I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – NESSUNO.
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Finché fosse restato nessuno, non sarebbe incorso nell’ira di quel dio che invece, una volta che si fu individuato con il nome del famoso eroe, lo tenne in balia delle sue onde per un tempo incresciosamente lungo. Se non avesse pronunciato il nome già famoso di Odisseo, attribuendoselo in un impeto di orgoglio, il dio non si sarebbe vendicato su di lui. Non si riconosce volentieri di essere stati offesi da un qualcuno.
ANDREA BARBARANELLI

Odissomai: colui che ha sopra di sè l’odio, colui che odia. Il rancore è l’elemento comune dei due significati. Un ottima idea mi stai dando, Andrea, il rancore! E di seguito l’imbecillità che è l’esatto opposto della metis che Odisseo possiede in abbondanza. Il prossimo articolo che farò sarà dunque sul concetto di rancore (l’invidia degli dei? No! troppo eccelso, meglio l’invidia dei miseri umani). Rammento quell’antico testo che decenni orsono leggemmo: Adorno e Horkheimer sul capitolo dedicato a lui.
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Nella “Dialettica…”Odisseo passa, attraverso la rinuncia al piacere immediato e il sacrificio di sé, a creare l’individuo moderno, ma a costo di una repressione interiore. Vi é dunque un dominio strumentale della natura a cui l’uomo moderno non sa opporsi. Omero attribuisce a Odisseo numerosi appellativi epici, come “polymetis”, “polytropos” e “polytlas”: é molto paziente e ha mille volti, forse per questo attira ed é attirato da Donne che sono divinità Titane, Calipso dell’isola di Ogigia e Circe sull’isola di Eea. Sono divinità ctonie, che hanno imparato ad amare i mortali, che ,pur amando Odisseo, gli hanno permesso di ripartire.
Un pensiero anche a queste donne, oltre che all’astuto Ulisse, sono le potenze titane, ctonie, legate alla propria terra, all’arte del coltivare, della tessitura, allo studio delle piante. Forse non abbiamo ancora una profonda comprensione dello spirito greco.
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Il potere del nome è enorme, talvolta infinito, eppure spesso si sopravvaluta il potere sul proprio nome. O forse non si sa esercitare l’ancor più potente potere del silenzio.
Michele Capitani
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Nb: volevo scrivere: si sottovaluta il potere del proprio nome eccetera.
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