Fakeconomics . Politica ed economia delle Bufale sul web

di ROBERTO FIORENTINI ♦

BuzzFeed è un sito web d’informazione (gestito dall’omonima società statunitense) che distribuisce articoli attinti dalla rete internet. BuzzFeed genera traffico online in ragione dei contributi che mette a disposizione per le reti sociali. Gli articoli sono continuamente tracciati e controllati da un’équipe di analisti interni all’azienda. Viene anche monitorata la reazione che ottiene ciascun contributo presso la comunità degli utenti. Il 75% delle visite al sito sono dovute ai link presenti nei siti social come Pinterest, Twitter e Facebook (dato del 2014). Un articolo piuttosto recente, pubblicato da questo sito, intitolato Movimento Cinque Stelle Primo In Europa A Diffondere Notizie False E Propaganda Russa, denuncia , da un lato l’uso di una specie di Dezinformatsiya , dall’altro di uno spregiudicato sfruttamento economico del web, da parte di Grillo e Casaleggio.

Il sistema di diffusione, che ruota attorno al M5S “include non solo il blog e gli account social media del partito stesso che hanno milioni di seguaci, ma anche una collezione di siti redditizi che si auto-descrivono “indipendenti” ma che in effetti sono controllati dalla leadership del partito. Questi siti ribadiscono incessantemente le linee di pensiero del M5S, spargono notizie false, e sfoggiano attacchi ai partiti politici di opposizione, in particolare contro il primo ministro Matteo Renzi. Uno di questi siti, TzeTze, vanta 1,2 milioni di seguaci su Facebook”.Così riporta l’inchiesta a firma Alberto Nardelli, già data journalist di The Guardian , pubblicata sul sito citato. Leggendola si apprendono altre notizie davvero interessanti. Ad esempio che spesso le origini delle notizie possono essere  attribuite a siti di propaganda Russa come Sputnik. La linea editoriale del M5S è favorevole a Putin, mentre critica fortemente gli Stati Uniti e i leader Europei principali. Il blog di Grillo , che è in sostanza l’house organ dei cinquestelle , è tra i più popolari in Italia, e BuzzFeed News ha trovato che i post sulla sua pagina Facebook — che ha quasi 2 milioni di seguaci — godono di un engagement, in media, comparabile uno dei più grandi giornali italiani, il Corriere della Sera. Sempre la stessa inchiesta riporta anche questi dati: la pagina Facebook ufficiale del M5S ha 900.000 seguaci, mentre i suoi più importanti parlamentari ne hanno centinaia di migliaia. Ci sono dozzine di pagine affiliate, di gruppi locali legati al M5S, e di fanclub dei membri del parlamento. Alcuno di questi account, come “W II M5S” (che ha 405.000 “mi piace”) e “Perché votare Movimento 5 Stelle” (che ha 21.000 “mi piace”), rilanciano quasi esclusivamente informazioni dalla rete di siti propria. La leadership del partito controlla TzeTze ed un altro sito, anche questo teoricamente indipendente, La Cosa. Al centro di questa rete di blog e di siti interconnessi èCasaleggio Associati, la società tecnologica istituita dal co-fondatore del partito che è morto nel mese di aprile 2016. L’azienda, che ora è presieduta dal figlio di Casaleggio, Davide, possiede e gestisce sia TzeTze e La Cosa, e il sito di salute,La Fucina, che oltre a condividere messaggi su cure miracolose, ha anche alimentato dibattiti anti-vaccino. “BuzzFeed News ha scoperto che il blog di Grillo, i siti web del partito, e i cosiddetti siti di notizie indipendenti condividono lo stesso indirizzo IP, così come ID Google Analytics e AdSense ( strumenti del web per rilevamento dei dati di traffico)”.

Un altro aspetto interessante, che merita di essere sottolineato e che non tutti conoscono, è il legame diretto tra utile economico e diffusione sul web. Maggiore è il numero di clic e di condivisioni e maggiore sarà il ritorno dagli inserzionisti. Uno studio recente ha scoperto che nel mese di Dicembre 2016 in Italia , in cima alla lista delle notizie più condivise, c’erano parecchie fake news. Cosa si intende per fake news ? Si tratta esattamente di bufale, di notizie false, inventate di sana pianta e diffuse attraverso siti specializzati ( ed abilmente rimbalzate da altri siti sui social network). Le fake news sono usate per creare consenso politico , anzi più precisamente per attaccare gli avversari e attrarre condivisioni con ripercussioni economiche rilevanti. Un duplice affare, insomma. Una ricerca del Pew Research Center, un tink-tank di Washington , specializzato nelle analisi dei media ha recentemente scoperto che il 16% degli americani ha condiviso una o più notizie sul web , scoprendo solo dopo averla condivisa che era inventata. Mentre il 14% lo ha fatto sapendo che era inventata. Il 23% degli americani ha fatto entrambe le cose. Insomma oltre il 50% degli americani  ha condiviso, in qualche modo, fake news. Simili livelli di traffico suggeriscono la portata economica potenziale di questa diffusione di bugie e spiegano anche perché i colossi del web ( Facebook, Google e Twitter, ad esempio ) si siano mostrati piuttosto timidi nell’ideare contromosse per arginare la diffusione della cosiddetta post-verità. Le fake news creano consenso e generano fatturato. In questo l’Italia si sta dimostrando all’avanguardia. Se infatti la politica, in giro per il Mondo,  ha finito per avvalersi, in modo spregiudicato ed utile, di questi metodi ( vedi, tra gli altri,  i casi della Brexit e dell’elezione di Trump) , Grillo e Casaleggio , con il M5S , sono gli unici che riescono a sfruttare questo meccanismo traendone entrambi i benefici: consenso politico e guadagno personale.

ROBERTO FIORENTINI