Prima di giorno
Proseguiamo la pubblicazione di una serie di racconti brevi di Andrea Barbaranelli. Come abbiamo scritto nella loro presentazione non siamo di fronte a una semplice raccolta di narrazioni, né a esercizi di stile paragonabili a haiku in prosa – pur condividendone la sintesi e l’essenzialità – ma a una sequenza di quadri letterari, piccole epifanie narrative che si offrono al lettore.
Ogni racconto vive di vita propria e può essere letto in assoluta autonomia; tuttavia, tra le diverse tessere si riconosce un filo comune, una continuità sottile che ne definisce l’insieme.
In ognuno emerge, con sfumature diverse, la problematicità della realtà percepita: ciò che vediamo non coincide mai completamente con ciò che è, e l’apparenza si rivela costantemente come un velo che nasconde, distorce o suggerisce dimensioni ulteriori.
Prima di giorno
La voce al telefono ha un tono di urgenza. Come lo squillo di una tromba in un’opera di cui conservo un inquietante ricordo.
– Chi è che parla? Insomma, dica chi è!
– Esca immediatamente di casa, le ripeto.
– A quest’ora di notte? Non se ne parla nemmeno – rispondo, ormai sveglio.
– Faccia il bravo, per favore – insiste la voce, con dolcezza, quasi accarezzandomi.
– Mi ha svegliato in piena notte.
– Sono l’angelo del giudizio finale. Abbiamo sostituito la tromba con la chiamata telefonica, organizzando un call center di dimensioni per lei inimmaginabili. Mancano venticinque secondi alla fine. Ha appena il tempo di uscire. Per riunirsi con tutti gli altri, nella valle di Giosafath, come ben dovrebbe sapere.
– Fate pure senza di me. – dico decisamente seccato: – Odio le manifestazioni di massa.
ANDREA BARBARANELLI

Stupendo!
Aggiungo che se L’Angelo chiama per accorrere nella valle siamo giunti al punto omega. Le condizioni geopolitiche sono favorevoli: il katechon sta vacillando.
Aggiungo che il raduno in valle, dati i numeri elevati, dimostra che ci si vada come puri spiriti di dimensioni alquanto sottili dimostrando la teoria dell’anima come ruah, vento.
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Visti i tempi strettissimi che vengono intimati, potrebbe trattarsi di una truffa. Magari è un finto angelo, come d’altra parte ci sono i finti carabinieri…
Bellissima questa modalità di raccontare.
Michele Capitani
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