama semplice ma affascinante come nei grandi romanzi d’avventura del secolo scorso. E’ sufficiente dire che il libro inizia con il ritrovamento del cadavere di Rodolfo d’Asburgo, erede al trono dell’Impero Austro-ungarico, che viene narrato con lo stile  e il ritmo di una puntata della serie tv CSI. Il libro ha tre protagonisti principali : il primo è Hypnos, un misterioso agente del servizio segreto austriaco che è anche uno spietato e maniacale serial killer, vizioso e appassionato del pensiero di Nietzsche. A dargli la caccia c’è un poliziotto bellissimo, “ un uomo di ventotto anni, alto, muscoloso, con un viso da eroe mitologico germanico, illuminato da due occhi di un azzurro insolito, cupo. Bello e forte come Sigfrido“. Si chiama Friedrich Schwarz. Ed ha una sorella gemella assolutamente identica a lui, una delle donne più belle di Vienna. Al centro della storia, grazie a meccanismi che è meglio non svelare per non togliere sapore alla lettura, c’è un terzo personaggio, un personaggio, almeno per me, davvero sorprendente. Si tratta del padre della psicanalisi, Sigmund Freud, raccontato in modo davvero molto diverso dallo stereotipo cui siamo abituati. Se mi è concesso un paragone cinematografico, Saladini (e Mastronardi) tratteggiano Freud un po’ come lo Sherlock Holmes del  film del 2009 diretto da Guy Ritchie, interpretato da Robert Downey Jr, decisamente più divertente e pop del ciclo di libri di Sir Arthur Conan Doyle. Il Pop è infatti un altro elemento fondamentale. Hypnos è un romanzo davvero pop(olare), molto scuro, torbido, denso degli afrori dei bassifondi e degli inebrianti profumi dei lussuosissimi bordelli della Capitale austriaca. C’è molto sesso, anche piuttosto estremo, ma non c’è praticamente amore. Anche la violenza appare appena, spesso è già avvenuta fuori scena ed è ricostruita dagli investigatori. C’è anche molta cultura, ma sparsa come lo zucchero a velo nell’ apfelstrudel: la musica di quei tempi, i libri, i pittori, come si mangiava, come si beveva, quali sigari si fumavano, persino la toponomastica. Una ricostruzione storica davvero accuratissima. Chi scrive è legato a uno degli autori (Gino Saladini) da una lunga e solida amicizia e condivide con lui, ormai da qualche anno, numerose “scorribande“ teatrali. Nonostante l’affetto, però, ho cercato di prenderne le distanze per “ recensire” questo lavoro. Posso affermare che si tratta di una storia davvero avvincente e divertente, originale nei personaggi, pur se costruita con i classici, oliatissimi ingranaggi del noir. Una lettura da fare tutta d’un fiato, perché si ha fretta di scoprire cosa accadrà e ci si affeziona alla sorte di alcuni personaggi. Per me si è trattato di “ Sig “, ipnoterapeuta, muscoloso e vanesio, che canta le romanze d’opera, pavoneggiandosi davanti allo specchio. Un personaggio pronto per diventare il protagonista di una serie televisiva che davvero mi piacerebbe vedere. Non mi rimane che augurarvi buona lettura.
ROBERTO FIORENTINI