I FRUSTRATI

di LUCIANO DAMIANI
Così recita la Treccani:

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frustrazióne s. f. [dal lat. frustratioonis «delusione», der. di frustrare «frustrare»]. – 1. Sentimento di chi ritiene che il proprio agire sia stato o sia vano: provare un senso di frustrazione. 2. In psicologia, condizione di tensione psichica determinata da un mancato o ostacolato appagamento di un bisogno; può avere cause esterne (per es., un’educazione troppo autoritaria), o interne (per es., presenza di due bisogni di uguale intensità ma di opposta direzione o comunque incompatibili). Con sign. più specifico, in psicanalisi, effetto della mancata soddisfazione di una pulsione.

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A fine anni 70 non credo ci fosse giovane che non leggesse il fumetto di Claire Brétécher: “I frustrati”. Le frustrazioni della gente, piccole e grandi aspettative tradite. Era ancora il tempo di Linus e Charlie Brown.
Lo stato di frustrazione è sempre presente, probabilmente è inevitabile che lo sia, ma siamo abituati a considerarlo come qualcosa di attinente alla singola persona, allo “sfigato”. In realtà lo stato di frustrazione è condiviso per categorie, insomma, si è frustrati in compagnia. Lo sono, ad esempio, tutti coloro che hanno visto allontanarsi di colpo il traguardo della pensione.
Alle ”categorie” sfigate tipiche come dire: metalmeccanici, professori, artigiani e via dicendo, se ne aggiungono altre che… non si direbbe. E’ di questi giorni la vicenda legata al referendum per l’abolizione dei Voucher ecc.. Mentre scrivo pare che il governo stia pensando di abolire definitivamente lo strumento oggetto di consultazione. Insomma viene sottratta ai promotori la soddisfazione di battersi finalmente e nuovamente nell’arena, una frustrazione mica da poco! Io, da cittadino, trovo poco edificante che un governo per affrancarsi da una consultazione “rischiosa”, decida di cancellare l’oggetto del contendere difeso fino a poco prima, ma da cittadino sono un frustrato cronico. Quest’altra frustrazione, quella del referendum mancato, la lascio a quanti erano già col pugnale fra i denti pronti ad infilzarlo nella fessura dell’urna immaginando che li dentro ci fosse qualcuno da infilzare.
Marameo!!
Tutti spiazzati, compresi coloro che il “vaucher” lo utilizzano correttamente secondo il giusto spirito, frustrati, compresi coloro che speravano nella tanto annunciate dimissioni del gruppo Renzi, qualche referendum fa.
Chissà se la legge, in quanto entità, soffre di questo male, se avesse una qualche sensibilità suppongo avrebbe grossi problemi. Suppongo, però, che sia anche un po’ colpa sua, della legge voglio dire, poichè è proprio complicata! Fatto sta che non bastano le aule di tribunale a disattenderla, spesso e volentieri ci si mettono anche le aule del Parlamento. Abbiamo assistito, manco tanto stupìti, ai festeggiamenti per il salvataggio di tal Augusto Minzolini che, a differenza del Ministro solamente indagato, è già condannato, già giudicato. Non so se tutte e due le mani abbiano lavato il viso, fatto sta che la giustizia e lo stesso ex ministro Severino (mi viene difficile usare il femminile, mi verrebbe la minestra), è vieppiù preda di frustrazione. Frustrato anche io che credevo nella separazione dei poteri, ma sentendo certi parlamentari dire che ci si è accorti che “la legge Severino è sbagliata, e quindi non la applichiamo…..”  mi lascia a dir poco stupito, interdetto e frustrato
Frustrati appaiono anche tutti coloro che vorrebbero incastrare politici e politicanti con pizzini, quaderni e intercettazioni che se pure riescono nell’intento al primo grado di giudizio, già sanno che prima o poi ci sarà un tribunale che sancirà l’assenza di prove o di reato. E allora? Qualcuno rimarrà dentro e qualcuno rimarrà fuori, come spesso accade in questo paese, male che va basta attendere qualche tempo e prima o poi si rientra in gioco. “Muoia Sansone con tutti i filistei” pare non funzioni più.
Mi sa che più che frustrazione sia proprio sfiga, la sfiga di stare dalla parte sbagliata.
Spetta, spetta..   mi hanno appena detto che a Genova pure la democrazia è frustrata….
LUCIANO DAMIANI