SEDUZIONE ED ABBANDONO  : STORIA DI UN DIVORZIO DI FINE ESTATE.

 di DARIO BERTOLO ♦

In una fresca serata di metà Settembre, in un appartamento borghese al centro di Roma, la madre chiede ai propri figli di sedersi in salotto.

  • Vi devo dire una cosa importante –        

Il tono di voce è pacato, ma non riesce a mascherare lo stato d’animo.

  • Ragazzi, vostro padre se ne va. Oggi stesso verrà a prendere la sua roba e andrà a vivere altrove

Al primo momento di stupore subentrò subito un misto di delusione e di risentimento.

Che la situazione famigliare, da qualche tempo, non era tranquilla i ragazzi l’avevano intuita. Ma le continue rassicurazioni del padre, in qualche modo, avevano fatto sì che la speranza di un ritorno alla normalità fosse più che un illusione.

  • Madre, perché?
  • Quando conobbi vostro padre me ne innamorai subito. E con me tutte le persone che gli erano intorno. Brillante, relatore retorico fino a rasentare la logorroicità , esuberante ma anche e soprattutto eccessivamente impetuoso. Capace di calamitare su di se l’attenzione in qualsiasi occasione  con il suo inconfondibile modo di proporsi e di proporre. Il nostro matrimonio fu il connubio  tra due persone certamente, ma anche l’unione di due modi di essere e due mondi diversi. Socialismo liberale e  Progressismo borghese.  Cattolicesimo laico e Cristianesimo sociale. Discrezione e ansia di visibilità.-

Prese fiato, nel tentativo di  esorcizzare i ricordi.

  • Furono anni intensi. Vostro padre era a capo della  grande impresa di famiglia , era rispettato da tutti e aveva la stima ed il consenso  di quasi tutti gli azionisti di maggioranza. Traghettò l’azienda da un periodo di stagnazione ad uno di crescita impetuosa, utilizzando al meglio strumenti di sviluppo e promozionali all’epoca innovativi e calamitando sull’azienda, e su di sé, gli interessi di molti investitori, anche esteri. Però anche lui fu vittima della sindrome di Hybris. Lo smisurato narcisismo, la crescente mancanza di empatia e di contro l’eccessivo e ingiustificato istrionismo furono le cause che determinarono scelte strategiche sbagliate con conseguenti crolli d’immagine e di prestigio. L’azienda a cui tanto aveva dedicato le sue energie, nella logica della sopravvivenza a prescindere dalle persone, lo allontanò e i suoi referenti preferirono affidare la guida ad un consiglio di amministratori con una visione e un impatto meno espansivo dei marchi commercializzati e nel contempo più cautelativo nella tenuta dei rapporti con i terzi, istituzionali e non.

Fu assai riluttante ad accettare la situazione, né però si sforzò di comprenderne appieno le dinamiche che avevano portato a questo. Si rifugiò sempre più frequentemente nei posti a lui più cari, circondandosi degli amici più fidati. Non fu un periodo felice. Propositi di rivalsa si contrapponevano a momenti di sconforto e rassegnazione. Però l’indole di vostro padre, alla fine, prese il sopravvento. Evidentemente Il prezzo da pagare lo ritenne inferiore al costo da sostenere.

Nonostante in famiglia tutti continuassero a considerarlo un uomo da salvaguardare, se non altro per le sue indubbie capacità imprenditoriali, vostro padre ha maturato una decisione che , nei giorni e nei mesi successivi, è diventata talmente forte da tramutarsi una sorta di ossessione.

Il suo “io” ha deciso, per lui e anche per tutti noi, che solo con un gesto risolutore, decisivo e paradossalmente illogico, avrebbe potuto spezzare un legame che ritiene ormai talmente logoro da rappresentare un cordone ombelicale ormai privo di ogni utilità. Un vincolo congenito ormai insopportabile, che lo avrebbe portato, secondo i suoi ragionamenti, nel mondo oscuro dell’oblio sociale. –

Nella stanza ci fu solo silenzio. Quasi di rassegnazione ma , per certi versi, di cauto e surreale sollievo. La forza d’animo e l’orgoglio della madre rappresentavano, per i ragazzi, un solido attracco durante una violenta tempesta.

  • Naturalmente la scelta di vostro padre non sarà indolore per l’azienda di famiglia, in particolare per quanto riguarda la parte economica. Una quota azionaria , seppur di minoranza, è in capo a lui e sarà presto nella sua disponibilità. Questo causerà probabilmente la necessità di condividere di volta in volta alcune scelte strategiche, e magari compensandone alcune con attribuzioni di cariche in posti chiave. D’altronde, e questo lo condivide anche il resto della famiglia e la maggioranza dei soci, è solo possibile consigliare ma non imporre ciò che sarebbe meglio fare  per il bene comune e  non quello  per la soddisfazione del proprio ego –

 

  • Ma tu pensi che ritornerà, prima o poi? –    chiese la figlia maggiore
  • Andarsene dalla casa che hai contribuito ad edificare, pagando spesso a caro prezzo  le opere di ristrutturazione che un edificio con questa storia ha necessitato negli anni, lasciare una realtà che negli ultimi tempi ha ritrovato capacità di espansione e di conquista di importanti fette di mercato ,abbandonando amici di lunghissima data con in quali hai condiviso , anche con divergenze profonde, un percorso di vita intensa, può accadere solo se in realtà hai vissuto tutto ciò con reconditi disagi, malcelata sopportazione e intimo fastidio.

Altri motivi non ce ne sono, ne tantomeno altre giustificazioni plausibili o almeno che io riesca ad  immaginare.

Pertanto, ragazzi, credo che la scelta sia, ormai in entrambi le parti, decisiva e irremovibile.

D’altronde solo il tempo ci dirà se una collettività salda, con delle basi solide e una rappresentatività   influente sia più importante e decisiva di un solo uomo, seppur al comando di una veliero agguerrito ma priva di un porto sicuro dove rifugiarsi nei momenti, inevitabili, del bisogno.-

I ragazzi capirono. La gente capirà.

DARIO BERTOLO