METTI UNA DOMENICA A…..  SEMINARE IL FUTURO

di LUCIANO DAMIANI ♦

Il 15 ottobre scorso, in 35 aziende sparse sul territorio italiano, si è svolta una manifestazione denominata “Seminare il futuro”. donne uomini e famiglie sensibili alla “naturalità” delle produzioni alimentari si sono date appuntamento su appezzamenti di terreno preparati per essere seminati in una sorta di rito propiziatorio che ha la terra al centro del pensiero e l’uomo che la rende feconda per mezzo di un gesto tanto saggio quanto antico. Nella sinistra un sacchetto di semi afferrati con la destra. Il dito indice in avanti e leggermente curvo ed il braccio largo sulla destra che, in sincrono con il passo, compie un semicerchio deciso ma non violento verso sinistra. Un gesto durante il quale i semi escono dal pugno, appena aperto, spinti dalla forza centrifuga, scorrendo lungo l’indice e quindi lanciati e distribuiti innanzi al passo cadenzato che affonda appena nel terreno.

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Lezione privata di lancio dei semi, il braccio partendo dal fianco, compie un semicerchio. I semi raccolti nel pugno, grazie alla forza centrifuga scorrono uscendo in modo ordinato dal pugno lungo il dito indice e prendono il volo per distribuirsi sul terreno.

C’è qualcosa di magico in questo, c’è il ricordo del legame fra l’uomo e la terra. Anche se sembra perso, esso c’è, esiste nonostante tutto, nonostante spesso la terra sia solo qualcosa sulla quale costruire palazzi o sotto la quale scavare minerali, in ambe i casi qualcosa da approcciare con ruspe sempre più grandi.

Ci ospita l’azienda Filogea nei pressi di Viterbo, una di quelle che hanno accettato la sfida della produzione biologica e nella quale si pratica la “biodinamica”. L’azienda si occupa di ortaggi, ma per l’occasione ha ospitato alcune decine di persone desiderose di affermare la voglia di cibo naturale, libero da stregonerie chimiche e genetiche, dagli artifizi e dallo sfruttamento intensivo del terreno, quello reso arido non per siccità ma per avvelenamento e depauperamento di sostanze.

L’iniziativa nasce.. “in Svizzera nel 2006 da un’idea di Ueli Hurter, agricoltore biodinamico, e di Peter Kunz, selezionatore di cereali biologici”, dal 2010 anche in Italia.

Arriviamo a metà mattino, ci accoglie il titolare dell’azienda, Daniele Colussi. Ci illustra la giornata e lo scopo. La coltivazione biologica anche con attenzione alla “biodinamica”, non è certo economica, ha i suoi costi, ma certo ha un suo perché. Da qualche parte c’è lo slogan della giornata: “il prezzo giusto non è mai il più basso”.  Al di la delle mode più o meno consapevoli, sempre più persone sono disposte a spendere qualcosa in più per un cibo sano che rifiuti l’uso massivo di chimica e ingegneria genetica.

L’iniziativa, a detta del Sig. Colussi, serve anche a stabilire un legame consapevole fra il produttore, rivenditore e consumatore. Produttori e venditori già sono attori uniti in una sorta di rete solidale organizzata ed identificabile in una serie di marchi. Uno di questi, al quale appartiene anche l’azienda che ci ospita, è particolarmente evocativo: “Le Terre di Ecor”, Sotto questo marchio, vari produttori conferiscono i loro prodotti alla rete di distribuzione dei negozi “bio” come NaturaSi ed altri, tutti riconoscibili dallo stesso logo. Il consumatore è dunque il terzo attore che si vuole sempre più consapevole e motivato.

Oltre ai concetti di agricoltura “bio” e di “biodinamica”, navigando sul sito dell’iniziativa, www.semnareilfuturo.it non ho potuto fare a meno di soffermarmi sul concetto di “sovranità alimentare locale”. Tale concetto predilige e valorizza la produzione locale, secondo le metodologie locali ed il consumo del prodotto nello stesso luogo di produzione. In altre parole si tratta di preservare le tipicità e di farne anzi preponderante oggetto alimentare del luogo. Tema, questo, da approfondire e comprendere a fondo.

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Distribuzione dei semi, grandi e bambini porgono il proprio sacchetto all’inserviente per il pieno.

Terminato il briefing iniziale ci siamo spostati sul campo. in una carriola c’erano alcuni sacchi contenenti i semi di grano, un dipendente dell’azienda riempiva i sacchetti e man mano ci siamo sistemati al capo del campo, tutti in fila, uno accanto all’altro. Nell’attesa della partenza, il signore accanto a me, mi racconta che la semina dell’anno precedente a ha dato il suo raccolto e che spera di poter venire per il raccolto di quello che stiamo per seminare. Qualche istruzione sul “lancio dei semi” e si parte. La formazione presto si rompe e la semina continua disordinata ma allegra, pazienza ci sarà un raccolto a “macchia di leopardo”.

Terminata la semina ci dirigiamo verso il capannone che ci ospiterà per il pranzo, nel frattempo diamo una occhiata a qualche prodotto esposto in vendita. Una serie di lunghi tavoli sono pronti ed apparecchiati. Le stoviglie mi danno l’impressione di essere di plastica, cosa che mi disturba un poco, mi pare una contraddizione, ma poi ad un attento sguardo mi accorgo che su di esse vi è impressa la dicitura “compostabile”. Un grande striscione con la scritta “Seminare il futuro” ospita le firme di tutti i presenti.

Bevuto il caffè facciamo due passi per l’azienda assieme al titolare Daniele che ci mostra i macchinari con i quali vengono tratti, lavati ed imballati gli ortaggi ed infine accetta di essere intervistato.

D: Nome, cognome e….

Daniele parte in tromba rispondendo a tre o quattro domande che gli avrei fatto dopo. Si ha l’impressione di colui che crede in ciò che fa ma che ha coscienza dei problemi che comporta.

R: “Daniele Colussi, sempre stato agricoltore, come mio padre. Perito agrario ho iniziato a lavorare nell’azienda di mio padre. Mi occupavo anche dei trattamenti chimici.”
“Verso la fine anni 80 comincio ad interessarmi ed a provare cibi prodotti con tecnologie biologiche e biodinamiche”.
“Provo a convincere mio padre ad iniziare una graduale conversione dell’azienda all’uso di sistemi biologici  e biodinamici, ma il risultato fu l’incrinarsi dei rapporti, cosa per la quale vengo estromesso dall’azienda, letteralmente cacciato di casa.”
“Per me era orribile immaginare le sostanze chimiche avvolgere l’insalata, entrare al suo interno essere degradate e rilasciate nel terreno… non potevo più sopportare una cosa del genere.”
“Vado a lavorare in una azienda biologica nel basso Veneto. Nel 2003 faccio un giro nel viterbese e trovo questo luogo molto interessante e, nel 2005, compro il terreno.”
“Un progetto che è frutto di un lavoro iniziato alla fine degli ani 80.”

Passa nel frattempo una bottiglia di Vov fatto in casa, mi pare ovvio… che sia così.

D: Cos’è la biodinamica

R: “La biodinamica, attraversa un percorso di analisi, mostra altri aspetti della natura che la coltivazione biologica non affronta. La biodinamica considera i meccanismi e le energie presenti nell’ambiente intorno e le interazioni fra elementi, ad esempio nella terra, nell’aria ecc..  un nuovo mezzo per affrontare la coltivazione, una visione più ampia e globale.”

D: Come si traduce la biodinamica?

R: “La vita degli esseri viventi deperisce per via di processi ossidativi, ad esempio noi uomini siamo quello che mangiamo e se mangiamo schifezza tutto in noi si ossida prima. Dobbiamo cercare di invertire, combattere questo tipo di processo assumendo cibi rigeneranti, che abbiano effetti contrari all’ossidazione.”
“Siamo quello che mangiamo è una frase talmente comune che rischia di perdere significato, ma invece bisognerebbe capire che è molto importante comprendere questi meccanismi, per contenere cioè i processi ossidativi.”

D: Ci si può liberare dalla logica dei semi e piante brevettate? Possiamo ad esempio seminare grano non brevettato?

R: “Per il grano ed i semi in genere è più facile, si può fare, il mercato è maturo. Oramai ad esempio sono diffusi i cosiddetti “grani antichi”. Meno facile invece è per gli ortaggi poiché tutto il parco genetico dei vari territori è stato acquisito e demolito dalle industrie sementiere. Adesso se uno volesse coltivare una varietà tipica ha molte difficoltà a trovarla. Ma si può fare, trovando i semi, ancorché rari.”
“Ma tutto è ancora legato al meccanismo qualità prezzo, il prezzo detta tutto non si può farne a meno.”

Da qualche parte ho visto scritto: “il prezzo più basso non è mai il prezzo migliore”. Cosa peraltro detta dal nostro ospite durante la presentazione iniziale.

D: Ma c’è realmente ancora spazio per una agricoltura biologica?

R: “Per me si, se trovo semi biologici li compro, altrimenti utilizzo semi convenzionali non trattati, grazie ad alcun deroghe. Ma il seme è solo un aspetto, va considerato tutto l’insieme. La considerazione del “seme” non è per me così preoccupante come dicono in tanti.” “Non uso le medicine per me, non le voglio usare nemmeno per la campagna.”

D: Alla luce degli anni e delle esperienze, è pensabile lo sviluppo dell’agricoltura più legata alle esigenza della terra invece che delle persone e del mercato?

R: “Non lo so, il mercato è troppo presente, forse la domenica non c’è il mercato, ma domani è lunedì e il 90% delle persone dovrà fare i conti con la spesa e le proprie esigenze.” “Posso dire solo che adesso ho molte più opportunità di quante ne avevo 25 anni fa quando ho cominciato. Adesso non ho dubbi, 25 anni fa eravamo pionieri, e facevamo tutte le esperienze perché nessuno le aveva mai provate. Ora che le abbiamo fatte le abbiamo comprese e filtrate, ora cresciamo continuamente.

Avrei voluto fargli qualche altra domanda, ma qualcuno ce lo porta via. Lo seguiamo a distanza e lo vediamo avviarsi verso una serra, si china e tira fuori delle carote, le mostra alle persone vicino a lui, parlano. Ci avviciniamo, anche il loro parlare pare…. “naturale”.

E’ ora di andare, salutiamo calorosamente cercando di assicurarci la promessa di una latta d’olio bio, uno sguardo ancora al campo che abbiamo seminato e la sensazione precisa che torneremo. Speriamo che cresca.

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Un bimbo partecipa all’evento, forse il suo futuro passerà per quei semi che lui stesso, da piccolo, ha seminato.

 

LUCIANO DAMIANI

 

Per saperne di più:
Il sito ufficiale di Seminare il futuro: http://www.seminareilfuturo.it
Associazione per l’agricoltura biodinamica: http://www.biodinamica.org
Le Terre di Ecor: http://www.ecor.it/it/prodotti/le-terre-di-ecor