SONO TORNATO

a cura di PIERO PACCHIAROTTI 
ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:                             SONO TORNATO

 

Written by MACHINEGUNB

Sono Tornato è un film che mai avrei pensato di commentare ma, eccoci qui. Si tratta del remake di un film tedesco del 2015, Lui è Tornato di David Wnendt, a sua volta ispirato dall’omonimo romanzo del 2013 di Timur Vermes; la versione tedesca ha come protagonista Adolf Hitler mentre per quella di casa nostra si è pensato di adattare la storia alla figura dittatoriale tutta italiana di Benito Mussolini.

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Il film comincia proprio con uno smarrito Benito Mussolini (un sempre bravo e pieno di decoro Massimo Popolizio) che riappare in piazza Vittorio, nella Roma dei giorni nostri; il Duce osserva spaesato i passanti che continuano ad ignorarlo credendolo solamente l’ennesima stramberia per turisti finché Andrea Canaletti (Frank Matano), un giovane videomaker squattrinato, gli propone di diventare protagonista di un documentario girato in varie città italiane.

foto 2Da qui si parte seguendo pari pari le fila tracciate dal film tedesco, quasi nulla viene cambiato e la dinamica della comicità si basa sul confronto tra un uomo d’altri tempi, ignaro di essere stato sconfitto, che guarda accadere con occhi indignati tutto ciò che aveva combattuto, e la società di oggi.

Purtroppo non ho visto l’originale e non posso fare un confronto adeguato, l’impressione però è che, nonostante la bravura di Popolizio, il film si inceppi qua e là, vorrebbe e dovrebbe essere grottesco ma rimane impigliato nella commediuccia leggera tanto cara a Miniero.

foto 3Il regista infatti non è proprio uno che osa, dopo aver sfruttato l’universo del remake in tutti i luoghi e in tutti i laghi (Benvenuti al Sud, 2010 e Benvenuti al Nord, 2012) ci riprova tentando di rimpastare la storia all’italiana. Questa storia però non è una cosina leggera, stavolta non basta giocare sulle differenze culturali, religiose e di pensiero come fa di solito  Miniero con il suo cinema (Un Boss in Salotto, 2014, La Scuola più Bella del Mondo, 2014, Non c’è più Religione, 2016), questa volta ci vuole di più, perchè il trucchetto degli opposti applicato a questo tema non ha il sapore festoso e non è semplice, qui si tratta un pensiero imponente che si scontra con una modernità che non gli piace e vuole cambiarla.

L’epilogo di una stora così non può essere sereno, non può finire in armonia con io che foto 4capisco te, tu che capisci me, un po’ colpa mia, un po’ colpa tua…tocchiamoci, come direbbe Antonacci, NO! Questa è una storia che finisce con l’annientamento di una delle due parti, per questo scherzarci sopra a suon di luoghi comuni e risate facili finisce per risultare amaro; non si può optare per un registro leggero e caricaturale quando gli argomenti sono importanti.foto 5

Ho la vaga impressione che l’autore del film tedesco abbia dato un’impronta più cinica e scura al suo film, anche aiutato dal fatto che Hitler rappresenta ancora il più cattivo dei cattivi invece qui in Italia Mussolini è visto ancora da certi come quello con le amicizie sbagliate, quello che ha sbagliato alla fine, quello che però ha fatto anche delle cose belle. C’è poi il pericolo, in questo particolare momento storico, che la parte assurda non risulti quella del Dittatore ma quella del popolo, è il popolo di oggi a risultare bizzarro e ridicolo, con la sua ignoranza, è lui a scatenare la risata mentre il Duce sembra quasi un uomo coerente finito in una gabbia di matti. Paradossalmente nel film sembra che tutte le cose dette da Mussolini siano condivisibili e l’unico errore da lui commesso sia la questione del cane (che non anticipo); tutto ciò deve diventare occasione non di risata ma di riflessione, soprattutto se si pensa che una buona metà delle scene di confronto tra Mussolini e il popolo sono vere, le interviste della gente comune sono parzialmente reali.

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Questo film non mi ha fatto ridere, mi ha spinta a farmi una domanda, se Mussolini si ripresentasse, se questo accadesse cosa farebbero gli italiani? Forse lo voterebbero. Questo sentimento italiano dovrebbe essere uno spunto per cambiare le cose, non per riderci sopra. Totalmente inadeguata al tema la scrittura, regia da film TV, Frank Matano, mi dispiace, ma non pronto per il cinema, anche il suo personaggio debole e inconsistente ha contribuito a rendere insufficiente il film, una buona spalla avrebbe aiutato. Non annoia eh, però è evidente che sbaglia qualcosa. Inammissibile aver dovuto pagare per vederlo, era da tv, e non da prima serata.

MACHINEGUNB