“PESCI, PESCATORI, PESCIVENDOLI E CONSUMATORI” DI GIORGIO CORATI – Fondo europeo FEAMPA e Programma Nazionale
di GIORGIO CORATI ♦
Il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, FEAMPA 2021-2027, istituito dal Regolamento (UE) 2021/1139,1 è uno dei 5 fondi strutturali di investimento europei che si integrano a vicenda per sostenere una ripresa basata sullo sviluppo e sulla crescita dell’occupazione.
Per dare esecuzione agli obiettivi del FEAMPA, ogni Stato aderente elabora un proprio strumento di programmazione, cioè un Programma Nazionale, PN, finanziato dallo stesso FEAMPA che deve essere successivamente approvato dalla Commissione europea.
Oltre al FEAMPA, dunque, i fondi strutturali di investimento europei, che si integrano a vicenda, sono il FESR, l’FSE+, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione più giusta (JTF) a gestione concorrente di cui al Regolamento (UE) 2021/1060 (CPR)2 recante le disposizioni comuni applicabili ai Fondi a gestione concorrente.
Il FEAMPA è cofinanziato dal bilancio dell’UE e dagli Stati aderenti, per il raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva stabiliti dalla Commissione europea nella “Strategia europea 2020” e si inquadra all’interno delle linee di indirizzo stabilite dalla Politica comune della pesca (PCP). Si tratta di un Fondo che finanzia interventi che tendono a migliorare la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura per rendere più sostenibile l’uso della risorsa ittica sotto molteplici aspetti ovvero di un Fondo che, nelle intenzioni dell’UE, promuova “la pesca sostenibile e il ripristino e la conservazione delle risorse biologiche acquatiche” (Art.3, par.1) e che possa consentire “un’economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne e promuovere lo sviluppo di comunità della pesca e dell’acquacoltura” (Art.3, par.3).
Il Regolamento (UE) 2021/1139, che ha istituito il FEAMPA quale successore del precedente programma denominato FEAMP 2014-2020, ha anche modificato il Regolamento (UE) 2017/10043 che stabilisce “norme per la raccolta, la gestione e l’uso di dati biologici, ambientali, tecnici e socioeconomici relativi al settore della pesca” […] (punto (4)), al fine di poter essere successivamente utilizzati per “trarre il massimo vantaggio” […], ai fini di una “gestione sostenibile della pesca e per la valutazione e il monitoraggio di stock ed ecosistemi” […] (punto (29)). Lo stesso Regolamento stabilisce le priorità, il bilancio del Fondo e le regole specifiche di erogazione dei finanziamenti dell’Unione europea, che integrano le regole generali applicabili al FEAMPA a norma del Regolamento (UE) 2021/1060 (CPR). Le strategie, le priorità, le modalità di impiego efficiente e efficace del Fondo sono definite da parte di ciascun Paese membro in una logica di partenariato all’interno dell’Accordo di Partenariato 2021-2027. Tale Accordo, oltre alle istituzioni e agli organi competenti, quali la Commissione europea, le regioni interessate e i governi nazionali, ha coinvolto anche tutti i portatori di interesse.
Il FEAMPA è finanziato con fondi previsti dal bilancio dell’UE e da fondi stanziati dagli Stati aderenti. L’erogazione dei fondi da parte della Commissione europea – ovvero della Direzione Generale MARE e dell’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente CINEA – avviene in regime di gestione diretta, attraverso la concessione di sovvenzioni e appalti, mentre da parte delle Autorità nazionali avviene in regime di gestione indiretta o gestione concorrente. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Mipaaf, oggi Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Masaf, è l’Autorità nazionale di riferimento per l’Italia, mentre la Direzione Generale di riferimento è quella per la pesca marittima e l’acquacoltura denominata PEMAC.
Per la parte di gestione concorrente, il FEAMPA è disciplinato da disposizioni comuni che, come già riportato, sono applicabili a vari Fondi, stabilendo una serie di obiettivi e principi generali comuni quali il partenariato e la governance a più livelli così come anche disposizioni che riguardano norme di ammissibilità. Il richiamato Regolamento, ad esempio, stabilisce anche condizioni abilitanti, una verifica della performance e disposizioni in materia di sorveglianza, rendicontazione e valutazione.
NOTA: La Tabella 1A del Programma Nazionale, PN, finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, FEAMPA, 2021-2027 (Mipaaf, 2022)* riporta che […] “da analisi elaborate su serie storiche dell’ISTAT risulta che il volume degli sbarchi dal 1980 al 2016 si è ridotto del 56% con un trend in sostanziale discesa. Emerge quindi un quadro di forte debolezza strutturale della flotta peschereccia italiana, soprattutto nella piccola pesca costiera, con conseguente incremento dei costi di gestione e problemi in termini di sicurezza dei lavoratori, che si accompagna ad una sostanziale assenza di sistemi organizzati di vendita con operatori che si rivolgono soprattutto a mercati locali” […].
*Mipaaf. (Ottobre, 2022). Programma Nazionale finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura 2021-2027. Tabella 1A, Obiettivo strategico2, Priorità1, Analisi SWOT, in riquadro “Giustificazione (sintesi)”.
Programma Nazionale dell’Italia (PN, FEAMPA)
Quale strumento di programmazione, per dare esecuzione agli obiettivi del FEAMPA ogni Stato aderente elabora un Programma Nazionale, PN, che deve essere approvato dalla Commissione europea. In linea con la strategia dello Stato, il Programma Nazionale individua le azioni da realizzare e i criteri a cui devono rispondere i progetti ammissibili. A seguito dell’indirizzo del citato Regolamento istitutivo del FEAMPA, l’Italia ha presentato il proprio Programma Nazionale 2021-2027 (Mipaaf, 2022).4
L’obiettivo principale del PN finanziato dal FEAMPA 2021-2027 (Mipaaf, 2022) è “contribuire in maniera sempre più determinante alla sostenibilità ambientale”[…] (par.1.1) ed economica del settore della pesca e dell’acquacoltura, affrontando le sfide della transizione verde, della transizione digitale e della resilienza, “alle quali si aggiunge l’intento di favorire trasversalmente i processi di innovazione” (par.1.1).
Rispetto al tema della “transizione”, il PN è orientato a contribuire alla “transizione blu” del settore ittico tenendo conto che il quadro di riferimento è rappresentato: dagli obiettivi previsti dalla Politica Comune della Pesca (PCP); dalla Direttiva quadro sulla Strategia per l’ambiente marino; dalla politica marittima integrata (PMI); dagli impegni internazionali assunti dall’UE nel settore della governance degli oceani; dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile; dalle priorità enunciate nel Green Deal europeo, nelle Strategie dell’UE sulla Biodiversità, “Farm to Fork” […] (par.1.1).
Il PN sosterrà […] “la riduzione della sovraccapacità di pesca” […] “investimenti volti a favorire la transizione verso mezzi di produzione più sostenibili, la lotta alla pesca non dichiarata e non regolamentata (INN), il target individuato nel QFP 21-27” […], “le politiche sulla biodiversità, favorendo la gestione efficiente delle AMP, promuovendo il percorso di istituzione di almeno tre nuove aree di protezione degli stock ittici entro il 2027” […], “lo sviluppo di produzioni di qualità per un sistema alimentare equo, sano e sostenibile, con misure che coinvolgano l’intera filiera ittica, dalla produzione al consumo ed azioni per ridurre gli sprechi ed il riutilizzo degli scarti” […] (par.1.1).
Rispetto al tema della “resilienza”, il PN riporta come necessario innescare “processi virtuosi che portino ad un cambio di passo nella gestione del settore e” [favorire] “la logica di filiera, l’efficienza, la competitività, la valorizzazione delle produzioni e la trasformazione dei pescatori, uomini e donne, in imprenditori ittici” […] (par.1.1).
In merito, il PN promuoverà interventi che “saranno realizzati in complementarietà e sinergia con gli orientamenti definiti nel quadro del Piano nazionale per la ripresa e resilienza italiano (PNRR) […]; “la conversione dei processi industriali a favore dell’economia circolare anche per la blue economy; la logistica del settore marittimo e del comparto della pesca e acquacoltura […]; l’interazione tra imprese e ricercatori, anche attraverso il sostegno ai partenariati Horizon Europe” […] (par.1.1).
GIORGIO CORATI
