Le affinità……… 

di BENEDETTO SALERNI
Era prevedibile la sconfitta elettorale dell’area progressista a Civitavecchia.           
I numeri sono impietosi e dicono che si è consumata la peggiore sconfitta politica che si potesse immaginare. Tra pochi giorni, inizieranno le analisi del voto ripercorrendo il collaudato rituale. Saranno esaminati i risultati numerici, anche seggio per seggio per capire le dinamiche sociali del voto e si valuterà il valore elettorale della coalizione uscita perdente dall’esito elettorale. 
E se si pensa di trovare facile consolazione nelle prevedibili difficoltà di governo dei nuovi arrivati alla casa comunale, stiamo dentro un ragionamento sbagliatissimo. 
L’analisi deve essere impietosa e non consolatoria per non ricadere negli stessi errori che hanno reso perdenti le varie formazioni dell’area progressista negli ultimi decenni di storia locale. 
Rimane da non sottovalutare tuttavia il ruolo che certamente gli esponenti dell’opposizione eletti al consiglio comunale potranno svolgere. Ad essi innanzitutto è affidato il compito di contrastare il centro destra nella massima assise cittadina.
Ma l’intera coalizione di centro sinistra, che è riuscita a ritrovare una sintesi unitaria, sia pure tardivamente, non dovrà deludere coloro che l’hanno sostenuta per tutta la campagna elettorale, operando ed auspicando un risultato diverso da quello che purtroppo è uscito dalle urne.
È evidente che occorre impostare un percorso di rilancio dell’iniziativa politica che non può non mettere al centro dell’attenzione una visione innovativa e alternativa al governo cittadino di centro destra.
Nonostante il risultato non certamente positivo e nonostante il peso della sconfitta elettorale, credo che competa ancora al partito democratico essere il traino per un chiaro dialogo tra le forze del centro sinistra. 
È evidente che gli eletti al consiglio comunale del Partito Democratico – congiuntamente agli altri eletti della coalizione – non debbono limitarsi ad un ruolo istituzionale. Prima di tutto, a mio avviso, dovranno iniziare a dialogare con il movimento Pentastellato in forme diverse dal panorama nazionale. 
Alcuni temi generali che potrebbero avere delle ricadute nel complessivo sviluppo del comprensorio civitavecchiese, vedono delle affinità programmatiche tra le forze di opposizione al governo di centro destra.  
Le affinità sono innanzitutto da ricercare nello sviluppo di progetti integrati del modello sostenibile dell’economia circolare, negli accordi sui cambiamenti climatici, sui problemi dell’immigrazione e su altro ancora. 
Si tratta di punti programmatici fondamentali e di un significativo viatico per una opposizione costruttiva in Consiglio comunale. 
Il lavoro collaborativo potrebbe essere, sempre a mio modesto avviso, il primo passo verso un nuovo “laboratorio politico” che potrebbe trasformarsi in qualcosa d’altro al prossimo appuntamento elettorale tra cinque anni.   
Le vittorie in alcune grandi città non possono nascondere che il versante progressista così composto e così debole nella sua identità, non è oggi in grado di battere nelle competizioni elettorali l’attuale destra italiana.  
Il Partito Democratico sta cercando a fatica di uscire da quel “marasma” interno che conosce ancora e tanti sono i nodi politici da sciogliere. 
Si aspetta una forte accelerazione su tali questioni anche in relazione alle scelte del governo centrale che vede una serie di decisioni economiche e sociali condizionate dall’agenda del leader leghista, unicamente preoccupato di veder crescere i suoi consensi. 
Si tratta di una serie di annunci di chiarissima impronta populista che servono probabilmente ad arrivare una crisi di governo con un notevole vantaggio della Lega e con un ulteriore drastico ridimensionamento dei Cinque stelle. 
Il risultato sarà di mettere ancora di più a dura prova l’intero sistema politico italiano nei rapporti con la comunità europea ed internazionale. 
È chiaro a tutti che il movimento pentastellato ha pagato e sta pagando a caro prezzo il suo apprendistato nell’impatto con la gestione della cosa pubblica ad ogni livello. 
Anche loro dovrebbero avviare una attenta e seria riflessione sul presente e sul futuro. 
Senza presunzione, ma ponendo soltanto in termini problematici queste questioni, c’è da chiedersi se la prova dell’opposizione non possa fare di Civitavecchia un laboratorio interessante per i rapporti tra formazioni politiche oggi così distanti.

BENEDETTO SALERNI