DEEPSEEK
di MARCELLO ROCCHETTI ♦
Cosa è DeepSeek e perché se ne sta parlando in un modo che potrebbe apparire ai non addetti esagerato? Cerchiamo di scoprirlo. DeepSeek è un’azienda cinese specializzata in intelligenza artificiale, con un focus sulla ricerca e sviluppo di modelli avanzati di Intelligenza Artificiale. Si occupa di creare soluzioni innovative per vari settori, tra cui l’elaborazione del linguaggio naturale, l’analisi dei dati e l’automazione di processi complessi. E’ stata fondata nel 2023 da Ling Wenfeng, uno studente della Università di Zhejang con un background di ingegneria elettronica e informatica, ed è riuscita a sviluppare uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati finora mai visti, disponibile gratuitamente e cosa assai più significativa “open source” che significa: senza segreti e cioè un software con codice sorgente [1] che chiunque può esaminare, modificare e potenziare. Ad essere malevoli, il tutto in coincidenza dell’insediamento di Trump. Ad essere invece benevoli, ha prodotto un effetto di rinnovamento del mercato; un innalzamento degli standard; un effetto di democratizzazione dell’intelligenza artificiale.
Prima di proseguire, una riflessione sul perché il termine “intelligenza artificiale” ce lo ritroviamo condito in tutte le salse in TV, sui giornali, sui blog, sulle riviste specializzate, su YouTube, quando moltissimi non riescono a comprenderne in concreto il significato e quando se ne parla, la voglia è quella di saltare pagina. Il mio invito è invece quello di stimolare la nostra curiosità; cercare di capire che questa sarà la direzione in cui andrà il mondo e anche senza avere alcuna patente di esperto dobbiamo essere almeno consapevoli degli effetti che produrrà sulle nostre vite e quindi non possiamo far finta di niente.
Torniamo a DeepSeek: senza addentrarci troppo in quello che fa e come lo fa, quantifichiamo quali danni economici con la sua uscita ha provocato alle aziende che sviluppano e vendono i prodotti dell’intelligenza artificiale.
Diamo qualche dato: Il quotidiano britannico indipendente, The Guardian, riporta che, a seguito del rilascio di DeepSeek, la perdita complessiva delle aziende informatiche in un solo giorno, il 27 gennaio, è stata di un trilione di dollari (mille miliardi).
Ora dovrebbe apparire più chiara quale sia stata la consistenza del terremoto provocato da questa piccola Start Up cinese e in che misura abbia devastato il colosso NVIDIA che ha perso in un colpo il 17% del suo valore azionario. Una cifra pari a 600 (seicento) miliardi di dollari. Il motivo per cui NVIDIA è stata la sola a subire questa pesante perdita è che questa è l’azienda più importante che produce e vende queste ricercatissime confezioni tecnologiche GPU (Graphical Processing Unit) necessarie all’intelligenza artificiale.
Per identificare meglio le GPU, queste non sono altro che dei circuiti elettronici, in sintesi delle schede progettate per elaborare molti dati in simultanea e farlo assai velocemente. Questa è la caratteristica principale che le rende ideali per essere impiegate nel campo dell’intelligenza artificiale e, sulla base della potenza che queste schede riescono ad esprimere, il costo può variare da poco meno di cento dollari a decine di migliaia di dollari (30, 40 e anche 80 mila dollari) a seconda dei modelli.
Dopo avere parlato dei soldi andati in fumo viene spontanea la domanda su come sia riuscita DeepSeek a mettere in discussione l’egemonia USA nel campo dell’intelligenza artificiale assestando una vera e propria mazzata ai titoli tecnologici della borsa americana e addirittura fatto traballare il progetto Stargate che prevede 500 miliardi di dollari destinati all’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni le aziende statunitensi secondo stime di mercato aggiornate al 2023 hanno speso per l’intelligenza artificiale 100-150 miliardi di dollari. Sempre da fonti di mercato, sappiamo che nel 2024 questa cifra è cresciuta di circa il 50%, ne consegue che ad oggi il dato approssimato si aggira intorno ai 150-225 miliardi di dollari.
DeepSeek con il suo recente rilascio della versione R1 specializzata nella risoluzione dei problemi e capace di sviluppare ragionamenti sofisticati ha raggiunto e in qualche caso superato le prestazioni dei più avanzati modelli di OpenAI e Google con un costo di addestramento del modello realizzato con meno di 6 milioni di dollari.
Si utilizza il termine “addestramento” per descrivere il processo di sviluppo di un modello di intelligenza artificiale.
Il perché di questa sproporzione di costi, è motivata dal fatto che le sanzioni imposte dagli USA hanno costretto la Cina ad utilizzare schede GPU, prodotte da NVIDIA, meno potenti rispetto a quelle utilizzate da OpenAI e Google e tra l’altro queste schede disponibili per la Cina rispetto a quelle USA sono state volutamente depotenziate. Tuttavia, DeepSeek ha dimostrato che le restrizioni non hanno fermato l’innovazione cinese che è riuscita aguzzando l’ingegno a raggiungere con costi bassissimi gli stessi obiettivi e anzi migliorarli.
La domanda che si stanno facendo in questo momento alla Silicon Valley e anche presso la nuova amministrazione di Washington (ma ce la facciamo più modestamente anche noi): se una startup cinese con risorse così limitate – schede GPU obsolete e volutamente depotenziate – può raggiungere questi risultati, cosa succederà quando avrà accesso a tecnologie ancora più avanzate?
MARCELLO ROCCHETTI

Analisi lucida e provocatoria. DeepSeek dimostra come l’open source e l’ingegno possano ribaltare gli equilibri del potere tecnologico, sfidando i giganti USA nonostante sanzioni e risorse limitate. Il dato su NVIDIA è scioccante, ma la domanda finale è cruciale: se una startup cinese ha già scosso il mercato con GPU depotenziate, cosa accadrà quando le barriere cadranno? Un monito sul futuro dell’IA, tra democratizzazione e nuove competizioni globali. Complimenti per lo spunto di riflessione!
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Caro Marcello, chiaro come sempre ed efficace…La mia prof di Liceo avrebbe dato al tuo scritto il giudizio a lei più caro:” Breve succinto compendioso”
Maria Zeno
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Grazie Maria. Non pensavo di cogliere nel segno anche se devo confessarti, un po’ ci speravo😂
Marcello
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