MONDIALI DI CALCIO FEMMINILE: LA NUOVA ERA

di STEFANO CERVARELLI ♦

Conclusisi i Mondiali di Calcio Femminile con il successo – come da pronostico – degli Stati Uniti e attenuatosi il clamore, l’entusiasmo, la passione nazionale che hanno accompagnato la nostra squadra nel suo più che dignitoso cammino, non ho saputo resistere alla tentazione di riprendere, per iniziare questa chiacchierata, alla famosa frase di Enzo Tortora: ” Allora, dove eravamo rimasti?” e constatare piacevolmente che da quel momento( che poi non è così lontano) si sono avuti sviluppi positivi che se non altro hanno avuto il merito di portare a conoscenza dei problemi in cui si dibattono le nostre calciatrici, ma che riguardano anche tutto lo sport femminile.

Non vi allarmate però: non è assolutamente mia intenzione riproporre argomenti già affrontati e, credo, ampiamente analizzati; la mia modesta intenzione è soltanto quella di proporvi una breve riflessione su questo nostro Mondiale e sulle ripercussioni, come dicevo prima, che ne scaturiranno.

Abbiamo ammirato tutti la nostra Nazionale, abbiamo tifato, gioito, sofferto con le nostre ragazze che oltre ad essere brave e protagoniste di eccellenti partite, hanno offerto un’immagine fatta di simpatia, allegria, spirito vero di squadra fatto di fiducia e stima reciproca  con  piena disponibilità alla causa della squadra; frutto di un lavoro che viene da lontano e ben condotto da tutto lo staff con in testa l’allenatrice Milena Bertolini che, oltre a  dare compattezza tattica alla squadra, ha creato per prima cosa un gruppo di amiche dando loro fiducia e la consapevolezza di essere protagoniste di un momento importante, forse irrepetibile nella  storia del loro sport.

E così è stato. La popolarità del calcio femminile ha raggiunto vette inaspettate coinvolgendoci in un tifo da mondiale maschile.

In ogni ambiente, mare, uffici, negozi, strade sentivi parlare delle” donne che giocano a pallone” tutti i quotidiani hanno dedicato ampi servizi alle partite, sia nostre che delle altre squadre. Le ragazze della Bertolini erano presenti ovunque e alto è stato l’interesse oltre che per la vita sportiva per quella privata che spesso, dobbiamo dire – ha sfiorato “l’impertinenza”. Cosa impensabile fino a qualche anno fa.

Il maggior settimanale sportivo “SportWeek” ha dedicato alla Nazionale copertina ed interviste a tutte le giocatrici. La Gazzetta dello Sport è arrivata a dedicare ai Mondiali un numero speciale.

L’ emittente satellitare Sky, aggiudicandosi i diritti di trasmissione, ha dato copertura totale all’avvenimento trasmettendo tutte le partite. La punta massima di popolarità si è raggiunta comunque quando la RAI, su concessione di Sky, ha trasmesso, in prima serata, l’incontro Italia-Cina facendo registrare 4.579.000 spettatori, con uno share del 35,7% che, a detta degli esperti, stabilisce quasi un record.

L’avventura francese quindi è stata positiva sotto qualunque profilo, anche quello agonistico.

Qui prima di andare avanti bisogna fare una precisazione. Eravamo una squadra dilettantistica che competeva con squadre professionistiche, formate da giocatrici che militano in diversi club professionistici mondiali.

Nonostante questo handicap ci siamo classificate tra le prime otto squadre al mondo; chi ci ha eliminato ossia l’Olanda, Campione d’Europa in carica, è arrivata in finale e ci ha battuto con due calci di punizione;

La nostra squadra, in cinque partite, non ha subito nessun goal su azione.

Di vittoria quindi bisogna parlare; la vittoria di un movimento che ha avuto la forza di superare barriere di diffidenza, di ipocrisia, di ostracismo e, diciamolo pure, di discorsi maschilisti fatti anche di goliardia fuori luogo e stupidi.

Tanto per fare un esempio ascoltando telecronache e commenti tecnici impeccabili, che dimostravano una conoscenza profonda del calcio, non potevo non fare il confronto con quanto detto dal sig. Collovati” quando sento parlare le donne parlare di tattica mi viene il mal di pancia”. Credo che abbia passato tutto il tempo dei mondiali al bagno, afflitto da dolori profondi perché le donne di calcio ne parlavano molto bene.

Ed eccoci per avviarci alla conclusione alle ripercussioni di cui dicevo prima.

Il calcio femminile, dopo questo torneo che ha funzionato da vetrina, sembra essere uscito definitivamente dalla zona d’ombra nella quale vivacchiava. Diversi club maschili hanno annunciato la formazione di squadre femminili e tra tutti questi uno spicca per il suo blasone: il Real Madrid, per cui assisteremo a nuovi derby tra Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid dove tra l’altro gioca il nostro difensore centrale Elena Linari.

Anche in Italia sono annunciate nascite di squadre mentre, nel frattempo, le cronache parlano di boom di iscrizioni alle scuole di calcio femminili.

Per chi ha compiti istituzionali è arrivato quindi il momento di prendere decisioni non più rinviabili.

Decisioni che possono andare solo in un senso, come affermato dal Presidente della Associazione Calciatori Italiani Damiano Tommasi, dal Presidente della Federcalcio Gabriele Gavina:” Le nostre ragazze hanno scritto una pagina bellissima del nostro calcio, lasciando una traccia indelebile e un patrimonio che dobbiamo difendere e valorizzare”.

Ma significative e ben chiare sono state le parole che il Presidente della Repubblica ha pronunciato ricevendo la squadra al Quirinale: “Non è accettabile una diversa condizione tra calcio maschile e femminile”.

Dato che questo mondiale di Francia coincideva, quasi, con la ricorrenza dell’anniversario dello sbarco sulla Luna, si è pensato bene di accostare il primo avvenimento al secondo, cosicché la sigla dei mondiali era questa:” E ‘iniziata la nuova era”.

Un’era in cui io e pochi altri, grazie al prof. Aldo Vespa, abbiamo cominciato a credere 50 anni fa, guarda caso proprio quando l’uomo andava sulla Luna.

STEFANO CERVARELLI