Scrivere un libro su Matteotti
Intervista a TULLIO NUNZI a cura di MATTEO VECCHI ♦
Perché scrivere un libro su Matteotti, riletto attraverso la stampa quotidiana?
Ho sempre avuto due passioni: la storia ed il giornalismo.
Non ho l’improntitudine di definirmi storico, né giornalista, nonostante l’iscrizione all’albo e una direzione di un settimanale.
Ho voluto raccontare uno dei delitti più infami del fascismo attraverso i resoconti della stampa quotidiana romana.
Stampa quotidiana ancora libera?
Sì per poco fino alle leggi eccezionali del 1925. Ho ripreso quotidiani di diversa tendenza politica.
Giornali liberal-democratici, come il Mondo, o di opposizione dura come la Voce Repubblicana, oppure quotidiani del fascismo intransigente come l’ Impero, o un fascismo più moderato come il Nuovo Paese.
Ne esce fuori una visione particolare del delitto, del fascismo ?
No, ma nella cronaca quotidiana viene ancora più evidente che in un certo periodo si era formata o poteva formarsi una maggioranza parlamentare disponibile a rigettare il governo Mussolini e ipotizzare un nuovo governo forse da affidare ad in liberale.
Associazioni dei combattenti, dei mutilati, vicini al fascismo, generali eletti in parlamento, cattolici, erano disponibili a questa operazione. Ci fu da parte di alcuni giornali un appello al re, che per timore di eventuali scontri non fece suo l’ appello. Forse si potevano evitare 20 anni di una dittatura spietata che ha determinato danni irreparabili.
Ma con i se non c ‘e’ storia.
Ci sono altre particolarità che vengono dalla lettura dei giornali?
Io mi sono limitato al caso Matteotti, ma il materiale riguarda anche la marcia su Roma e le leggi eccezionali del 1925.
Non sono uno storico, lo ripeto e mi manca il senso storico.
A Torino vive e lavora per il centro Levi Roberta Mori, la figlia di Nando Mori, compianto giornalista di Trc.
Lei sta scrivendo un bellissimo libro su un esponente della resistenza piemontese, Sandro Delmastro, che presenterà il 25 aprile.
Mi piacerebbe che lei rivedesse questo materiale e lo rileggesse storicamente; si potrebbe avviare un lavoro comune.
MATTEO VECCHI
