IO STO CON I PESCI – L’azione umana associata a un Codice di comportamento di consumo di prodotti della pesca basato su strategie di economia circolare 20. Cap6.
di GIORGIO CORATI ♦
L’argomentazione di questo documento si basa su concetti di economia circolare e di consumo sostenibile; propone al consumatore un Codice di consumo, ipotizzandone i vantaggi e i benefici generali. Si tratta di una risposta concreta alla necessità rivelata di conoscere e capire quali azioni possono essere adottate e attuate per procedere lungo una traiettoria di consumo sostenibile dei prodotti della pesca.
RIPRESO.*
Eccoci tornati… siamo in casa.
Marta: “Finalmente!. Fuori fa veramente freddo!”
Ettore: “Però, adesso abbiamo tutto ciò che serve per preparare una cena succulenta!”
Certo… e spero che si unisca a noi anche il mio amico Sandro… il mio amico pescatore… ricordate… quello che mi ha chiamato al telefono.
Marta: “Si, certamente”.
Va bene. Dai… Marta… Ettore… quello che stavo dicendo, mentre tornavamo a casa, voleva sollecitarvi all’attenzione… su quanto avevo già detto dell’ottica dell’Approccio “C0/C9”… così, per non lasciarvi distrarre.
Ora, dopo aver trattato le “AttuAzioni” dalla “C9” alla “C3”, completo il “quadro” del Codice spiegando la “C2”, la “C1” e la “C0”… contenti?
Ettore, sorridendo: “Si, dai poi prepariamo la cena”.
Sei sempre il solito! Va bene, dai. Allora… Queste tre ultime “AttuAzioni” si riferiscono alla “Macro azione” “Consumo ottimale dei prodotti della pesca”. L’“AttuAzione C2” è definita “Consumo Responsabile”, la C1 “Consumo informato” e la C0 “Consumo Alternativo ed equo”.
L’“AttuAzione C2” Consumo Responsabile” ha un approccio tattico/strategico.
Vi spiego prima la Motivazione e poi l’“AttuAzione”.
La Motivazione… Il Consumo Responsabile impone un ripensamento nelle scelte, dei modi e delle modalità di consumo e il passaggio da una logica soggettiva di prezzo più conveniente o di praticità fine a se stessa a una visione olistica, che pone maggiore attenzione alla diversità di specie e ai costanti bisogni propri dei consumatori, cioè ai bisogni sia delle generazioni attuali sia di quelle future.
Per quanto concerne l’“AttuAzione”, si tratta di intraprendere e attuare un “comportamento di consumo virtuoso”, già consapevole anche se non del tutto informato, privilegiando possibilmente specie provenienti da catture locali e “pescato di stagione”, affinché le dimensioni delle popolazioni ittiche, sulle quali si incentra l’attività di pesca, si mantengano costanti ed entro limiti biologici di sicurezza. Tra le specie, è bene privilegiare in genere quelle con un ciclo vitale naturale “breve” e quelle con taglia più che superiore alla propria taglia minima prevista per legge. Tali approcci tendono a sostenere la riproduzione naturale delle specie, un loro più rapido accrescimento e incremento ai fini del reclutamento nella biomassa produttiva destinata al consumo alimentare.
L’“AttuAzione C2” è strettamente correlata alle “AttuAzioni” C1 “Consumo Informato” e C8 “Consumo Consapevole”.
Ora spiego l’“AttuAzione C1” che è definita “Consumo informato” e che ha un approccio tattico/strategico.
Eccone la Motivazione… Il Consumo Informato si basa sulla consapevolezza che si acquisisce nel tempo, frutto della raccolta del maggior numero di informazioni possibili, oltre che sulla responsabilità etica che scaturisce da scelte ponderate e valutate.
Mentre, per quanto concerne l’“AttuAzione”, si tratta di consumare specie le cui biomasse si trovano già o sono ritenute costantemente in equilibrio biologico, anche se destano Minore preoccupazione (LC) (vedi IUCN)[1] Ciò al fine di un duraturo ed efficiente loro utilizzo nel flusso del tempo. L’informazione puntuale e la riduzione costante di eventuali asimmetrie informative sono precondizioni basilari.
L’“AttuAzione C1” è strettamente correlata alle “AttuAzioni” C2 “Consumo Responsabile” e C8 “Consumo Consapevole”.
In conclusione, ecco l’“AttuAzione C0” che, nell’ordine, di fatto è l’ultima ma in realtà è anche la prima, perché da questa riprende la circolarità delle “AttuAzioni” verso un comportamento di consumo strettamente legato all’ottica dell’economia circolare… Ricordate la grafica che vi ho proposto? Bene… L’“AttuAzione C0” è definita “Consumo Alternativo ed equo” e ha un approccio tattico/strategico.
Eccone la Motivazione… Il Consumo Alternativo ed equo favorisce buone “pratiche di consumo” e promuove sviluppo e crescita sostenibili attraverso il rispetto per le specie ittiche e il sostegno ai pescatori locali in un rapporto permeato da etica. Si tratta di un comportamento che esprime “autointeresse” e, tuttavia, definibile lungimirante nell’ottica della disponibilità futura delle risorse ittiche.
Dopo la Motivazione spiego l’“AttuAzione”.
La proposta di vendita di una specie potrebbe non essere accettata, perché il suo consumo è ritenuto non sostenibile o la specie non proviene da cattura locale o non risulta essere “pescato di stagione” o è tra quelle ritenute in precario equilibrio biologico (In Pericolo (EN), Quasi Minacciate (QT) o Vulnerabili (VU) (vedi IUCN)) e, comunque, è tra quelle che non sopportano un’elevata intensità di pesca.
Per assicurare il mantenimento a lungo termine di tutte le specie ittiche, nonché favorire una costante capacità riproduttiva delle stesse, l’utilizzo di specie sostitute, specie cosiddette “minori” o meno note e specie considerate di “scarto”, limita l’utilizzo di specie considerate maggiormente “commerciali” ovvero di specie maggiormente utilizzate o sfruttate. Anche dal punto di vista gastronomico, è importante verificare la possibilità di scelta di/tra specie affini, similari o adeguate sostitute di altre che possono rivelarsi altrettanto gustose e versatili per l’utilizzo in gastronomia. Anche per la realizzazione delle ricette della tradizione locale potrebbe essere utilizzato il “pescato di stagione”, senza che, per questo, la ricetta perda la sua importanza per la comunità di riferimento.
L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre “AttuAzioni”.
Ettore: “Finito!? Sono sfinito!” E sorride come fa di solito.
Si, caro il mio Ettore! Anche se… Paura? Anche se… devo dire che potremmo affrontare insieme o meglio potremmo ipotizzare ad esempio dei possibili limiti dell’Approccio “C0/C9”, ma anche gli effetti e forse anche la metodologia per una possibile valutazione degli effetti stessi a seguito delle “AttuAzioni” intraprese.
Marta: “Si, trovo che possa essere stimolante. Dai, perché no!”
Ettore: “Io ascolto… vi prego, però!”
Magari ne possiamo discutere anche con Sandro. Comunque io direi di soffermarci per il momento sui possibili limiti dell’Approccio “C0/C9”?
Marta: “Benissimo”.
Direi che l’Approccio “C0/C9” nel suo complesso potrebbe essere considerato di difficile applicazione come concetto o quale modalità comportamentale di avvicinamento alla sostenibilità del consumo proprio di un consumatore. Certamente presenta dei limiti, associati essenzialmente alla misurabilità degli effetti derivanti dalle “AttuAzioni” intraprese dal consumatore, nel progresso o nel progredire della “transizione” di cui ho parlato. Si tratta, di fatto, di effetti in termini qualitativamente migliorativi rispetto al “consumo come al solito” così come l’ho descritto.
In generale, gli effetti connessi all’effettiva intrapresa delle “AttuAzioni” potrebbero non essere immediatamente visibili, non essere palesemente rilevabili nel breve medio periodo oppure potrebbero non essere “soddisfacenti” o anche potrebbero essere confutati. Ciononostante, l’Approccio “C0/C9”, in via di principio, può essere funzionale nel determinare effetti sostanziali verso un miglioramento continuo lungo la traiettoria di un consumo sostenibile nel flusso del tempo. Di fatto, gli effetti possono essere razionalmente assunti come risultati positivi in via astratta, data una presunta ma ragionevole concreta capacità del consumatore di adottare le “AttuAzioni”, considerando anche la sua potenziale attenzione alla sostenibilità. Semplicemente, il consumatore stesso potrebbe far luce e rivelare la propria propensione in merito.
D’altronde, rispetto al divieto dei rigetti in mare divenuto ormai definitivo per la maggior parte delle specie ittiche (Reg. (UE) 1380/2013, Art.15),2 l’Approccio “C0/C9” può essere un valido “strumento” se si considera che secondo la Commissione europea (COM(2020) 248 final) 3 “il controllo dell’obbligo di sbarco è un problema ancora irrisolto” (p.6). In questo senso, l’Approccio “C0/C9” può rivelarsi utile, pur con eventuali limiti, non soltanto per sensibilizzare ulteriormente il consumatore a considerare di intraprendere e mantenere un comportamento di consumo sostenibile dei prodotti della pesca, bensì anche per dare un equo valore al capitale naturale oltre ad aspetti di tipo economico e di sviluppo del cosiddetto capitale sociale. Più ampiamente, l’Approccio “C0/C9” può rivelarsi utile nel merito delle difficoltà che si riscontrano circa la determinazione dell’effettivo buono stato degli ecosistemi marini e delle puntuali dimensioni delle popolazioni alieutiche e ittiche in generale, tenuto conto della nota indeterminatezza nella disponibilità di dati scientifici complessivamente soddisfacenti e condivisi. Mi fermo qui, Ettore, Marta.
Ettore: “Sono d’accordo”.
(SEGUE)
GIORGIO CORATI
