RUBRICA “BENI COMUNI”, 70. FATE BENE, SORELLE!
a cura di FRANCESCO CORRENTI ♦
Questa puntata è dedicata a Maria Letizia Beneduce
«Musicista dalle grandi doti artistiche che con umiltà e sensibilità riesce a raggiungere il cuore di chi l’ascolta, regalando grandi emozioni. Artista eclettica che con la
sua professionalità, il suo talento, ha portato in alto il nome di Civitavecchia e ha dato
lustro alla città» (dalla targa consegnata dal sindaco Ernesto Tedesco e dall’assessore alla
Cultura Simona Galizia nella Cittadella della Musica)
e a tutte le Altre, nella ricorrenza dell’8 Marzo.
L’argomento di questa puntata è, per certi versi, la prosecuzione ed il completamento di una
precedente puntata e precisamente di quella del 27 febbraio dell’anno scorso, 2023, Beni
comuni n° 34 «Come non consentire una costruzione alta 42 metri al posto del vecchio,
decrepito, fatiscente e cadente” ospedale del 5-600 (1970)».
Chi, per la gioventù dei suoi anni o per la troppo recente frequentazione di Civitavecchia,
non conoscesse la precedente storia del complesso detto degli Antichi Ospedali della Carità,
trova in quella puntata tutte le informazioni necessarie e vede, in particolare, citata una mia
relazione del 31 maggio 1991 in cui, con molta chiarezza, è illustrata la situazione del monumento, «soggetto nell’ultimo ventennio a continui atti di vandalismo» che, con tutta probabilità, avevano origine anche se non diretta connessione proprio dalle iniziali intenzioni
che l’autorità “ufficiale” nutriva, coltivava, accarezzava su quelle mura secolari: abbatterle,
demolirle completamente, farle scomparire dalla faccia della terra civitavecchiese, così
come era stato fatto di altre illustri, storiche, insigni, addirittura sacre e consacrate vestigia
della millenaria storia cittadina.
Sono quindi riportati per intero, in quella puntata, i documenti del 1970-71 in cui, proprio con
quelle parole incredibili, si proponeva all’amministrazione comunale di deliberare, in via eccezionale, l’aumento del limite massimo dell’altezza della nuova costruzione proposta, portandola dai 15,50 consentiti dal Piano di Ricostruzione ai circa 42 metri occorrenti, pari a 15
piani fuori terra, compreso il pianterreno, più attico ed eventuale superattico, come negli altri
fabbricati realizzati in deroga. Liberando l’area di quel vecchio e decrepito e cadente edificio.
Ma per questa volta le notizie storiche possono bastare. Ho voluto, invece, corrispondere
ad un’idea di Roberta Galletta che mi chiedeva immagini, fotografie e disegni per festeggiare
ulteriormente il “premio alla carriera” dato dall’Amministrazione comunale a Maria Letizia
Beneduce, dedicandole queste pagine. Con l’auspicio che divengano quanto prima realtà le
parole pronunciate dall’assessore Simona Galizia, delineando per Maria Letizia il ruolo di
soprintendente alla Cittadella della musica, proprio da lei immaginata in quella struttura che
era stata felicemente sottratta alle mire della speculazione.
Con l’ulteriore auspicio, che ho voluto esprimere nel titolo, “Fate bene, sorelle!” e nell’estensione della dedica, a ringraziamento personale e a nome di tutti i miei “colleghi di genere”
per tutte le innumerevoli, straordinarie e indispensabili “Altre”, che hanno dato il loro fondamentale contributo a valorizzare questa reliquia storica e culturale della Città.
FRANCESCO CORRENTI




