STAR WARS – GLI ULTIMI JEDI

a cura di PIERO PACCHIAROTTI ♦

ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:         STAR WARS – GLI ULTIMI JEDI

Written by MACHINEGUNB

Arrivo tardi con questa recensione perchè ho visto il film due volte, in italiano ed in lingua originale, senza notare particolari differenze. Una veloce panoramica sulla trama che parte dall’incontro (mostrato nel finale del precedente capitolo Il Risveglio della Forza datato 2015 e firmato da J. J. Abrams di questa nuova trilogia ambientata trent’anni dopo Il Ritorno dello Jedi del 1983 ) di Rey (Daisy Ridley) con Luke Skywalker (Mark Hamill); la giovane lo ha raggiunto sul pianeta sperduto dove il cavaliere jedi si è ritirato, decisa a convincerlo ad addestrarla e a seguirla per appoggiare la causa della Resistenza, ormai messa alle strette dall’Impero e dall’ex allievo di Luke, il giovane Ben Solo/Kylo Ren (Adam Driver). Questo Gli Ultimi Jedi esplora con attenzione la figura appunto dell’ultimo jedi, Luke Skywalker, la sua storia, il suo passato, il suo senso ed il suo futuro.

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Nella trilogia prequel (1999-2005), abbiamo visto l’ordine dei jedi sconfitto e sopraffatto dalle forze oscure, in quella originale (1977-1983) ne abbiamo visto la rinascita e la riscoperta, qui invece assistiamo ad una sorta di fine, o meglio un cambiamento definitivo. È questa l’idea fortissima del film, ciò che lo rende oggetto di curiosità; in una prima fase si parla della forza, la si esamina, la si spiega nella sua dialettica tra lato oscuro e luce per portarla dove non era stata mai portata, dentro ai protagonisti. Qui più che mai la forza rappresenta la direzione, non l’equilibrio, è uno strumento che serve ai protagonisti per cercare la verità.

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La figura chiave (di questo conflitto e di tutta questa nuova trilogia) è sempre di più Kylo Ren, protagonista di un dramma inedito, è il primo ad avere il problema di dover resistere alla luce, al lato buono della forza. Adam Driver è senza dubbio perfetto per questo ruolo, il suo è il personaggio più affascinante, ferito, fragile e soprattutto in grado di farci percepire il suo dolore. Per queste ragioni avrei voluto per lui maggiore dignità, in questo film, ed anche in quello precedente, doveva essere il villain più temibile di tutti, più Darth di Vader; in base alla sua dinastia e al suo addestramento questo Kylo Ren dovrebbe essere il più forte dei guerrieri, poi ci sta la fallibilità dovuta ai suoi tormenti ma alla messa in campo le sue abilità dovrebbe risultarci imbattibile. Invece nel primo film lo vediamo vacillare al primo scontro con Rey, ricordiamoci NON ADDESTRATA e NON PREPARATA, in questo lo vediamo gestire mentalmente il Leader Supemo Snoke per poi farsi mettere in difficoltà da qualche guardia imperiale di passaggio e di nuovo da Rey, ancora NON ADDESTRATA, ma ragazzi, abbiamo mai visto Vader in difficoltà? In svantaggio in qualche incontro? Luke era più forte di Darth Vader? NO, era il suo punto debole. Io non voglio guerrieri più forti di Kylo, voglio incertezze, sentimenti vivi, vulnerabilità ma nulla di più. Perchè la Disney ha creato questo cattivo impeccabile sulla carta se poi puntualmente lo fa inspiegabilmente fallire? Non capisco!

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Passando a fatica sopra questa cosa la parte più bella del film è senza dubbio il contatto tra Rey e Kylo Ren, la loro complicità, la loro intesa e la loro rabbia comune.

“BISOGNA FAR MORIRE IL PASSATO. UCCIDILO, SE NECESSARIO, PER DIVENTARE CIÒ CHE DEVI”.

Sentenzia Kylo Ren e Rey sembra comprenderlo, lascia spazio alla sua posizione. Ed è proprio questa la posizione che anche il film assume e ribadisce, facendo da opera di passaggio tra la nostalgia ed il futuro, ponendosi come una sorta di annuncio che da qui in poi non ci sarà più spazio per l’universo Star Wars che tutti conosciamo, cosa non gradita alla maggior parte dei fan, lo capisco, ma necessaria in un certo senso, se solo fosse stata fatta “un pochino” meglio. Dare un taglio al passato ha comportato anche una non necessaria affinità al filone dei superhero movie più attuali, le parti più leggere e di commedia sono troppe, fastidiose ed appiccicate qua e là senza misura e su personaggi di entrambi gli schieramenti. Tra queste risate va a perdersi quella dose di epica che sarebbe stata necessaria per incasellare legittimamente il film nella saga Guerre Stellari. Con la morte di Han Solo, sono spuntati vari candidati per sostituirlo con infinite battute e siparietti fuori luogo, credo di parlare a nome di tutti quando dico che si poteva evitare.

Per il resto l’esecuzione del film è buona, lo spettacolo è assicurato, il prodotto è stato costruito con risorse importanti, si vede e si sente grazie ad una splendida colonna sonora firmata John Williams. Due piccole cose, del regista Rian Johnson ho visto solo l’ottimo Looper del 2012, da ripescare se vi capita. E poi questo Leader Supremo Snoke? Chi è? Voglio saperne di più su di lui, con la sua faccia rovinata e la sua vestaglia da Hugh Hefner, avrebbe meritato un po’ di spazio in più, confido in qualche prequel del prequel/spin-off/sequel/capitolo 1000/capitolo 0 o qualsiasi altra cosa. Andatelo a vedere questo film, in ogni caso, anche solo per dire la vostra, alla fine è sempre Star Wars.

MACHINEGUNB