RUBRICA BENI COMUNI, 91. PAROLE CROCIATE

a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦

Quei segni e quelle suddivisioni che da qualche tempo ho inserito nella figura di copertina della rubrica, nel tentativo di prestabilire una griglia modulare, sulla quale impostare, articolare o “ricamare” le immagini attinenti al tema di ciascuna puntata, mi hanno suggerito di volta in volta forme geometriche, scacchiere, pattern, e poi colori e composizioni che, comunque, avevano alla base un semplicissimo quadrettato, tanto che l’ho adoperato proprio per rappresentare un quaderno a quadretti nella puntata sulla “Mia scuola”. Dai quaderni a quadretti con le scritte dei compiti al quadrettato delle parole incrociate il passo è decisamente breve. Quindi, la voglia di proporre alle lettrici e ai lettori un vero e proprio riquadro di parole crociate o incrociate non ha tardato a venirmi. È così con un po’ di approssimazione e qualche forzatura ho compilato le parole crociate con la soluzione data sulla copertina che però scompare per aprire il testo e anche con i quadretti vuoti e le relative definizioni debitamente riportate in queste pagine, così che, chi lo volesse, può cimentarsi nella soluzione del cruciverba.

La ricerca di definizioni e di spunti da cui partire con il racconto mi ha portato a consultare qualcuno dei numerosissimi dizionari e vocabolari di cui abbondano le mie librerie, venendo a scoprire che Luigi Vanvitelli e Jean-Baptiste Labat, per dire due figure a noi ben note e non tanto lontane nel tempo, non avevano mai avuto l’occasione di risolvere uno di quei giochi enigmistici a noi così familiari. Solo perché ai loro tempi non c’erano, mentre potevano giocare a scacchi, che invece esistevano da secoli, come pure la dama.

Del resto, l’occasione di trovare le parole d’un cruciverba, da ragazzi, non l’avevano avuta – per lo stesso motivo – neanche i miei nonni, al tempo della breccia di Porta Pia. Copiando da Wikipedia, posso dire che «la prima attestazione storica del gioco è riconducibile a Giuseppe Airoldi, il quale realizzò e pubblicò sul n° 50 del 14 settembre 1890 del “Il Secolo Illustrato della Domenica”, rivista edita da Edoardo Sonzogno, uno schema 4 per 4 che chiamò “Parole incrociate”. Mentre la paternità delle prime parole crociate è attribuita ad Arthur Wynne che ideò e pubblicò sul “Fun”, un supplemento domenicale del “New York World”, il 21 dicembre 1913, un gioco denominato “word-cross puzzle”. Il gioco aveva forma di losanga senza caselle nere, che furono introdotte solo successivamente dando così la possibilità di avere più definizioni. Nel 1924, sempre negli Stati Uniti esce il primo libro di cruciverba da risolvere che, per un errore tipografico, fu poi cambiato in crossword, poi rimasto. In Italia, la prima attestazione accertata del gioco è del 1925 e la prima attestazione della locuzione parole incrociate è del 1927. A Valentino Bompiani si deve invece il nome cruciverba. La dicitura “Parole crociate” è un marchio registrato dalla rivista “La Settimana Enigmistica”. Tra gli autori italiani, è stato famoso per i suoi schemi particolarmente difficili da risolvere Piero Bartezzaghi (il suo cruciverba pubblicato settimanalmente dalla rivista “La Settimana Enigmistica” era chiamato per antonomasia “il Bartezzaghi”), il cui testimone è stato raccolto dal figlio Alessandro. I migliori schemi sono difficili, ma non devono essere “astrusi”: Bartezzaghi, infatti, sosteneva che l’abilità del creatore di parole crociate consiste nell’impegnare il solutore in una sfida leale, lasciandogli aperte le strade per completare il gioco. Particolarmente ostico è anche “il cruciverba più difficile del mondo” redatto annualmente da Ennio Peres

Consultando un altro dizionario (Manlio Cortellazzo, Paolo Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, 1/A- C, p. 302, 4/O-R, p. 883, Nicola Zanichelli Editore, Bologna 1979) leggo: «crucivèrba, s. m. ‘gioco enigmistico consistente nel trovare, sulla scorta del senso indicato, parole le cui lettere si allogano in caselle disposte in colonne che s’incrociano tra loro’ (1927, Panz. Diz., p. XXII). ● Comp. del lat. crŭx, genit. crŭcis, ‘croce’ e věrba, nt. pl. di věrbum ‘parola’. “Termine coniato da Valentino Bompiani ed E. Piceni. Dato che le parole incrociate sono venute dall’America e che all’inizio venivano chiamate anche in Italia (cross world) puzzle, è probabile che questo composto di formazione pseudo Latina ricalchi la parola inglese cross-word” (Klajn 128); parole incrociate

Spinto da curiosità francofona, sfoglio inutilmente A.-J. Greimas, Dictionnaire de l’ancien français jusqu’au milieu du XIVe siècle, Librairie Larousse, Paris 1980,1989, e l’altro che mi fu pure molto utile ai tempi della traduzione dei volumi dei Voyages del sopra citato Jean-Baptiste Labat, Jean Dubois, René Lagane, Alain Lerond, Dictionnaire du français classique, Librairie Larousse, Paris 1988. Per trovare le parole usate per dire in francese parole incrociate o cruciverba, cioè «mots croisés», devo aprire il volumone redatto da Raoul Bloch con la collaborazione di Carla Salvioni, Dizionario francese italiano, italiano francese, Zanichelli editore, Bologna 1995.

Mentre non dice nulla, benché successivo al 1927, il Nòvo dizionàrio universale della lingua italiana compilato da P. Petròcchi, volume A-K, Fratèlli Trèves editori, Milano1931. D’altra parte, anche i primi volumi della Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, Treves, Treccani Tumminelli, edizioni Istituto G. Treccani, 1929 e seguenti, ignorano assolutamente la parola crucivèrba. Finalmente, nel volume XIII, DIS-ENN, pubblicato nel 1932, sotto la voce enimmistica (sic, per la purezza della lingua), da pagina 991, ci avviciniamo al nostro tema. Nel capitolo Giochi geometrici, a pagina 993, il paragrafo 1, giochi in cui la lettura procede in senso orizzontale e verticale, tratta l’argomento nel dettaglio:

«Un tipo speciale di parole in quadrato (latercolo) di origine antichissima, è costituito da parole bifronti, in modo che esse si leggono quattro volte nei varî sensi. Il primo esempio conosciuto si trova scolpito su lapidi che risalgono all’epoca romana:

SATOR

AREPO

TENET

OPERA

ROTAS

«E finalmente i quadrati a frase letterali e sillabici che si costruiscono allo stesso modo, con frasi invece di parole. Il quadrato può avere anche una lettura verticale diversa da quella orizzontale come nell’esempio:

A M O R

R A T E

M I R A

A S I L

«Da questa forma deriva il cross-word puzzle, detto in Italia dove ebbe effimero successo, il gioco delle parole a croce o cruciverba

La voce Enimmistica è firmata “Al. S.”, Aldo Santi, ingegnere, Modena. Come conferma il proverbio, Nemo propheta in patria.

Beni comuni 91. fig 1

ecco le definizioni per gli amici in vena di “cimento” enigmistico. Attenzione: non ci allontaneremo molto dalle solite tematiche della rubrica.

ORIZZONTALI

1 – Lo è un’opera voluta dai papi.

4 – Chi è stato a Catania.

8 – Il Jean-Baptiste frate e architetto francese provicario del Sant’Uffizio a Civitavecchia.

13 – La prima fu promossa da Urbano II (non il nostro VIII) nel 1095.

16 – La sigla dell’Ufficio Consortile Interregionale.

17 – L’autore del De reditu suo.

19 – Una tortura del Sant’Uffizio.

21 – Le famose lettere sullo stemma di Civitavecchia.

22 – Il paese della Tuscia dell’infanzia del paladino Orlando.

24 – Nome femminile non comune (ma una nota cantante si chiama così).

26 – Lampada solare per esterni (per sostituire i lampioni d’un tempo).

28 – Accordo per opere pubbliche, protocollo di ¾.

30 – E altre cose… (abbreviazione).

31 – Suona nel Bel Paese.

33 – Suono della notte in Inghilterra.

34 – Intelligenza artificiale.

35 – Figlio di Abramo, vivo per miracolo.

36 – Famiglia provenzale di Civitavecchia.

VERTICALI

1 – Formano le frasi.

3 – Associazione Corsari Turchi (sigla).

4 – Porticciolo romano a nord di Centumcellae.

5 – La sigla completa del nostro Ufficio Consortile.

6 – Architetto civitavecchiese di nome Cinzio.

7 – Unione Allumierasca (sigla).

8 – Il papa fondatore di Cencelle.

10 – Illuminato principe indiano.

11 – Azienda Cave Allume Industriale.

12 – A te.

14 – Quello al latte di mandorle piaceva immensamente a padre Labat.

15 – Touring Club (sigla).

18 – Si ripete il 5 verticale.

23 – Quello religioso lo intonavano i frati nel coro di Santa Maria.

25 – Associazione Nazionale Architetti Urbanisti (sigla).

27 – Quello del 15 verticale in Italia.

32 – Come il 21 orizzontale, ma forse dignificano “Olim Centumcellae”.

34 – Si duplica l’orizzontale.

FRANCESCO CORRENTI

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