Essere più ottimisti di una scimmia.

di ROBERTO FIORENTINI ♦

Sicuramente stiamo vivendo in un periodo storico in cui l’ottimismo non va granché di moda. Anche la politica sta premiando, praticamente in tutto il Mondo, quelle forze che si richiamano a concetti di chiusura, di difesa, di separazione. Tornano in auge concetti che sembravano dimenticati, come la difesa dei confini, l’imposizione di dazi, la supremazia della nazione. Eppure non siamo più poveri, le morti per terrorismo non sono mai state così basse e la criminalità diminuisce fortemente. In Italia, ad esempio, gli omicidi nel 1991 furono 1916, nel 2000 600. L’anno scorso solo 343Anna Rosling, una delle autrici di Factfulness – dieci ragioni per cui non capiamo il mondo e perché le cose vanno meglio di come pensiamo, libro edito in Italia da poco per Rizzoli dice “ …il mondo ragiona in base a sensazioni, emozioni, suggestioni del momento, come dimostrano alcune recenti tornate elettorali… la realtà è che lo sviluppo del mondo degli ultimi decenni non ha eguali “. Ecco quindi il perché di Factfulness, un libricino agile che ribalta l’assunto del mondo che va sempre peggio, definito da Bill Gates uno dei libri più educativi mai letti. Il libro , oltre alla citata Anna , vede tra gli autori Ola e soprattutto Hans Rosling che, per chi non fosse mai incappato in una delle sue incredibili conferenze spettacolo, rese famose dai Ted Talks, è professore di salute mondiale alla Karolinska Institutet (la facoltà di medicina di Stoccolma che assegna l’omonimo premio Nobel). Il libro nasce dal risultato di vari test cui i Rosling hanno sottoposto gli studenti di mezzo mondo per anni. Le domande vertevano sulle condizioni dell’umanità: accesso all’acqua, povertà, tasso di democrazia e cose così. Nel migliore dei casi al massimo il 25% degli interpellati arrivava vicino alle risposte esatte. Da qui l’idea di ripetere lo stesso test con le scimmie dello zoo, le quali, scegliendo a caso fra le varie opzioni, sono riuscite ad ottenere risultati migliori degli studenti universitari dei principali paesi del mondo. Si tratta quindi di combattere i nostri pregiudizi innati, o come scrive Bill Gates, i “dieci istinti che ci impediscono di vedere il mondo in modo fattivo”. Alcuni dei dieci istinti delineati nel libro includono “l’istinto della paura (la tendenza a prestare maggiore attenzione alle cose che ci spaventano), l’istinto delle dimensioni (l’idea che i numeri, da soli, possano sembrare più impressionanti di quanto siano in realtà) e l’istinto del divario (il pensiero che la maggior parte della gente si divida tra due estremi)”.

L’autore di questo articolo, insomma, si è posto l’obiettivo di aiutare i suoi lettori ad essere più ottimisti ( ed informati ) di una scimmia e per questo ha deciso di riportare le dieci domande oggetto del test , definiti dagli autori come i dieci motivi per avere fiducia .

Partiamo con la durata media della vita : all’inizio del secolo si aggirava attorno ai 30 anni, oggi è 72 anni ( in Italia 83 ). L’occupazione minorile ( percentuale di minori tra i 5 e i 17 anni che lavorano a tempo pieno in cattive condizioni ) era del 28% nel 1950, oggi è del 10 % ( in Italia poche decine di migliaia di ragazzi ). Le morti infantili riguardavano quasi il 40 % dei nati all’inizio del secolo, oggi meno del 4%. La fame colpiva il 28% della popolazione appena cinquanta anni fa, oggi circa il 10% degli abitanti del pianeta. La diffusione di armi nucleari dal 1986 ad oggi è calata di dieci volte. Quella di internet, invece, tocca il 48% della popolazione mondiale ( in Italia il 71%, in Europa il 79 ) dallo zero della fine degli anni ’90. L’alfabetizzazione è un fenomeno in crescita poderosa. All’inizio del secolo sapevano leggere e scrivere poco meno del 20% degli abitanti del mondo, oggi sono l’86%. Anche la percentuale di persone che dispongono di acqua potabile è cresciuta del 58% del 1980 all’88% di oggi. La democrazia oggi è il sistema che regola la vita di circa il 60% degli abitanti della terra. Nel 1950 erano meno del 20% quelli che vivevano in sistemi democratici. Per finire il numero delle pubblicazioni scientifiche ogni anno oggi supera i 2 milioni e mezzo. All’inizio del secolo scorso superava a stento le cento unità, con una impennata all’inizio del terzo millennio.

Un altro concetto importante contenuto nel libro è che non ha più senso parlare di “mondo occidentale” e “mondo in via di sviluppo”, aumentando il baratro tra noi e il resto del pianeta, quando ormai quasi tutti i Paesi stanno raggiungendo lo stesso livello in termini di istruzione, di opportunità e di crescita. Abbiamo tutti la possibilità di usare la forza dei fatti a nostro vantaggio, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall’ignoranza, dalle semplificazioni. Non si tratta , insomma , di essere solamente più ottimisti ( ed informati ) di una scimmia dello zoo ma di rifiutare di cedere alle sensazioni negative , spesso indotte e manovrate, e di guardare ai fatti con un ottimismo , non viscerale ma sorretto da dati incontrovertibili.

ROBERTO FIORENTINI