Cercare casa in affitto a Civitavecchia: un’odissea.

di ROBERTO FIORENTINI

 
Negli ultimi anni, il mercato degli affitti in Italia ha vissuto una vera e propria crisi, aggravata da una combinazione di fattori economici e sociali. La situazione è particolarmente critica nelle grandi città e nelle zone ad alta attrazione turistica, dove la crescente diffusione degli affitti a breve termine ha contribuito ad aumentare la difficoltà di accesso alla casa per le persone che cercano una sistemazione stabile e duratura.
 
Secondo un rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), nel 2023 i prezzi medi degli affitti nelle principali città italiane hanno registrato un aumento significativo, con incrementi che hanno toccato il 10-15% rispetto all’anno precedente. Milano e Roma, in particolare, hanno visto aumenti dei canoni di locazione rispettivamente del 12% e del 10%, rendendo sempre più difficile per le famiglie e i giovani professionisti accedere a una casa in affitto.
 
In molte grandi città italiane, infatti, la domanda di immobili residenziali è cresciuta, mentre l’offerta è rimasta stagnante. L’analisi del mercato evidenzia che i proprietari preferiscono spesso destinare i loro appartamenti agli affitti brevi, più redditizi rispetto agli affitti a lungo termine. Questo fenomeno è alimentato dalla crescente richiesta di alloggi da parte dei turisti, sia italiani che internazionali, che scelgono sempre più di soggiornare in appartamenti privati anziché in hotel o strutture ricettive tradizionali.
 
Da una breve ricerca effettuata su due dei più importanti siti (Solo Affitti.it e Immbiliare.it) a Civitavecchia risultano circa una decina di appartamenti disponibili su ciascuno di essi. I prezzi variano da un minimo di 600 euro mensili (per un bilocale di 60 mq al terzo piano senza ascensore) fino al massimo di 2000 euro al mese per un bel quadrilocale di 125 mq. Il costo medio di un appartamento di taglia media (80mq) è di circa 800 euro mensili, che salgono a 1000 per appartamenti di 100 mq.
 
Il fenomeno degli affitti turistici ha visto una crescita vertiginosa negli ultimi anni, soprattutto grazie all’emergere di piattaforme online come Airbnb, Booking.com e simili. Secondo un’indagine condotta da CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), nel 2023 gli appartamenti in affitto per turismo in Italia sono aumentati di circa il 25% rispetto al 2022, con un notevole impatto in città come Venezia, Firenze, Roma e Milano, ma anche in località turistiche più piccole, dalle isole del Mediterraneo alla costa adriatica. Questo ha portato a un distacco tra l’offerta per i residenti permanenti e quella per i turisti, spingendo i prezzi degli affitti residenziali verso l’alto. Nelle città più turistiche, gli affitti a lungo termine sono diventati meno competitivi, tanto che in alcuni casi il valore degli affitti turistici è triplicato rispetto ai contratti tradizionali. A Milano, ad esempio, il canone mensile per un appartamento da 50-60 m² è passato da una media di 1.200 euro nel 2020 a oltre 1.800 euro nel 2023, con una parte di questi appartamenti destinata agli affitti brevi. La diffusione degli affitti turistici ha avuto un impatto negativo sul mercato degli affitti residenziali. Secondo uno studio condotto da Confedilizia e Federcasa, quasi il 30% degli appartamenti affittati a breve termine nelle zone centrali di città come Roma e Firenze è stato sottratto dal mercato degli affitti residenziali, riducendo ulteriormente l’offerta per le famiglie e aumentando la competizione per gli immobili a lungo termine.
 
Questa situazione ha conseguenze pesanti per i cittadini italiani, in particolare per giovani coppie e studenti universitari che faticano a trovare alloggi accessibili. I dati Istat mostrano che il 32% dei giovani tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori, con il costo elevato degli affitti che rappresenta uno dei principali ostacoli all’indipendenza abitativa. Inoltre, l’aumento dei canoni di locazione contribuisce ad aumentare il tasso di povertà abitativa, portando sempre più famiglie a destinare una quota significativa del proprio reddito al pagamento dell’affitto.
 
A Civitavecchia una ricerca analoga fatta per gli immobili in affitto turistico a vario titolo (B&B, affitto turistico, case vacanza, etc) sul sito più importante del settore (AIRbnb) ha evidenziato oltre 600 (avete letto bene:600) offerte rivolte a clientela turistica. Non credo sia necessario commentare questo dato sconvolgente.
 
La crisi degli affitti in Italia, accentuata dalla crescita degli affitti turistici, rappresenta una sfida importante per le politiche abitative del paese. Se da un lato il turismo contribuisce a rafforzare l’economia, dall’altro crea una distorsione nel mercato immobiliare, mettendo a rischio il diritto alla casa per molti italiani. Affrontare questa crisi richiede un impegno coordinato tra istituzioni, enti locali e operatori del settore, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra le esigenze di residenti e turisti, preservando la qualità della vita nelle città e nelle zone ad alta domanda. Per la nostra città il problema, specie quest’anno coincidente con il Giubileo, sembra analogo, se non peggiore rispetto a quello delle principali città turistiche. La vicinanza con Roma e la facilità (relativa)dei collegamenti con la città delle celebrazioni giubilari, stanno già rendendo sostanzialmente impossibile trovare un appartamento in affitto a costi ragionevoli e persino difficile anche per chi può affrontare costi maggiori.
 
ROBERTO FIORENTINI
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