THOR: RAGNAROK

a cura di PIERO PACCHIAROTTI ♦

ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:

THOR: RAGNAROK

Written by MACHINEGUNB

Come avevo immaginato questo film? Oscuro, tetro, buio, intriso di morte, di paura e di angoscia, in fondo questo è il Ragnarok nella mitologia norrena, la battaglia finale fra la luce e l’oscurità in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e poi rigenerato. I due film precedenti, Thor (K. Branagh, 2011) e Thor: The Dark World (A. Taylor, 2013), soprattutto il primo, erano caratterizzati da questa atmosfera in bilico tra tragedia e mito, una sorta di teatro epico spettacolare.

Foto1

Con questo film assistiamo ad un vero e proprio cambio di rotta; se prima Thor era simbolo di serietà ed austerità nell’universo Marvel ora siamo decisamente su un campo diverso, sono passati anni dal primo incontro di Thor con la Terra ed è come se quest’ultima l’avesse contaminato, profondamente mutato, in parole povere le avventure su questo pianeta gli sono costate la perdita di credibilità. Nel 2011 Thor era il fierissimo Dio del Tuono, figlio di Odino, oggi è a tutti gli effetti un membro del team Marvel, un eroe per la fetta più grossa del pubblico, per i teen-ager e per le famiglie quindi cosa mancava ancora a questo personaggio per entrare, senza più tornare indietro, nel cuore di questi spettatori?

Foto2

La simpatia, non quella sottile, il sarcasmo situazionista che si crea in base alle dinamiche del personaggio, ma quella spiccia, semplice. Ed eccola servita in Thor : Ragnarok, il film sulla fine dei tempi che si è trasformato in una festa gioiosa e coloratissima, una reunion tra amici vecchi e compaesani nuovi piena di colori, botte da orbi e battute esilaranti. Il film si svolge due anni dopo la battaglia di Sokovia (Avengers: Age of Ultron, J. Whedon, 2015). Thor è prigioniero del demone Surtur che gli parla della profezia del Ragnarok; in assenza di Odino, Asgard verrà distrutta una volta che il demone avrà unito la sua corona con la Fiamma Eterna che brucia nelle fondamenta del regno.

Foto3

E da qui, sulle note di Immigrant Song dei Led Zeppelin, parte la caciara che coinvolge mille pianeti e mille volti, dal Dottor Strange, ad Hulk, la carne al fuoco è talmente tanta che il film diverte inevitabilmente appassionati e non. In questo clima di scherzi ed ilarità troviamo un villain serio, che non scherza mai, minaccioso e vendicativo, il personaggio in questione è Hela, una buia Cate Blanchett che prova (e sottolineo prova) a bilanciare il peso comico del film.

Foto4

Altra ironia misurata ed attinente al personaggio è quella del sempreverde Loki (T. Hiddleston) che ancora ci piace con i suoi inganni un po’ maldestri e che come cattivone non ci delude mai. Sensazionale ed ambiguo anche il Gran Maestro di J. Goldblum, un vero tocco di classe. Il Thor ironico e con i capelli corti (C. Hemsworth) funziona ma comunque rimpiango quello “serio”.

Foto5

Questo film diverte, intrattiene, piace ai bambini e distrae però poteva essere fatto anche diversamente, con una maggiore fedeltà alla sua natura..ma in fondo qual’è la sua natura? Il mito scandinavo o il fumetto degli anni 60 di Stan Lee? Qual’è il target? Io credo che qui in fondo il profilo del consumatore finale sia quello del teen-ager, chi vuole un dramma non accede al mito di Thor attraverso questo canale, sarebbe stato bello ed interessante, Kenneth Branagh aveva fuso i due mondi perfettamente, ma forse va bene anche così, portateci i piccoli, comprate pop-corn e bibite e godetevi questo spettacolo leggero, vi divertirà!

MACHINEGUNB