RUBRICA BENI COMUNI, 74. SELEZIONI
a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦
Domenica 16 giugno, Fabrizio Barbaranelli ci ha comunicato che, per la settimana del ballottaggio, l’attività del blog darebbe stata sospesa, tranne che per la pubblicazione delle schede dei PERSONAGGI ILLUSTRI elaborate da Claudio Galiani e Giovanni Insolera. Di conseguenza, ho spostato alla settimana successiva, da giovedì 20 a giovedì 27 l’uscita della rubrica «Beni comuni», puntata n° 74. Che avevo preparato, dedicandola proprio alle elezioni per il Sindaco e la nuova Amministrazione comunale di Civitavecchia, disegnando la copertina proprio con riferimento al ballottaggio, dato che i risultati delle votazioni di sabato 8 e domenica 9, “incoraggianti” in campo nazionale ed europeo per i miei sentimenti di elettore “di parte”, avevano anche ristretto da sei a due il numero dei candidati alla carica in quella città. Dove io personalmente non ho mai votato, nei più di 60 anni della mia frequentazione, potendomi così dichiarare senza meriti e senza colpe nelle scelte amministrative locali, e tuttavia risentendone in modo completo e pregnante per i riflessi e i condizionamenti del mio lavoro. E questo, con periodi molto difficili e francamente negativi, che hanno determinato l’allungamento oltre ogni limite ragionevole della conclusione di procedure socialmente ed economicamente importanti, impedendo al tempo stesso il raggiungimento dei concreti risultati definitivi – in quell’ambito territoriale specifico – delle “buone pratiche” previste negli accordi di programma e nei protocolli d’intesa, che erano state invece da tempo ottenuti con generale soddisfazione – con il centinaio di enti pubblici e i tantissimi soggetti privati partecipanti – negli altri ambiti comunali, provinciali, metropolitani e regionali, con oltre 1.500 progetti realizzati.
La lunga frequentazione e il diretto rapporto professionale e di ricerca storica con il Comune di Civitavecchia mi hanno consentito di conoscere direttamente i Sindaci del dopoguerra e buona parte degli altri protagonisti della vita politica cittadina. Così per i candidati di quest’ultima tornata, tutti amici con diverse sfumature di intensità e, quindi, anche con maggiori o minori speranze sul loro esito. In ogni caso, data anche la sostanziale civiltà della conduzione della campagna, mi è sembrato fin da subito un gesto opportuno di amicizia avanzare la proposta di offrire ai nuovi eletti, Sindaco e Consiglieri, un’immagine emblematica – una veduta storica disegnata da me tanti anni addietro – della loro nuova condizione di responsabili delle scelte per il futuro della città.
Perciò, il 15 giugno ho scritto: la matrice è pronta (uso un termine d’epoca, ma file, pellicola, lastra, cliché, stampo, forma, lucido, originale sono quelli più specifici nei diversi sistemi di stampa). In questo momento di attesa di quello che sarà il risultato del ballottaggio, ho postato sul mio profilo di Facebook questa stessa proposta, suggerendo alcune ipotesi per la stampa della mia veduta di “Civita Vecchia con l’Arsenale Chigi com’era nel 1660”, che voglio offrire per farne avere un esemplare a ciascuno degli eletti nel nuovo Consiglio, quando si radunerà in una delle prime volte nell’Aula “Renato Pucci”, di cui ho avuto l’onore di essere il progettista titolare e direttore dei lavori.
Avrei piacere che rappresentasse un segno di concordia, che fosse veramente l’espressione di un Ottimo Consiglio e quindi che la sua realizzazione vedesse la diretta partecipazione della Politica. Perciò – ho scritto –, la stampa la può sponsorizzare chiunque, il prossimo Sindaco (anche in anticipo, «nel caso che…»), oppure il candidato che non sia diventato Sindaco, oppure… chiunque mi farà un cenno d’intesa, per dire «Mi propongo io…»: sarebbe bello che il cenno lo facessero in tanti, ognuno per un suo motivo, così da ritrovarsi fin da subito a darsi reciprocamente una mano, con vantaggio per tutti,
come ci si augura avvenga sempre in seguito, quando sia necessario, nell’esclusivo interesse della Città nel suo insieme, nel migliore governo dei suoi Beni comuni!
Questa puntata, mio 161° articolo su SpazioLiberoBlog, dopo la lunga interruzione (la puntata precedente era uscita il 9 maggio ed ho parlato del Caracollo) sarebbe dovuta uscire giovedì 20 giugno, ancora con la “Sede Vacante”. Quindi con il punto interrogativo sul nome del candidato vincitore del ballottaggio, per cui li avevo messi tutti, i visi dei sei, una donna e cinque uomini, che – in modo molto civile – si sono confrontati in molti incontri, anche con il mio Ordine degli Architetti su temi importanti. Visi ben noti, tutti di amici, come ho detto… Con l’incertezza del risultato finale, di quale/li di tutti quegli emblemi e dei due visi in dirittura finale vedremo emergere… Come quando, nei tempi antichi, si poneva sulle opere realizzate in quel periodo lo stemma dell’ombrellino della Camera Apostolica e non quello del “pontefice regnante”, ancora da venire.

Esce, invece, la puntata, giovedì 27 e le “Selezioni” sono avvenute, “S’elezioni” (alla sarda) concluse. “Se lezioni” di vita, di buona politica, di belle speranze per il futuro, lo vedremo. Credo che la piccola, modestissima idea di dare a tutti i nuovi componenti del nuovo “Ottimo Consiglio” una vedutella della “Città com’era” non sia cattiva, vuol essere (oltre che un vivissimo augurio di buon lavoro da parte mia) un segno di concordia, di unità, di civiltà. di cultura, di rispetto reciproco. Anche un bel ricordo di una data importante. Nella speranza che sia il Consiglio che porterà a “unanime” conclusione, in armonia, all’unisono (come l’Orchestra di Muti [non muti!!!]), progetti importanti, a cominciare da quelli per terminare i programmi ministeriali che durano da troppo tempo senza vedere la fine benché pronti da anni e anni, il Campanile di San Giulio-Sant’Egidio, il CDU / Urban Center (a disposizione di tutti con tutti i documenti d’archivio e i piani e progetti “scomparsi”), il Cammino di Hasekura e dei Martiri Giapponesi (affreschi di Hasegawa da salvare!), il Viale dei Cento Pilastri dell’Aurelia nova, il Museo Civico, il Mascherone di Leone X da restituire al Comune (magari anche ritrovando gli altri nove spariti dalla Darsena dopo le distruzioni), le belle mostre e pubblicazioni già avviate con la Soprintendenza nel 2019, lo Stemma di Benedetto XIV da porre vicino alla sua Fontana, il patrimonio architettonico e monumentale (Cimitero!) e non ultimo quello pittorico (dal ciclo del Genio ad Afro ed al resto) da valorizzare, anche con il CeSiVa, gli interventi della “Storia scende in piazza” e la ristampa cento volte promessa di “Obiettivo Civitavecchia” sui Bombardamenti del 1943-44. Estendendo anche ad altri ambiti storici la bella esperienza della “Macchina del Tempo” e tanto, tanto altro. Naturalmente, anche riportando in auge quei pubblici dibattiti sui temi strategici della città e del territorio, risolvendo così questioni rimaste da vent’anni sospese, dalla zona cardine dell’Italcementi alla Fiumaretta, ai temi rimasti incompiuti (e definanziati per l’ignavia di chi doveva provvedere) come il piano dell’Area regionale “Litorale Nord” e la “buona pratica” (mi ripeto, ma ci è stata riconosciuta ufficialmente) della pianificazione coordinata dall’Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia con i suoi tantissimi interventi pubblici realizzati, nel PIAU “Porti e stazioni” e nel PRUSST “Patrimonio di San Pietro in Tuscia/Territorio degli Etruschi”.
E adesso, la parola al nuovo Sindaco, dal nome così promettente! Con gli auspici più sinceri e fervidi, Marco!
FRANCESCO CORRENTI
