SE NON LO CAPITE DA SOLI 

 

di ROBERTO FIORENTINI

Se non lo capite da soli che NON va bene fare la Notte Bianca , con i negozi aperti, la notte del 23 dicembre, è inutile che ve lo spieghi. Anzi no. Ve lo spiego lo stesso. Magari qualcuno lo capisce.

Verso le undici e mezza del 23 dicembre di quest’anno esco per portare la mia cagnolina ad espletare i suoi normali bisogni fisiologici. Non mi ricordavo che nella mia città ( Civitavecchia , in provincia di Roma , Italia ) la notte fra il 23 ed il 24 non è una notte come tutte le altre.  Ero distratto, diciamo. Quando Lucy , la mia cockerina, deve fare la pipì , il tragitto è sempre , più o meno lo stesso. I cani, si sa, amano le abitudini ed i riti. Esco da casa, attraverso Piazza Saffi e poi scendo giù per la discesa che costeggia la Cattedrale. Nel tragitto in questione ho incontrato più gente del solito, a quell’ora. Molta gente fuori ai locali, a mostrarsi con il bicchiere in mano. Meglio se è un calice di vino, la sera. Uno spritz all’ora dell’aperitivo. Anche la birra va sempre bene , meglio se bevuta direttamente dalla bottiglia. Comunque, dicevamo, drink a parte, tanta gente in giro. Ed è allora che mi ricordo che quella del 23 è una notte speciale. Stavo per girare sui tacchi ma , a quel punto ero quasi arrivato davanti alla Cattedrale e un po’per abitudine, un po’ perché Lucy non aveva ancora fatto la pipì e – lo confesso – un po’ per curiosità, ho continuato fino alla piazza. Folla. Famiglie. Bambini, cani, carrozzine. Almeno tre Pastorelle ( ecco : finalmente l’ho detto , è di questo che parliamo) che si esibivano su tre lati della piazza. Da dove stavo io quello che ti arrivava era una cacofonia, composta da brandelli sonori di tutti i tre gruppi. Non molto diversi, direi. Cori di uomini e donne – soprattutto donne – accompagnati da sporadiche e spesso scordate chitarre. Repertorio simile. Classiche canzoni di Natale da disco di Mariah Carey o da spot della Coca Cola. Per gli amici lettori non civitavecchiesi accludo una definizione di “ Pastorella “ : La Pastorella è una peculiare tradizione della città di Civitavecchia. Il 23 dicembre di ogni anno, gruppi di musicisti, esperti e non, girano per tutta la notte nelle strade della città suonando e cantando canzoni natalizie, fermandosi tipicamente sotto le finestre degli amici e dei parenti dei partecipanti, ma anche in ogni piazza o angolo che sembri loro propizio per portare la gioia della musica. La Pastorella è un evento radicato nella tradizione civitavecchiese a partire dal dopoguerra.  Avete capito ? Dei tre gruppi che si stavano esibendo , uno, quello piazzatosi sui gradini della Cattedrale , dedicata a San Francesco di Assisi, aveva certamente il pubblico più numeroso. Appena sono arrivato abbastanza vicino per vedere qualcosa ho subito capito perché. Il gruppo si stava esibendo mascherato. Sono riuscito a vedere un tizio vestito da cammello, un pastore arabo, una luna e un sole.  Bei costumi, con maschere fantasiose e lunghe tuniche a celare il corpo, perfette se indossate al Carnevale di Venezia. Sono tornato di corsa a casa, per contrastare l’indignazione che mi aveva assalito, indeciso se riuscire armato. Alla fine ho deciso di buttarmi a letto ma ho tardato a prendere sonno , anche perché nel locale sotto le mie finestre si stava esibendo un gruppo che alternava versioni piuttosto rock di sigle dei cartoni animati a jingle pubblicitari. Questo il raccontino della mia esperienza personale. Il contesto , come del resto pubblicizzato anche dal volantino redatto dall’Amministrazione Comunale,( giuro che non voglio fare alcuna polemica politica) era quello di una specie di Notte Bianca, con le bancarelle e qualche negozio aperto e tanta gente a spasso e nei locali, manco fossimo stati a Ferragosto. Ora, le ultime righe di questo pezzo cambiano tono , diventano serie e , pertanto , cambio anche il font.

Come spiegato anche nella definizione di Pastorella, presa da un sito internet , siamo parlando di una tradizione che risale al dopoguerra ma che ha anche precedenti anteriori al conflitto. E’ una tradizione, però, che sta scomparendo. Una volta il passaggio delle Pastorelle si aspettava a casa propria. La notte del 23 era una notte di magia e di musica, quasi sempre strumentale. Non era una festa profana, una fiera di paese, addirittura una notte bianca con i negozi aperti e la gente che fa shopping. Ho fatto parte di uno storico gruppo di “ pastorellari “, negli anni della mia adolescenza. Ricordo mesi di prove, attenzione, rispetto. E i grandi che riprendevano noi ragazzi perché parlavamo a voce troppo alta , disturbando la gente che dormiva, che aveva diritto di svegliarsi con le note di piffero di Tu scendi dalle stelle e non a causa dei nostri schiamazzi. Una tradizione, dicevamo, che è stata soppiantata da una specie di happy hour collettivo, rumoroso, volgare e privo di qualsiasi poesia. Mi indigna vedere che le centinaia di “ storici “ che affollano associazioni, enti, società storiche e osterie della memoria, sempre prontissimi a difendere ruderi, scavi ,  vestigia e tradizioni del passato, non alzino , assieme, le loro voci per difendere una tradizione ancora viva ed attuale di cui , ora, adesso, in questo tempo,  l’incuria e la volgarità della contemporaneità sta facendo scempio. Non capisco come si possa dire di voler difendere la storia e le tradizioni della nostra città e poi voltare la testa mentre una di queste viene fatta a brandelli e trasformata in una notte bianca qualsiasi. E non provate nemmeno a commentare con qualche battuta sulle tradizioni che vanno attualizzate . Provate a dirlo a un senese di “ attualizzare “ il Palio e vedrete che vi risponderebbe.

ROBERTO FIORENTINI