SUL TEMPIETTO DEL BRAMANTE (prima parte)

di FRANCESCO CORRENTI

Oggetto: Zona cimiteriale. Chiesa di S. Lorenzo. Costruzione di nuovi loculi.

Lettera della Direzione della Ripartizione Urbanistica prot. n° 428 del 30 aprile 1975 al Sindaco Dott. Mario Venanzi e all’Assessore ai lavori pubblici Arch. Alessandro Quarra.

 Nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, 29 aprile, ho avuto modo di apprendere che l’Amministrazione Comunale ha programmato la costruzione di seicento loculi prefabbricati entro il recinto di quello che viene comunemente definito il “Sacrario commemorativo” o “Tempietto Bramantesco”, che risulterebbe essere l’unica area rimasta libera entro il Cimitero comunale della Fiumaretta.

Su tale decisione, dettata da esigenze improcrastinabili, sento il dovere di far presente quanto segue.

Il suddetto recinto, la Chiesa (dedicata a San Lorenzo) ed i portici laterali costituiscono il primo cimitero della Città di Civitavecchia, costruito nel 1789 dall’architetto Benedetto Piernicoli, per incarico della Comunità.

Nella Storia cittadina dell’Annovazzi (pag. 353) è detto: «Varie epidemie succedutesi disgraziatamente in Civitavecchia, togliendo a Lei molti cari cittadini e capi di famiglia, spinsero il comunale Consiglio a determinarsi di formare su l’esempio di altre cospicue città d’Italia un congruo adatto cimiterio e di stabilirlo ad una giusta distanza per quei riguardi igienici, che sono indicati dall’arte salutare». L’Annovazzi riferisce che un primo progetto fu affidato all’architetto Lovatti o Lovati. Successivamente, dopo una interruzione dei lavori in conseguenza dei noti fatti della fine del secolo (occupazione francese di Civitavecchia ecc.) i lavori sarebbero ripresi con un nuovo progetto del Piernicoli e terminati nel 1806. Il sottoscritto, che sta curando la pubblicazione di uno studio urbanistico sulla città, ha avuto modo di rilevare nella datazione dell’Annovazzi alcune inesattezze. Infatti, la costruzione del Cimitero è effettivamente avvenuta nell’anno 1789, come già detto e come dimostra il progetto originale, ritrovato dallo scrivente tra i disegni di architettura dell’Archivio dell’Accademia di San Luca in Roma. Prescindendo da considerazioni e riferimenti di carattere specialistico, ritengo opportuno sottolineare che il Cimitero del Piernicoli è uno dei primi esempi di cimitero comunale, costruito quando ancora era aperto il dibattito sull’argomento delle sepolture entro le chiese, cui pose fine l’editto napoleonico di St. Cloud nel 1805. 

In proposito, è interessante quanto contenuto nei manoscritti dell’Archivio Domenicano, circa i lavori di ampliamento e di risanamento effettuati nella Chiesa Matrice di Santa Maria tra la fine del Seicento ed i primi anni del Settecento.

Si può affermare che il Cimitero di Civitavecchia, dal punto di vista urbanistico, abbia costituito un prototipo: lo dimostra anche il fatto che l’autore abbia ritenuto di donarne il progetto all’Accademia di San Luca, che per tutto il secolo XVIII aveva svolto un ruolo fondamentale nella formazione del gusto e delle tendenze architettoniche.

Un trattato di architettura della seconda metà del ’700 (Principj di architettura civile, tomo II, Remondini di Venezia, Bassano MDCCLXXV), affrontando il problema delle sepolture, così si esprime: «[…] qualche architetto alquanto ragionevole, discacciati i cimiterj fuori delle città, li vorrebbe sopra alture remote, scoperte, esposte a settentrione e ne progetta il disegno nella maniera seguente. Sia un ampio recinto quadrato […] circondato interamente da portici con archi scemi e co’ piedritti a bugne vermicolate […]». Come si può osservare la descrizione si adatta perfettamente all’opera progettata dal Piernicoli. Dal punto di vista architettonico, il complesso cimiteriale costituisce una testimonianza degna di interesse, oltre ad essere uno dei pochi monumenti di Civitavecchia rimastici dallo scempio della guerra e delle successive “ricostruzioni”.

L’analisi dell’organismo mostra un accurato studio dei rapporti compositivi, sia planimetrici che in elevazione; l’ordine tuscanico, la distribuzione volumetrica, la cupola ellittica fanno della chiesa un validissimo esempio di architettura neoclassica, sia pure minore.

Certamente, l’architetto si è ispirato ai più celebri esempi contemporanei (significative analogie possono riscontrarsi tra la facciata e alcuni disegni nei trattati del Piranesi), ma è riuscito a dare del nuovo tema una interpretazione originale e priva di enfasi.

Del tutto errata, ovviamente, è l’attribuzione al Bramante, diffusa a Civitavecchia. Forse ha portato a tale attribuzione la somiglianza del fregio del Tempietto con quello dell’altro, ben più famoso, costruito appunto dal Bramante in San Pietro in Montorio, all’inizio del ’500. Attualmente, la chiesa ed il portico sono occupati dai loculi dei Caduti, costruiti con un primo inopportuno intervento, che ha falsato il significato dello spazio architettonico originario, chiudendo il portico passante. Il recinto interno, ove sono ricavati gli ossari sotterranei, in cripte a volta, è in stato di deprecabile abbandono, per la presenza di rovi ed erbe infestanti e per le condizioni fatiscenti delle arcate perimetrali. In proposito, il sottoscritto si riprometteva di presentare una apposita proposta alla Amministrazione, al fine di ripristinare l’organismo architettonico secondo il progetto originario, ridando la perduta dignità allo spazio interno che dovrebbe accogliere con opportuni accorgimenti le spoglie dei Caduti attualmente sistemate nel portico.

Il progetto della Ditta incaricata, che si è avuto modo di esaminare solo questa mattina, appare assolutamente inaccettabile non solo per esigenze culturali che non possono essere trascurate dalla Amministrazione Comunale, ma anche per motivi storici ed urbanistici, oltre che funzionali.

Il complesso dell’antico Cimitero verrebbe deturpato con una occupazione che toglierebbe almeno per un altro secolo la possibilità di riqualificare l’ambiente cimiteriale, già gravemente degradato, proprio per la mancanza di direttive e di programmazione, di fronte alla sempre minore disponibilità di spazi. A parere dello scrivente, le notevoli caratteristiche costruttive degli elementi prefabbricati previsti dal progetto sopraccennato consentirebbero la realizzazione di un effettivo e definitivo ampliamento del Cimitero su area comunale, sufficiente al fabbisogno del periodo occorrente alla realizzazione, non più rinviabile, del nuovo Cimitero previsto dal Piano regolatore generale.

Il Comune possiede, infatti, tutta l’area compresa tra il muro di cinta lato Civitavecchia del Cimitero stesso e la Fiumaretta. È sufficiente traslare l’attuale stradina sterrata esistente a confine con il suddetto muro per disporre (con una nuova recinzione) di un fronte di circa 160 metri, ossia circa tre volte più lungo del perimetro del recinto del Tempietto, ove potrebbero, quindi, trovar posto almeno 1.500 loculi delle dimensioni previste dall’intervento in oggetto. Tale ubicazione non comprometterebbe – come, invece, quella proposta dall’Ufficio Tecnico – un graduale riassetto dell’area cimiteriale e consentirebbe anche di realizzare, con l’occasione, un più organico ingresso al Cimitero, con la creazione di adeguati parcheggi, spostando l’accesso principale sull’anzidetto lato dell’area ed evitando il pericolosissimo traffico della Via Aurelia.

Si pregano caldamente le SS.LL. di voler prendere in considerazione quanto esposto per dovere d’ufficio e per convinzione personale, al fine di evitare alla Città un ulteriore, evitabile impoverimento culturale.

Civitavecchia, 30 aprile 1975

c/p                                                                                L’URBANISTA

                                                                            Arch. Francesco Correnti

2. Correnti

N.B.: il progetto andò avanti, fino alla demolizione della scalea originale antistante il tempietto di S. Lorenzo per impiantarvi la gru che avrebbe dovuto traslare i loculi e calarli nel recito. L’”opera” si sarebbe completata se, fortuitamente, il Piernicoti non avesse previsto ossari anche sotto il prona-

  1. Vennero così alla luce le ossa di qualche antico civitavecchiese, che riuscì a …mettere in fuga gli insensati discendenti. Oggi la scalea è stata alla benemeglio ripristinata (annotazione a matita in calce alla minuta, databile ai mesi successivi).
Bibliografia: Francesco CORRENTI, Chome lo papa uole… Note per una rilettura critica della storia urbanistica di Civitavecchia, Civitavecchia, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, ed. 1985, Vol. I, p. 38 – ed. 2005, Vol. I, p. 38. Ed. 2005, Vol. II, pp. 230-231 (All. F).

 

3. Correnti

Civitavecchia. Cimitero neoclassico di San Lorenzo (1789). Loculi prefabbricati in cemento lungo il muro dell’ingresso monumentale. Dal 1975 diversi interventi di emergenza hanno deturpato il complesso, già svilito dai circostanti depositi petroliferi.

4. Correnti Figura a pagina intera

 

FRANCESCO CORRENTI