Tristiario: pillole di tristezza somministrate con brio.

(Raccolta tematica di miei status Facebook, non meglio identificabile se non con questo titolo; se un giorno sarà genere letterario, ricordate il pioniere Tristiario)

di ELISABETTA APPETECCHI 

 

TRENITALIA, VIAGGIARE INFORNATI

– Leggo Hemingway, una comitiva di francesi ha invaso la mia carrozza e il mio vicino di treno ha una tosse che credo sia tubercolosi. Stiamo girando Midnight in Paris de’ poveri, non c’è altra spiegazione.

– Sapevate che un pendolare su tre soffre di ansia da pre-stazione?

-Va’ dove ti porta il cuore perché se vai dove ti porta Trenitalia è la stazione e si scusano per il disagio

– Il treno è in arrivo al binario credici

-Però mica male questi scioperi dei treni: solo un’ora fa per ingannare l’attesa decidevo di mettermi a studiare al bar della stazione vicino a due distinti signori col giornale sottobraccio e ora posso già dirmi esperta di politica

– Se il rientro a casa fosse un talent, Trenitalia sarebbe il giudice che dice “Per me è no”

-Vorrei nella vita la stessa faccia tosta di Trenitalia, quando dopo sei ore di blocco totale annuncia un treno “straordinario” che poi fa schifo come tutti gli altri

-Treno fermo da un’ora in mezzo alla campagna, il nulla totale: ora capisco perché I TRENI al contrario si legge INERTI

-Tale signora Giovanna dichiara ad alta voce

in treno

svegliandoci tutti

che lei può permettersi di mangiare quanto vuole perché tanto poi brucia.

Glielo faccio presente che Giovanna e bruciare non vanno d’accordo nella stessa frase per ovvi motivi storici o la lascio cuocere nel suo brodo?

ELISABETTA APPETECCHI