I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – La password.
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Terminato il suo opus magnum, chiuse il file con una password talmente complicata o forse talmente semplice che, quando il giorno dopo si svegliò, con un tremendo mal di testa da doposbornia, l’aveva irrimediabilmente dimenticata. E non aveva fatto la cosa più ovvia: non l’aveva annotata sulla sua agendina delle password. Capì che, anziché tentare di recuperarla con un colpo di fortuna, che sarebbe potuto arrivare anche dopo miliardi di miliardi di tentativi per un tempo probabilmente infinito, di cui, in quanto uomo e quindi mortale, non disponeva, sarebbe stato più economico riscrivere da capo tutta l’opera, parola per parola.
Si consolò pensando che qualcosa del genere doveva essere accaduto in quel famoso settimo giorno, quando Dio si riposò e, stanco morto com’era, dormì così profondamente che quando si svegliò, all’ottavo giorno, si accorse di aver dimenticato la password con cui aveva sigillato la creazione. Anche Lui senza averla annotata su una delle sue famose tavole di pietra. Ma Lui, a differenza di me, pensò rammaricato il nostro scrittore, ha a disposizione, per recuperarla, l’infinità del tempo, di cui pare possa disporre a suo piacimento, a quanto affermano gli esperti in questioni teologiche.
ANDREA BARBARANELLI

Meraviglioso!
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I paradossi dell’infinito!
Una stanza d’albergo è sempre a disposizione del cliente nel Grande Hotel Infinito gestito con le “chiavi di San Pietro”. Basta spostare la camera 1 in avanti e così l’infinita serie delle camere lascia disponibile la nuova camera.ì(Hilbert)
I numeri dispari (o pari) sono in numero identico ai numeri Naturali: la parte è identica al tutto nell’infinito.
Dopo secoli veniva smontata alla fine dell’ottocento la regula aurea per cui non è possibile la realtà di un infinito attuale ma solo potenziale. Cantor giocò con gli infiniti costruendone una vera e pèropria “calcolabilità”.
Andrea ci fornisce un ulteriore ingegnoso e fantastico artificio: in matematica questo va sotto il nome di “teoria della scimmia”.
Ad esempio: si può a caso riscrivere tutta la Divina Commedia battendo i tasti a caso di un computer?
Ho una tastiera di 50n caratteri. La probasbilità di azzeccare la lettera ” n”(Nel mezzo del cammin….) è di 1 su 50. La probabilità di azzeccare la “n” ela “e” è di 1 su 50 elevato alla seconda….Per farla brevissima: la probabilità di riscrivere tutta la Commedia (sono 500.000 caratteri) è pari a 1 su 50 il tutto erlevato alla potenza di 500.000. Un numero talmente piccolo da fare impressione. Di fatto una probabilità “umanamente” pari a zero. Umanamente ma non in termini di infinito. In termini di infinito, come nell’esempio del Dio citato da Andrea, la possibilità esiste!!
Ma qui interviene la fantasia di Borges che Andrea ben conosce ed ama. Posso scrivere una infinità di testi nel tentativo di riscrivere la Commedia ma chi deciderà quello “vero”? Solo un “ordinatore esyterno” può dare significato all’oceano di testi emessi a caso battendo tasti sul computer: è il paradosso della torre di Babele!!
La cultura di Andrea, la sua sagacia ci offrono, in poche righe, spunti per riflettere. E’ la densità che conta non la lunghezza.
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Andrea, dai voce ad uno dei miei incubi ricorrenti: nelle rare notti in cui dormo sogno la dimenticanza totale delle pwd…buio nero e fitto, niente più accesso a INPS, banca, postacert, IO etc etc
E allora aggiorno la famigerata agendina, MA…dimentico di cancellare le vecchie pwd così mi trovo in un ambaradam di vecchio e nuovo, un caos da cui commossa non nasce…grazie di questo racconto da cui consoliderò una abitudine ruinosa: non cambio la pwd della Banca.
Maria Zeno
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Errata corrige: non “commossa” ma “cosmos”…perché non si riesce a correggere ,
MARIA ZENO
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io ho risolto usando solo una stessa pass per tutto
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