E’ difficile mantenere la propria reputazione al tempo di internet.
di TULLIO NUNZI ♦
E’ difficile mantenere la propria reputazione al tempo di internet.
Purtroppo spesso ci sarebbe bisogno di “pensieri lunghi” e invece nei social si preferisce la brevità, aforismi tendenti alla offesa.
Per cui spero che in questo blog in cui la pancia viene lasciata da parte, si possa discutere su una proposta in materia di turismo.
Il tutto nasce dalla lettura dei dati sui valori degli agenti inquinanti di Arpa Lazio.
Dati che per un giorno sono stati superiori rispetto al limite della legge; non solo ma superiori a diverse altre città del Lazio.
Non conosco la ragione di tali dati, né intervengo lasciando ad esperti e tecnici tale compito.
Ho sempre rispettato una logica delle competenze, ma a centrale Enel spenta é ovvio porsi il problema naturale che si tratta di dati preoccupanti, secondo alcuni dovuti in gran parte da fumi delle ciminiere rimaste, dai tubi di scappamento del traffico e dai fumi delle navi nel porto.
La cosa, al di là dell’attenzione di qualche giornale, è passata sottotono, mentre credo che avrebbe bisogno di riflessioni e di interventi, nella consapevolezza che questa amministrazione aveva una particolare attenzione ambientale nel suo programma, attenzione che forse ha permesso la vittoria.
Ora per il traffico mi sembra che ci siano progetti che porteranno in tempi medio brevi ad una doppia zona di traffico limitato, con un progetto che sicuramente determinerà anche una limitazione degli inquinanti.
Per quanto riguarda il porto, al di là della elettrificazione delle banchine, ma in assenza di navi, nessuno mai ha fatto una proposta.
Credo che da circa trenta anni “intaso” redazioni di giornali cartacei e telematici, affermando la necessità che questa città, o meglio il suo territorio, arrivi a creare un sistema territoriale turistico, stante la vocazione turistica di questo territorio.
Il turismo, a mio avviso non è fatto di marchi, di brand, ma il cuore pulsante del turismo è il territorio, inteso come contenitore di tutti quelli che sono i vari segmenti turistici e va salvaguardato e tutelato.
Per capirci meglio, il turismo ha avuto evoluzioni diverse: un tempo si faceva la villeggiatura. Il tempo dedicato alle ferie in pratica si utilizzava in zone marine o montane.
Oggi si utilizzano i vari momenti feriali per toccare tutti i segmenti che un territorio offre: cultura, mare, enogastronomia, naturalismo, termale, archeologico, patrimonio UNESCO, religioso, crocierismo.
Questi sono i segmenti più importanti e tutti presenti in questo territorio che lo rendono attrattivo da un punto di vista turistico.
Tutti confondono crocierismo con turismo, o meglio una parte per il tutto.
Sia chiaro il crocierismo, (nato ai tempi del Presidente dell’Autorità Portuale, Francesco Nerli, avversato spesso in questa sua scelta da chi oggi ci vive ) porta in città solo per servizi circa 100 milioni ( dati RCT).
Basta tener conto di parcheggi, Taxi, NCC, utilizzo camere d’albergo , b&b ed altri servizi.
Ci si aspetterebbe che tra tre milioni e mezzo di persone che sbarcano nel porto di Roma e in gran parte vanno a Roma e circa 400 mila che rimangono a Civitavecchia i maggiori beneficiari potessero essere negozi di prossimità .
Invece sempre da una indagine di Confcommercio Roma fatta durante le elezioni amministrative, i negozi di vicinato vedevano nei propri bilanci solo un 7% in più dovuto ai crocieristi, che arrivava ad un 12% per ristoranti e pubblici esercizi.
Non solo ma nel rapporto aperture/ chiusure il bilancio delle attività si rilevava negativo e i consumi al lumicino.
La desertificazione commerciale ormai visibile in città forse è la dimostrazione più eclatante.
Premesso tutto ciò, ed evidenziata l’importanza economica del crocierismo per la città, ma in particolare per il porto e per il lavoro (compagnia portuale, agenzie marittime, servizi marittimi etc) ovvio che le crociere comportano anche problemi oggettivi.
Inquinamento (come detto all’inizio) traffico, problemi logistici, una stazione per alcuni aspetti dantesca in certi orari e altri problemini di varia natura.
Non si potrebbe aprire una “vertenza crociere?”
Il termine vertenza non mi sembra giusto né adeguato, ma mi ricorda ed è mutuato erroneamente dalla “vertenza Enel”.
Una grande attività che porta lavoro, ricchezza, indotto ad una città, ma che ovviamente crea problemi di natura ambientale e sociale.
Ora non si tratta di creare contrasti ,scioperi, manifestazioni o altro, ma forse chiedere al sistema crocieristico di promozionare con più convinzione Civitavecchia o meglio il suo territorio; oggi si preferisce per ragioni economiche, giustificabili, privilegiare il “pacchetto Roma”, ma avviare una indagine tra i crocieristi, almeno quelli che decidono di rimanere a Civitavecchia o nel territorio, per comprendere necessità, richieste, desiderata degli stessi, al fine di adeguare l’offerta (forse le associazioni di categoria dovrebbero darsi una svegliata per quanto riguarda formazione e progettualità) ai loro bisogni.
Ecco un accordo tra Comune, Autorità Portuale e crocierismo, un patto per una maggiore promozione della città, per una valorizzazione del territorio tenendo conto che il crocerista rimane a Civitavecchia per sole 12 ore.
Valorizzare non solo il porto di Roma ma la città ed il territorio.
Concludo nella convinzione che se si vuole parlare di futuro turistico per Civitavecchia per il suo territorio (la competizione in campo turistico ormai avviene per territori a meno che non si parli di Venezia o Roma ) il sistema vincente è quello di un accordo tra pubblico e privato tra comuni, sistema delle imprese, sistema culturale, nella forma attuata da DMO Etruskey che ha portato alla candidatura di Tarquinia a capitale Italiana della cultura.
Un verso sistema misto di pubblico e privato, che personalmente avrei allargato a Ferrovie dello Stato, ANAS, Autostrade, ma che presumo siano rappresentate da Confindustria che è tra le promotrici del progetto.
In questo purtroppo viene fuori lo spirito di appartenenza, e quello campanilistico; non sono presenti nel progetto le associazione dove ho passato 40 anni di dirigenza e oltretutto Civitavecchia non è capofila del progetto.
Ma sta cambiando il mondo, sta cambiando il turismo e ovviamente bisogna adeguarsi o meglio abbozzare.
TULLIO NUNZI
