Quando il Crotone venne a giocare a Boccelle

di LUCA GUERINI ♦

Hanno aperto un nuovo campo di calcio a Boccelle!

Sono tutti accorsi quando lo hanno inaugurato: c’era la porchetta, i panini con il prosciutto e formaggi vari da mangiare col miele. Hanno fatto una gran festa, credetemi. Sono uscite dai garage auto che neanche avevano più l’assicurazione, “tanto non è che si rischia qualcosa!”. Ci siamo divertiti quella sera, c’era Milly che ha conosciuto il suo attuale fidanzato e tra qualche mese si sposeranno.

Il campionato è iniziato, la squadra non è andata troppo forte e il pubblico di Boccelle si è piano piano disinnamorato. Il presidente ha persino obbligato i giocatori della prima squadra a posare per un calendario quasi senza veli (i cui proventi sono andati per un’associazione di malati di cuore, credo) in modo da far breccia nelle teenager.

Questa settimana hanno organizzato un’amichevole con il Crotone (squadra rivelazione della serie B a detta di tutti) perché si potesse riavvicinare il pubblico e supportare la squadra nel finale di stagione ed evitare una retrocessione forse già scritta. Juric (l’allenatore del Crotone) se conquistasse la serie A potrebbe ottenere una panchina importante viste le cose buone che ha fatto vedere in quest’anno. Averlo a Boccelle è davvero un onore!

Ai giornali non è arrivata comunicazione, non ci sono manifesti in città solo su www.fccrotone.it si può sapere che saranno proprio qui, negli spalti nuovi, quelli appena inaugurati. Sono arrivate le telecamere di Sport Mediaset, hanno fatto delle riprese nel quartiere.La signora Augustina ha detto al microfono “Juri chi?” e ha fatto ridere l’inviato.

E’ arrivata la partita amichevole e sono stati solo quarantanove i biglietti strappati (Riccardino è riuscito come al solito a passar sotto la biglietteria senza esser visto), così una partita che poteva richiamare tifosi anche da Cerveteri o Monteromano rimane deserta facendo fare una figuraccia alla nostra città.

Ah ovviamente gli allenatori della San Pio, del Dlf non c’erano, stavano a casa loro. “Un allenatore non va a guardare gli altri allenatori, non sia mai che impara qualcosa osservando gli altri!”. Organizzare magari, cogliendo l’occasione di aver qualcuno innovativo in zona, uno stage di perfezionamento sarebbe costato troppa fatica e sicuramente in molti non avrebbero partecipato, offesi addirittura dall’invito. Così ognuno vive convinto delle proprie idee, dei propri schemi di gioco e non c’è alcun miglioramento.

Così c’è uno stadio meglio del Fattori che è periodicamente deserto e nessuno sembra interessarsene. A rimetterci è il Teatro…ehm il Calcio e nessuno sembra interessarsene.

di LUCA GUERINI